21 settembre 2009

Cronache Aziendali - Anno II

QUARTA GIORNATA - Buffon batte il Livorno con mezza squadra. Gran gol di Marchisio. Se avesse maglia nerassura, i due di SKY avrebbero detto "Cosa ha fatto!" (lo dicono anche quando vanno al bagno), e allora il commento è "Bel gol, se voleva tirare in porta ...". Iaquinta cade in area e i due psicanalizzano l'arbitro senza aspettare il replay, poi di fronte al netto rigore non concesso cala il rispettoso silenzio e l'episodio, che sarebbe finito in Parlamento se fosse avvenuto in area bianconera, non riappare neppure negli highlights.Inter di rapina al Sant'Elia (cinica, secondo gli Skychatters). Cadute in area interista riprese dalla Corsica. Idem per un intervento su Conti, da cui nasce il gol del pareggio. Qualsiasi cosa accada, la prima cosa che dicono è "Non c'è fallo" e "La posizione è regolare". Il classico "Lo vorrei rivedere, Fabio" serve in altre circostanze. Ci manca il the caldo a metà gara.

EXTRAZIENDAL CUP - Pippone nostro fa risorgere il Milan a Marsiglia, mentre a Torino si cincischia e si rischia col Bordeaux, gol in fuorigioco dei franciosi a parte.Ma il clou, inutile dirlo, è a Milano. Genialone schiera un rivoluzionario catenacho, il Barca domina e spreca. Alla fine l'Inter porta a casa un buon punto, Rubin Kazan e Dinamo Kiev sono avvertite.Entusiasmo alle stelle e senza freni per il duo Platessa - Capitan Findus: le sportellate di Samuel ma non c'è fallo, involontario il fallo di mano, non ne beccano uno di fuorigioco che scandalo, lanci nello spazio a ripetizione (più che a Cape Kennedy), l'Inter tiene. E si fa vedere nel terzo tempo, baci e abbracci anche per Ibra.Commento finale: l'anno scorso una partita così l'avrebbero persa. Per vincerla riprovare il prossimo anno.
TERZA GIORNATA - Faticano e vincono Juve e Inter. Ci sarebbe poco altro da dire e allora ci dedichiamo alle tecniche di disinformazione.Gol di Mauri a gioco fermo in Lazio-Juve ed è subito il caso della giornata. Mourinho lascia la tv e va a cena.I due di Sky cominciano col dire che non si capisce molto dalle prime immagini, forse una leggera spinta a Legramaglie da parte di Cruz, che, sentito il fischio dell'arbitro, chiede un rigore (è scusato, dopo anni passati all'Inter è normale ).Vediamo allora altre immagini dopo aver congedato Ferrara e gli altri giocatori juventini intervistati, che non potranno così commentarle."Ecco, abbiamo queste dal punto visuale dell'arbitro...", grande suspence: il difensore della Juve parte da dietro e anticipa Cruz, che nel frattempo allunga una gamba e impatta su quelle dell'avversario, che perde l'equilibrio e cade a terra. Qui l'arbitro fischia. Quindi c'è il fallo? Non si sa, Platessa si lascia sfuggire, in un empito giustificazionista, un irrilevante "Eh, ma Cruz non l'ha visto, gli veniva da dietro..." I due poi si rifugiano in un dignitoso silenzio.Il giorno dopo su SKY si dà per assodato che l'arbitro abbia sbagliato a interrompere l'azione.Gol di Caceres: fulminei si va a vedere se Trezeguet, in sospetto fuorigioco defilato, abbia ostruito la visuale del portiere. Mannaggia, nemmeno a pensarci. Campo largo: vicino alla linea di fondo c'è un difensore laziale a tenere in gioco tutti. Pazienza, ci abbiamo provato in tutti i modi.Oggi in Siena-Roma si ripete la situazione con De Rossi, in possibile fuorigioco a centro porta, sul gol del pareggio di Mexes. Il problema neppure si pone agli occhiuti cronisti della tv a pagamento.Siamo solo all'inizio.

