25 giugno 2005

Yes, Mr.Blair

My fellow citizens....Avevo una voglia matta di condividere con voi questo editoriale scintillante del Foglio di ieri.Appena l'ho letto ho capito quanto il nostro pensiero sia condiviso anche tra i liberali della carta stampata,pochissimi come sappiamo,e questo Dio solo sa quanto manca all'italia!Davvero ottima la rappresentazione dei fronti anglo francesi in stile cavalleresco.Il fronte europeo liberalmodernista guidato da Blair sappiamo che non troverà subito tutte le porte aperte,ma quello che sappiamo e che il vecchio chirac sta colando a picco anche a casa sua e a fianco di Blair si sono sollevate le truppe olandesi,quelle dei paesi dell'est,e a settembre anche quelle tedesche probabilmente,quanto a noi, il nostro premier a sciolto ogni dubbio ieri prendendo posizione nettamente a fianco di Tony.Insomma,se fino a un mese fa eravamo rassegnati a una deriva europea di stampo francotedesco, ora piu che mai sentiamo aria fresca e molti spiragli aprirsi dinnanzi a noi....non cantiamo vittoria,ma sfruttiamo questo vento liberale del cambiamento per spingere avanti questa europa rimasta fino ad oggi troppo indietro.
Yours sincerly,
GeorgeW

20 km e 190 anni da Waterloo Wellington Blair attacca e Bonaparte Chirac si sente già un po’ in esilio I britannici rompono le linee sulla Pac, Parigi perde due colonnelli sul campo e c’è una quinta colonna nella chiracchia -----------------------------------------------------------------

Bruxelles. Tony Blair è il nuovo duca di Wellington nella battaglia per l’Europa? Lasciando il Parlamento europeo, il primo ministro britannico non risponde alla domanda del Foglio, ma ci concede un sorriso malizioso. Si è appena conclusa la sua prima giornata come futuro presidente dell’Unione europea, di cui è già il leader morale, impegnato nello scontro per trasformare la crisi “in un’opportunità” e “rinnovare” l’Europa. A chi gli chiede se voglia prendere il potere a Bruxelles, Blair risponde che la sua “ambizione è molto più modesta”. Non esita a sparare cannonate di realismo contro le armate franco-tedesche, comandate dal napoleonico Jacques Chirac, che negli ultimi giorni lo avevano accusato di voler imporre la visione di un grande mercato a danno del progetto politico europeo. “Non soltanto è falso – dice Blair – ma è un modo per intimidire quelli che vogliono cambiare l’Europa, rappresentando il desiderio di cambiamento come il tradimento dell’ideale europeo”. A Chirac, il cui obiettivo inconfessabile è “di spegnere il dibattito sul futuro dell’Europa”, il premier britannico risponde che “gli ideali sopravvivono attraverso il cambiamento, muoiono con l’inerzia di fronte alle sfide”. La sfida di Blair è la “modernizzazione” dell’Ue, con un bilancio adeguato al mondo di oggi e con stimoli alla competitività. L’inerzia di Chirac è il non voler cambiare la Politica agricola comune (Pac) né il vecchio modello sociale europeo, oltre alla tentazione di bloccare l’allargamento. Il terreno dello scontro sono le prospettive finanziarie 2007-2013, la liberalizzazione dei servizi e l’orario di lavoro, l’apertura alla Turchia. Chirac dopo il referendum, come Napoleone dopo l’esilio all’Elba, ha perso il suo impero: l’asse franco-tedesco si sta dissolvendo, l’Italia è passata nel campo inglese, soltanto il Lussemburgo di Jean Claude Juncker prova a difendere gli interessi francesi.

Mandelson ghostwriter, Darroch regista.
Le truppe napoleoniche sono una testuggine chiracchiana cui è stato ordinato di esporsi al fuoco nemico “vegliando scrupolosamente sulla dimensione sociale” per sabotare le iniziative di Londra. Lo Stato maggiore è composto dal primo ministro Dominique de Villepin, napoleonico per ispirazione anche letteraria, con tanto di libro a dimostrarlo, che cerca di rassicurare se stesso sul “ruolo della Francia in Europa”; da Philippe Douste-Blazy, ministro degli Esteri troppo debole per fare altro che riverberare la parola di Chirac; e da Catherine Colonna, responsabile degli Affari europei che del presidente è stata la portavoce. Nel frattempo, Napoleone ha perso i suoi alleati a Bruxelles: Michel Barnier, già commissario europeo licenziato dopo il “no” al Trattato, e Jacques Barrot, commissario in carica politicamente scomparso dopo la batosta del 29 maggio. Non manca un generale Bourmont, quel Nicolas Sarkozy che ha già disertato, passando al nemico liberale britannico. Blair può contare su una coalizione di Stati che vuole disfarsi dei Napoleone: i nuovi dell’est, l’Olanda e i paesi scandinavi. Le truppe prussiane arriveranno in autunno comandate dalla probabile cancelliera tedesca Angela Merkel, alias feldmaresciallo Blucher. A Bruxelles Blair ha dalla sua la Commissione Barroso e, soprattutto, Peter Mandelson, ghostwriter del discorso di ieri. Lo Stato maggiore sta a Londra, dove si controbilanciano eurorealisti, come il ministro degli Esteri, Jack Straw, ed euroscettici, come il cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown. Ma l’ideatore della Waterloo 2005 è il consigliere Kim Darroch, che ha convinto Blair a sospendere la ratifica e a utilizzare il veto sul “rebate”. Il nuovo Wellington “ha tutte le carte in mano”, spiega al Foglio il conservatore Edward McMillan Scott: “Con il veto, la presidenza e un periodo di caos, può sconfiggere la Francia”. L’offensiva ha già colpito la Pac, che quasi nessuno al Pe ha osato difendere e che perfino il Monde oggi vorrebbe “parzialmente rinazionalizzata”. Londra conta di andare all’attacco sulla direttiva Bolkestein e, prima della fine della presidenza, isolare Parigi sul bilancio per conquistare una “clausola di revisione” che nel 2007 permetta di ridimensionare la Pac. Allora Chirac, come Napoleone a bordo della Bellerofonte, dovrà firmare la resa. Ma a giudicare dagli applausi del Pe a Blair, l’esilio di Chirac dall’Europa è già cominciato.
(24/06/2005)

4 Comments:

Anonymous aa said...

GO BLAIR!
buona notte, aa.

11:21 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

yes man!
GW

6:58 PM

 
Anonymous semplicemente liberale said...

Noi diamo Casini, Follini, Calderoli, Storace ed Alemanno. Loro ci danno Blair.
Prendi 5, paghi 1.

Affare fatto?

12:59 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

affare fatto amico...
a patto che gli dai anche gratis i comunisti prodi pecoraro di pietro.

5:40 PM

 

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