18 agosto 2005

Bush raddrizza il Pentagono, rinforzi in arrivo a Baghdad.

E' una notizia apparsa su qualche agenzia di ieri sera.
Il Pentagono invierà 700 soldati a rinforzo del contingente impegnato in Iraq.
Sono tutti paracadutisti della 82.ma Divisione Aerotrasportata con base a Fort Bragg (North Carolina). La stessa base da dove il Presidente Bush, ricorderete, fece il discorso a fine giugno sui progressi in Iraq e nella guerra al terrorismo.
Le nuove truppe partiranno entro 30 giorni a partire da ieri, e saranno in ferma per 2 mesi.
E' di fatto la vittoria della linea Bush su quella di Rumsfeld su cui scrissi poco tempo fa e a cui diede rilievo William Kristol sul Weekly Standard.
Il Presidente ha capito che il problema non è affatto trovare il modo per portare via il più presto possibile i nostri ragazzi, ma completare il lavoro per mettere al sicuro loro li e noi a casa nostra.
Col bilancio delle perdite USA a 1800, questi rinforzi non sono per nulla insignificanti.
Ritirare gradualmente le truppe come sosteneva il Pentagono avrebbe soltanto esposto le sempre meno truppe a sempre maggiori rischi e perdite in vite umane, americane e irachene. Con l'aumento delle truppe aumenterà invece la sicurezza e si potrà meglio portare avanti la lotta ai ribelli sadamiti e ai militanti di Al Qaeda in Iraq che già stanno vacillando sempre più. Si calcola che Al Zarqawi abbia a disposizione solo più 2000 uomini circa e non tutti permanenti (quelli sempre a disposizione sarebbero 700 circa) e i numeri continueranno a scendere man mano che la Coalition of the Willings riuscirà a risalire e distruggere tutti i livelli delle milizie terroriste e a fermare il flusso di combattenti esteri dai confini siriani, giordani e iraniani che,con meno truppe, di certo non sarebbero meglio controllati.
Se a questo aggiungiamo che il processo democratico non si ferma e sperando che andrà a buon fine, possiamo essere solo felici di questa notizia.

7 Comments:

Anonymous aa said...

c'era un bell'articolo contro il ritiro delle truppe sul Washington POst di ieri di Fredrick Kagan (il fratello). A proposito di consiglio questo paper:

http://www.csis.org/burke/050812_IraqiInsurgUpate.pdf

11:02 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

ieri ero via,vado a leggerlo. Devo sempre procurarmi l'ultimo libro di robert kagan, quello sui rapporti transatlantici in cui parla delle strade divergenti tra USA e Europa.
Thanks for your advice.

11:45 AM

 
Anonymous mario sechi said...

Devo dire la verità: non sono per niente convinto della mossa di Bush di mandare altri soldati. A mio modesto avviso - ma soprattutto secondo la visione dei top official che ho sentito a Norfolk tempo fa - bisogna addestrare bene le nuove truppe irachene.
Sempre pronto a cambiare idea.
Ciao

12:05 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Anche io sono sempre pronto a cambiare idea. D'altra parte come diceva Winston Churchill preferisco aver ragione che essere coerente.
Per ora ritengo che il ritiro graduale sia la mossa sbagliata e un segnale pessimo ai nemici.
Una volta che il territorio sarà controllato da forze irachene sarà possibile anche per gli USA fare come l'italia nella regione di Nassiriya.
Per ora credo sia primario e vitale sconfiggere i nemici della democrazia e completare la sua costruzione.
Grazie del passaggio Mario.
Saluti

8:06 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

..la barra di heracleum la mando a benedire!

9:57 PM

 
Anonymous aa said...

cordesman dice proprio che è necessario addestrare le truppe irachene.
a presto, aa.

4:11 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Ne sono convinto.
Il rinforzo credo serva anche in quell'ottica.
Non si può pensare di combattere i terroristi,viglilare le frontiere,mettere in sicurezza il paese,pattugliare le città e nel contempo addestrare le truppe irachene(il che richiede molti effettivi) con meno uomini di quanti se ne avevano al momento dello sbarco.
Ciao.

6:23 PM

 

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