SPECIALE NAZIONALE - Si giocava a Torino e bisognava togliere dal fuoco le castagne per l'Albero di Natale di Moratti: dentro la Juve, che sabato giocherà a Piovarolo. Tanto non sembrava la Nazionale, che i solerti cronisti RAI invocavano gol fantasma e fuorigioco da sottoporre a moviola, come se si fosse nel campionato aziendale, lasciandosi pure sfuggire un "purtroppo i bulgari non coprono".Poi lodi per Gilardino, Pirlo e De Rossi, un sospiro per Santon in riscaldamento, e dibattito finale sul futuro di Montolivo. Abete, dal canto suo, sul 2 a 0 a metà gara ci rallegra con la tessera del tifoso della Nazionale.Probabilmente non gli saranno piaciuti i cali di tensione della squadra. Ci scuserà, veniamo dalla serie B.SECONDA GIORNATA - Leonardo, come da contratto, può mandare in campo solo 10 giocatori. Poi il Milan si aggattusa in 9 per buona parte del derby e con il "rigoroso" squadrone di Mourinho non può bastare: i nerassuri si fanno quattro salti in padella e per una settimana si risentono imbattibili.Diego, non so se mi spiego! Sul campo della Cesarona una buonissima Juve senza terzini si annuncia come la favorita per il secondo posto. Geniale Ferrara con la staffetta Tiago-Poulsen: con due metà trova quasi un giocatore intero.

PRIMA GIORNATA - Grande Inter col Bari. L'hanno vista Bergomi e Caressa: è più forte dell'anno scorso, le accelerazioni di Eto'o mettono paura, quanto sono intelligenti tutti gli altri, e che rabona Quaresma!, non è facile segnare su rigore a Gillet, arbitraggio all'inglese (fino al rigore per i nerassuri), una prodezza dietro l'altra fino all'1-1 finale.Senza dubbio è la favorita per la vittoria finale. Sarà contento Mourinho.Per il secondo posto fanno tre buoni punti Milan e Juve.

08.08.2009 - Speciale Supertoppa.Specialone l'aveva detto, attenti al Piovarolo! L'Inter gioca il suo solito calcio zampettante, ma le partenze di Maxwell e Adriano si fanno sentire, nonostante le buone prove di Eto'ovic e Militovic. Non bastano neppure le sgroppate sulla fascia di Vigorone Maicon e la perfetta pettinatura di Capitan Sanetti.Lotito alla fine può dire aulicamente: "Il titulo l'emo vinto noi!"

27 agosto 2009

I soliti mandolinari

Suonino i mandolini, partano le sviolinate, che i pisquani diano aria alla bocca, il quarto campionato di pelota P.F. (Post Farsopoli) ha dato fuoco alle polveri. Abbiamo sentito di tutto, ma la palma di cuoio dell’insolazione agostana va ai gemelli Cobolli e Gigli, anzi, al loro signore e donno John John che, a dire dei gemelli in lustrini e paillettes su Sky, negli spogliatoi ha menato il torrone alla squadra con “i progressi fatti in questi tre anni ricordando che venivamo dalla serie B e abbiamo ottenuto questi risultati”. Tenetemi o li mando spennati a gestire il Torino, nella categoria che tanto li alletta.

E' il primo campionato su cui la grande abbuffata degli argonauti e degli scudetti di cartone non fa sentire i suoi mefitici effetti. Da quest'anno non c'è più il campanile balcanico-svedese, quello che dettava i rintocchi all'orchestra sgangherata di Moratti, è andato in Catalogna a condire l'europaella, e i gazzettieri trullallero trullallà tentano di fare gli gnorri. Peccato per l'Inter che a Bari non siano riecheggiati i belati di queste pecore matte e, infatti, bello a San Siro è il pomeriggio di Ventura e della sua banda di giovinastri. L'opinionista portoghese, dopo aver dato fiato al trombone per rintronare il CT della nazionale, raccoglie il rigorino e preserva Materazzi dalla doccia anticipata, ma non basta. Anzi, qualche centimetro più giù e Rivas gli avrebbe fatto assaggiare lui un succulento pollo piri-piri.

Domenica sera invece, nel sambodromo savoiardo, un comitato di benvenuto italico ha fatto assaggiare il pandoro agli stinchi di don Diego de la Vega. Ci fosse stato un pisquano a battere la grancassa su questo delitto! Invece, eccoli lì, in coro, a mandare lai per un mezzo falletto del danese con gli stivali. Verso più sinistro di questo non esiste, è il solito italico guaito delle verginelle anti Juve. Uffa che barba codesti pirlacchioni in attesa di arraffare scudetti, bilanci puliti e successi altrimenti negati sul campo. Oh, come me li figuro, lunedì sera, al festival di Pel di Carota, il mio amico Biscardone, tutti a berciare sui falli in area bianconera. Ma un tiro in porta il Chievo l'ha fatto?

Intanto, sulle rive del Tevere, c'è un gufo impagliato di bianco che sogghigna beffardo con un disco incorporato: cra-cra-cra. Domenica alle sei saran tutti lì sotto con i mirini spianati. Avran già dimenticato il ritornello che "ora son tutti in buonafede, non come quando c'era Lui". Me li ricordo, 3 anni fa, al processo dove l’urlo forcaiolo e l’accanimento a senso unico riecheggiavano inesausti. Volevano addirittura cacciare il c.t. quale usurpatore indegno. A tanto eccesso arriva la stupidità umana. Alla fine si sono messi sulle spalle il tricolore sgomitando per applaudire sotto le tribune d’onore. Il calcio marcio era sparito. Vedrete domenica se il mostro di Loch Ness non riemerge dal lago.

Ma che rottura di maroni. I soliti menestrelli. I soliti stornellatori. Che ne sapete voi dell'arte del pallone di cuoio? Meglio che passiate il tempo a rimirare quello in carne e silicone sfuggito dal sari di tal Maria Lopez Jimenez. Il solito tettame. Perché non è quello il calcio che dobbiamo dare agli italiani. I quali, se non ci fosse il pallone, dove diavolo andrebbero a parare?

da Ju29ro

17 giugno 2009

Exit Signs

Here you will find models of exit signs that are more energy efficient, modern in design, and higher quality, many hand made in America. Our goal is to be a purchasing and education resource for those seeking information on the subtle yet remarkable difference a modern exit sign can make to their building's energy system. Our approach is one of a complete perspective on the building safety system, which sometimes challenges convention, which views safety equipment as an after thought or a task delegated to the subcontractor.
Building managers will find ways to improve their maintenance activities associated with safety equipment, purchasing managers will find ways to purchase items with confidence improving the bottom line, and visionaries seeking to reduce their carbon foot print will find the latest innovative solutions in non-electrical exit signs and safety lighting. exit signs
ExitSigns.com uses innovative photoluminescent technology to make eco-friendly non-electrical exit signs that glow in the dark and are code compliant.
The significance of changing one sign over to GreenTorch™ technology saves up to $40 per year of electricity costs and prevents up to 6 light bulbs per sign from being discarded and replaced. Furthermore using GreenTorch™ photoluminescent technology removes the needs for battery backup systems in exit signs preventing ni-cad and sealed lead acid batteries from improper disposal. There are estimates of 100 - 300 million exit signs in the US, many of them relying on outdated and energy wasting technology. The time to change is now.
Many power companies offer rebates for companies switching out their energy wasteful lighting equipment to GreenTorch™ models. exit sign
To take part in these programs you will simply contact uss. The energy companies have allowances set aside for incentives that are subject to being expended. You will want to make your initiative a priority and seek these funds as early as possible. Typically these incentives are based upon total power consumption reduction, however, there are unit based incentives for certain lighting fixtures, such as replacing incandescent powered exit signs with an energy-efficient model such as LED, LEC or Photoluminescent.
Incandescent exit signs typically use two bulbs burning 24/7 with a total consumption of up 40 watts. The cost of running this one sign over the course of a year adds up to about $40.00, not to mention the costs of replacing the incandescent bulbs which normally have a life span of 3000 hours or 4 months. An incandescent light bulb looks like your typical light bulb, is about 3/4 scale and is usually clear. These types of exit signs are the most commonly installed in America. Older buildings had them installed before newer, energy-efficient designs became available. Our experience has been that every facility that we have entered that is using incandescent exit signs has multiple bulbs burned out at a time, as well as, damaged lenses due to the immense heat that they generate on a constant basis. It is important to note that these are types of exit signs are perfect candidates for the lighting rebate. Your facility will recoup the cost of the signs over the course of 1 to 2 years simply by retro-fitting these units out with GreenTorch™ exit signs with the energy savings alone. EXIT SIGNS
The rebates accelerate the investment return.
The rebates are usually paid as reductions on future bills. In some areas, the rebates can be as much as $35-$45 per sign replaced. In addition to the incentive compensation, companies can save the labor costs and material costs associated with reordering and installing the short-life bulbs. The other additional benefit is that OSHA's egress route compliance is more manageable when longer life GreenTorch™ exit signs are present in the building. Having a properly working system has other benefits such as minimizing your exposure to fire inspector safety violations, OSHA injuries, insurance liability, A.D.A compliance, in addition to the benefits of projecting a positive image and example to the customers, employees, and tenants of the building.

07 giugno 2009

Cose da vecchia Inter e da nuova Juventus

C’era una volta una società della quale tutti ridevano.Una società che sbandierava i propri obiettivi sui giornali molti mesi prima del previsto.
E tutti ridevano.
Una società che, proprio in virtù di un simile atteggiamento, veniva puntualmente usata come specchietto per le allodole e beffata al momento di concludere l’affare.
E tutti ridevano.
Una società che, proprio per questo suo straparlare, comprava mezze figure al prezzo a cui si comprano di solito buoni o, in taluni casi, ottimi giocatori.
E tutti ridevano.
La stessa società che, quando riusciva a chiudere una trattativa, lo faceva perché a nessun altro interessava concluderla.
E tutti ridevano.
Quella società che si poteva rifiutare con estrema leggerezza sia che si fosse calciatori, allenatori o manager, tanto non aveva credibilità e non contava niente.
E tutti ridevano.
Quella società che sembrava un circo, dove parlavano tutti, dal presidente al meno rappresentativo dei dirigenti, e mai nessuno che fosse d’accordo con l’altro.
E tutti ridevano.
Quella società nella quale, visto l’andazzo ciarliero dei vertici, i calciatori sparlavano molto di più di quanto invece si impegnassero nel loro lavoro.
E tutti ridevano.
E’ la stessa società che svendeva i suoi giocatori alle dirette concorrenti.
E tutti ridevano.
La società che non riusciva a svendere giocatori strapagati a causa dell’ingaggio fuori portata.
E tutti ridevano.
Quella società diventata celebre per l’abilità nell’accaparrarsi giocatori rotti o finiti.
E tutti ridevano.
Quella società nella quale lo spogliatoio decideva di “licenziare” l’allenatore, e a lungo andare vi riusciva.
E tutti ridevano.
Sì, proprio quella società che cambiava spesso allenatore in corsa e finiva la stagione con un precario in panchina.
E tutti ridevano.
Una società a proposito della quale gli addetti ai lavori sprecavano paroloni per elogiarne simpatia e signorilità, ma in realtà pensavano: “ma che razza di scemi sono questi?”
E tutti ridevano.
Una società che partiva con proclami roboanti ad agosto; ridimensionava i propri obiettivi a ottobre; li rispolverava dopo due vittorie consecutive e, infine, a febbraio/marzo pensava già alla stagione successiva.
E tutti ridevano.
Poi arrivò Calciopoli, e fu così che questa società che in 98 anni aveva fatto ridere l’Italia e il Mondo intero riuscì a trasferire parte del proprio corredo cromosomico altrove, più precisamente a Torino, in corso Galileo Ferraris.Dando origine ad una serie di fedelissimi cloni (un po’ più rincoglioniti, ma anche un po’ meno ricchi), i quali, da bravi figliuoli, in soli tre anni hanno recuperato il terreno e supereranno presto i “padri”.Perché i “padri”, nel bene o nel male, alla loro società tengono, mentre ai “figliuoli” il giocattolo sembra dare solo fastidio.


da Ju29ro

15 maggio 2009

X4 Extender

As an industry leader, we have developed one of the most technologically advanced penis extenders. By incorporating both silicone tubing and strap based extenders into one, the Hybrid Support System offers unequivocal comfort and efficiency.
The X4 Penis Extender is one of the only penile enlargement devices to have undergone pharmaceutical studies and to be medically certified. Penis extenders have proven themselves as a viable non-surgical instrument to provide significant increases in penis size, both length and girth. Penis Stretcher
The X4 Extender was originally developed as a non-surgical treatment to Peyronie’s disease. As more and more clinical studies were conducted on the use of the device, researchers noticed its ability to increase the size of the penis. X4 Labs, a research and development firm altered the device slightly to ensure increased efficiency with respects to penis enlargement. Penis Stretcher
Recognizing the drastic psychological and physiological effects that penis size have on men, the X4 Labs mission statement seeks to provide the most efficient device or extender to men. The development of the Hybrid Support System extender is one of the largest leaps in phalloplasty and cosmetic enhancement in the field. Penis Enlarger
X4 Labs continues to produce its renowned extender under the strictest quality standards and is also medically certified. As a doctor approved device, men can now have access to one of the greatest male enhancement tools available on the market.

Sempre in ferie

"Pensavo fosse amore, invece era un calesse"Essere in vacanza aiuta. Aiuta a non sentire tante cose. Mentre il consiglio di amministrazione della Juventus si rinchiude per tempo immemorabile in una riunione che in sostanza non ha concluso nulla, si può dire che si sono fatti passi avanti. Un tempo quando si riunivano per tanto tempo o ci spedivano in serie B senza passare da un giudice serio, o portavano a casa Poulsen. Tutto questo con la premessa iniziale di andare fino a Lugano coi processi (Cobolli Gigli dixit) e di prendere Xabi Alonso. Non che sempre le premesse fossero disattese: nel caso di Lugano si può facilmente sostenere che in un certo senso ci siano andati, avendo mandato la squadra più forte d'Italia a puttane.
Il problema è capire stavolta quale disastro ha partorito questa riunione di dieci ore. Posto che non si siano dimenticati ancora una volta in bagno il presidente Cobolli Gigli (non sappiamo se la proposta di comprargli un salvalavita Beghelli sia stata approvata dal CDA), che Diego arriva davvero e che al massimo a partire sarà Del Piero (se decide di giocarsi la chance per i mondiali), che Ranieri, Wenger, Gasperini o Spalletti non sono ancora stati avvisati di nulla, che il bilancio sarà in pareggio, sinceramente non è facile capire cosa sia andato storto questa volta.
A pensar male si fa peccato, ma di solito si azzecca. Per fortuna sono in vacanza, e quindi mi posso permettere di scherzare, ma non troppo.
Mentre rifletto sui risvolti di Lapo presidente (non tanto ai pro e ai contro, quanto alla necessità di un presidente "senza portafoglio", per quanto super tifoso), mi chiedo che cosa si sia deciso in merito al destino di questa squadra, mentre ringrazio i ragazzi che fuori dalla sede esponevano uno striscione che invitava a una maggiore competenza ed impegno.
Non è questione di curva o semplici tifosi, è questione di cuore.E il cuore non può mai smettere di battere. Allora ben venga una riunione di 10 ore, ben vengano i 3 milioni di euro di buona uscita dati ad Andrade (quando all'inizio non volevano dargli nulla), ma sia fatta chiarezza sul futuro, perché a speculare sono sempre in troppi.
E se Buffon parla con John Elkann, chissà cosa avranno fatto tutti gli altri a cui erano stati promessi incarichi dirigenziali: Del Piero, Camoranesi, Nedved. Nessuno dei tre a quanto pare rientra nei piani alti per la prossima stagione. Cannavaro sì.
Ben venga tutto, ma basta bugie o specchietti per le allodole. Perchè Diego da solo non fa primavera, e io a maggio non voglio più andare in ferie.
Intanto viene varata la lega professionisti di serie A, ratificando lo scisma. Perfetto, finalmente entriamo nel calcio del nuovo millennio.Solo che non tutte le squadre di A erano d'accordo, e dalla B sale quel Bari di Matarrese che non è certamente soddisfatto del trattamento a lui riservato dalla nuova lega.
Cosa succederà alla prima riunione di lega, con le squadre neopromosse, che avevano votato contro lo scisma?
Chissà se stavolta si potrà fermare questo campionato farlocco, in nome del Dio denaro, al contrario di quando in agenda c'era l'omicidio della Juventus.
Chissà se Montezemolo, che non vince senza spendere, fermerà anche il mondiale di formula 1 dell'anno prossimo.
Chissà se al Tour qualcuno che fa il giro verrà beccato all'antidoping.
Chi vivrà, vedrà, tanto qui in vacanza si sta abbastanza bene.
Manca solo la Vecchia Signora. Quella vera.

da Ju29ro

17 gennaio 2009

Toyota Prius

As with many of Toyota's vehicles, the Prius has become a standard-bearer in its segment. While many automakers have yet to even develop a gasoline-electric hybrid vehicle, Toyota is already on its second generation of the Prius. This four-door hybrid has become a hit with consumers because of its stellar fuel economy, relatively uncompromised driving and acceleration characteristics and reasonable price.

The Toyota Prius (its name comes from Latin and means "to go before") exists as a partial solution to the automobile's problem of tailpipe emissions. The Prius, like other hybrid vehicles, has a special powertrain that combines a gasoline-fueled internal combustion engine with an electric motor. This powertrain, along with other advanced features, allows the Prius to deliver higher fuel economy and lower emissions compared to regular cars.

Due to its popularity and relatively long sales history, Toyota's original hybrid car is a strong candidate for a shopper interested in a used hybrid vehicle. So far, it seems Toyota's reputation for reliability and durability is holding true for the Prius. Early concerns about long-term durability have turned out to be mostly unfounded. However, potential buyers of a used Prius should take extra care during the research process. As the Toyota Prius is quite complex, future repairs and part replacements could be quite expensive.

The current and second-generation Toyota Prius was introduced for the 2004 model year. It features a four-door hatchback body and can seat up to five people. The car's hybrid powertrain features a small 1.5-liter gasoline-fueled engine that's used in conjunction with two electric motors and a special planetary gearset that functions as a continuously variable transmission. The result is adequate power, high fuel economy and reduced tailpipe emissions.

Under full acceleration, both power sources work together to provide maximum oomph. But under lighter load conditions such as stop-and-go traffic, the Prius alternates between the two, often running on battery power alone. A regenerative braking system converts energy normally lost as heat into electricity to charge the car's battery pack. The gas engine produces 76 horsepower and 82 pound-feet of torque, while the electric motors generate the equivalent of 67 hp and 295 lb-ft of torque.

In most other ways, the Toyota Prius functions like a regular family car. The interior is comfortable for four adults and comes standard with most modern convenience features. On the Prius's dash, there's an information display that can be used to show the operational status of the hybrid system. The vehicle's hatchback design provides extra versatility in terms of carrying items, and the rear seat can be lowered flat.

The 2009 Toyota Prius is an impressive technological feat. It offers much better fuel economy than conventional cars and radically less environmental impact. We wouldn't have expected the pairing a small gas engine with a battery-powered motor to create a social phenomenon, but that's what the Prius has done, and it continues to be in demand.

The Prius is the best-selling gas-electric hybrid in the United States and in the world. Toyota sold just 5,600 in 2001, but annual sales expanded to 54,000 in 2004 and 108,000 in 2005. Sales for the first quarter of 2008 were up from the same period in 2007.

Introduced as a 2001 model, the Prius was redesigned for 2004 and updated for 2006. The 2008 Prius gets some new options, notably leather upholstery and a leather-wrapped steering wheel.

We find the Prius to be a comfortable car that's easy to like and live with. It's roomy, with adult-size back seats and lots of cargo space. It's pleasant to look at, with sleek, futuristic styling, easy to spot in a parking lot. In short, we like the Prius.

The EPA ratings for the 2008 Prius are 48 mpg City, 45 mpg Highway, and we're guessing everyday fuel economy for most owners should fall somewhere between 40 and 50 mpg.

While the Prius excels at fuel economy, its performance in terms of emissions is even better. Prius is certified as an Advanced Technology Partial Zero Emissions Vehicle (AT-PZEV); meaning that it meets the Super Ultra Low Emissions Vehicle (SULEV) exhaust standard; plus a zero evaporative emissions standard, a 150,000-mile durability demonstration, and an extended emissions system warranty. That makes the Prius an excellent choice for buyers who want to reduce air pollution and America's dependence on oil. The Prius isn't cheap, but it costs less than a lot of other vehicles that are commonly promoted as family transportation.

It's important to understand that the Prius is not an electric car. You never plug it in. And there's no worry about driving beyond the range of the battery. A small, highly efficient four-cylinder gasoline engine charges the battery as you drive. No special knowledge is needed to drive the Prius. It works just like a regular car: You get in, you twist the key, you put the lever in Drive and you go. When it gets low on gas, you fill it up. The test procedure used until recently by the Federal Environmental Protection Agency exaggerated the fuel efficiency of all hybrids, but the EPA has revised its test procedures to more closely simulate modern driving habits.

13 gennaio 2009

Gea assolta, la base per svelare Farsopoli

La odiavo, la Gea.
Non stimavo personalmente Luciano Moggi, uno arrivato da squadre che detestavo, che agiva in modo cha non apprezzavo. Non stimavo suo figlio Alessandro, all'apparenza un Lucianone meno sveglio. Non mi piaceva quell'accozzaglia di figli di padri famosi e potenti, i Geronzi, i De Mita, i Tanzi, i Cragnotti, e così via.
Non mi piaceva il fatto che a noi dalla Gea arrivasse Baiocco, e agli altri magari uno come Nesta.
La ritenevo un problema, uno dei mille problemi del calcio italiano, sempre nelle mani dei soliti noti.

Poi, tutto ad un tratto, sono diventato un tifoso della Gea. Uno che esulta se cadono le accuse contro di lei. Uno che festeggia se Luciano Moggi passa quasi per vittima, quando Luciano Moggi, in una vita di calcio, vittima non è certamente mai stato.
Due anni. Tutto questo è accaduto in due anni, anche se sembrano dieci.
Perchè puoi anche detestare i modi arroganti e volgari di Moggi and co, ma se poi vedi prendere il potere agli sconfitti di sempre, che usano gli stessi loro mezzi con un centesimo delle loro capacità, allora ti tornano simpatici quelli di prima, quelli che non ti erano mai piaciuti. Se vedi i Baldini, i Pasqualin, i Branchini, i Canovi, Pastorello, Bronzetti e compagnia fare la morale in televisione, qualcosa di strano dev'essere successo.
Se vedi Moratti spiegare a uno juventino come si vince, beh, capisci che questi hanno rivoluzionato il corso naturale degli eventi.

E allora viva la Gea, viva le sentenze che ridicolizzano le accuse, e assumono addirittura punte comiche inarrivabili, nel condannare i Moggi per i problemi contrattuali con Amoruso, Blasi, Boudianski e Zeytulaev.

Il percorso inverso, rispetto al mio, è capitato ai tanti Cannavò presenti e distribuiti tra i vari media. Quelli che nel 2003 andavano a moderare i convegni della Gea, quando io non ci sarei mai andato, perchè non amo gli asserviti al potere. Quelli che oggi si disperano per la sentenza affrettandosi ad affermare che la Gea era la rovina del calcio, che comunque la giustizia sportiva funziona diversamente, che a Napoli finalmente si scoprirà la verità. Anzi, la verità l'ha già scoperta Guido Rossi, e non servono altre prove.

Poi c'è il calcio giocato, quello nuovo, quello senza Moggi e senza Gea. Con l'Inter che restituisce contro il Cagliari i due punti rubati al Siena, e la Juve che batte il Siena perchè avere Del Piero, in fondo, è sempre qualcosa di speciale. Anche se giochi male, anche se dovresti più cattivo, per andare ad inseguire chi ti sta davanti. Ma gli ultimi tre minuti sono da vera Juve, con palla tenuta di là sulla bandierina, e poi tutti a difendere, tutti a lottare, perchè noi siamo la Juve, e sappiamo che tre punti col Siena, a volte, possono valere molto più di quanto sembri.

Meno quattro, e a tanti sembra una bella impresa. A me no, perchè essere staccati di 4 punti dall'Inter non può essere motivo di soddisfazione, se ti chiami Juventus e il loro presidente è un incapace come Moratti, che anche quest'anno ha speso 50 milioni ed è riuscito a sbagliare tutti gli acquisti. Fenomenale.
E nel vedere le curve che sbandierano fiere gli scudetti 28 e 29, ma quando era davvero tempo di farlo erano un pò troppo morbide, penso che hanno ragione, che devono sbandierarli ogni domenica, ma che vorrei tanto che presto potessero festeggiarne uno nuovo, e non accontentarsi di stare a 4 punti dall'Inter.

Penso che fino a qualche anno fa, l'Inter di Moratti, Oriali, Quaresma e compagnia sopra la Juve sarebbe stato un qualcosa di impensabile, se non nei sogni di Severgnini. Penso che errori arbitrali come quelli visti in questi due anni, nel totale silenzio dei media asserviti, sono un qualcosa di irripetibile, e mai visto in precedenza.

Penso che sto rimpiangendo i tempi in cui Cannavò moderava i convegni organizzati da Moggi, e io lo criticavo perchè pensavo che fosse un giornalista asservito ai potenti, e che quello fosse un calcio da cambiare, da migliorare.

Perchè ai tempi, credetemi, io la odiavo, la Gea.

Forza Juve. I love football.



di Massimo Zampini per VecchiaSignora.come