15 settembre 2005

I Pacs, il Proporzionale e il Liberale.

Voglio spendere qualche parola sulle ultime vicende politiche italiche e rendere note le mie posizioni.
In primis,riguardo ai tanto discussi PACS(Patti Civili di Solidarietà) voglio distinguere il mio parere su due diversi livelli di interpretazione.Mi spiego.
1 - Osservando la disputa dal di fuori non posso che essere d'accordo nell'introdurre i diritti civili per le coppie di fatto, etero/omo-sessuali che siano,e anche per altri tipi di convivenza.
Le polemiche scagliate a Prodi,che per una volta tanto aveva posto un problema furbo e in modo linguisticamente comprensibile,sono assurde in quanto non si fondano sul merito della questione: i pacs non sono un'equiparazione delle relazioni dicoppie gay al matrimonio eterosessuale,non esiste proprio la possibilità,quindi tutte le idiozie sul dissolvimento della famiglia sono strumentali politicamente.
Ovviamente circa le esternazioni del Vaticano non voglio dire molto,perchè è un'autorità religiosa che parla e ne ha tutto il diritto che io le condivida o meno,come in questo caso;certo è che i titoli sull'Osservatore sono parecchio esagerati e difettano della stessa scorrettezza che hanno usato a livello politico quelli contrari alla linea Prodi.
In definitiva mi piace il fatto che si ponga il problema e che si vogliano allargare i diritti civili anche a chi finora non li ha avuti.
Purtroppo in italia vediamo come ci siano dei grossi deficit culturali circa la concezione laica dello stato e,comunque bisogna prendere come dato di fatto che il Vaticano in Italia conta molto e rappresenta l'originalità italiana nel panorama internazionale.In questo senso dico che siamo in un paese davvero particolare e in cui il cittadino liberale può avere ben poche speranze che qualcosa possa cambiare.
2 - Detto questo,passo nel merito della questione e ne approfondisco l'aspetto che a me sta più a cuore. Invito tutti i liberali(quei pochi sia destra che a sinistra) a riflettere parecchio sulla questione a pensare se non dare soluzione al problema non con la creazione di nuovi patti civili, pacs o qualsivoglia, concessi e regolamentati dall'autorità pubblica, ma con l'ampliamento della sfera delle libertà circa questi temi di convivenza civili.
Voglio dire,da liberale,piuttosto che ricevere dallo stato caritatevolmente dei diritti in più, vorrei molto che lo stato facesse un bel passo indietro e lasciasse alla sfera personale la libertà di agire in queste determinate relazioni sociali che altrimenti dovrebbero essere regolamentate con un contratto pubblicistico d'innanzi a un pubblico ufficiale.
In questo modo verrebbe meno anche l'equivoco polemico circa l'unione tra coppie omosessuali che coi pacs dovrebbe essere "celebrato" davanti un sindaco grossomodo come un normalissimo matrimonio eterosessuale civile e faremmo contenti sia chi i diritti li vuole giustamente e, aggiungo io,finalmente e sia chi quei diritti li concederebbe molto mal volentieri.
E sarei contento anche io da liberale.
Purtroppo non credo che si possa fare un discorso di diritto negativo serio in italia e quindi come al solito noi liberali dobbiamo sospirare ancora una volta presi dai soliti due fuochi:a destra non si vogliono concedere i diritti a coppie etero o gay se non in forma di matrimonio religioso o civile, e a sinistra li si vorrebbe dare ma regolamentando il tutto con patti civili in cui lo stato entra nell'intimità del cittadino nella più classica tradizione statalista di sinistra.
Da liberale in questo caso quindi non mi schiero ne a destra ne a sinistra e non posso che sostenere le ragioni delle minoranze non tutelate e chiedere che si faccia un discorso di diritti civili che non c'entrano nulla con le volontà politiche,i diritti civili sono sacrosanti e vanno garantiti punto e basta.
Se li si tutela ampliando la libertà invece che fare un altra legge statale sarò un liberale felice,una buona volta.

Secondariamente esprimo la mia opinione circa la proposta della CdL di cambiare la legge elettorale in senso proporzionale.
Come scrive C.Rocca, il sottoscritto,pur fregandosene abbastanza delle baruffe italiche,è un liberale iper maggioritario che considera l'attuale legge una iattura e crede che l'unica riforma possibile sia l'abolizione della quota proporzionale e il ritocco della Costituzione in funzione maggioritaria.
Sappiamo che il referendum popolare aveva respinto l'abolizione della quota proporzionale e,se la mia memoria non mi inganna, il risultato referendario non può esser modificato prima dei 20 dalla data dello stesso; quindi dobbiamo rassegnarci.
La si veda come si voglia,ma io non sarò contento per qualunque riforma che vada in senso proporzionale e in questo senso meglio la legge attuale che almeno prevede un 75% di sistema maggioritario.
Mi accontento,as usual,solo in italia ovviamente.
Nel merito della questione possiamo analizzare diversi aspetti.
L'aspetto della stabilità di governo tramite il proporzionale è una stupidata.
Solo da 10 anni con la quota maggioritaria abbiamo avuto stabilità di governo,non prima.
Per quanto riguarda la rappresentatività popolare non c'è storia,il maggioritario resta il metodo migliore,più bello e più semplice,il proporzionale no.
In italia poi sappiamo bene a cosa si va incontro col proporzionale.In due parole ribaltoni e balene bianche.
Per quanto riguarda lo scontro maggioranza/opposizione sul tema ci sono un paio di cose da dire. A sinistra la critica secondo cui la legge elettorale non va fatta prima delle elezioni non sta in piedi (è ovvio che va fatta prima; dopo non ha senso anche perché sarebbe necessario rivotare, tanto che il cambiamento della legge elettorale costituisce per la dottrina uno dei tre motivi di scioglimento delle Camera),d'altro canto ha ragione ad affermare che la riforma cosi com'è favorisce troppo il centro destra col famoso premio di maggioranza che non si capisce bene se deve andare al vincitore o allo sconfitto,è chiaro comunque che chi propone di cambiare la legge la vuole cambiare a suo favore,è questo noi lo dobbiamo ammettere,ovviamente solo parlando rebus sic stantibus.
A destra invece vediamo come il problema legge elettorale sia un riflesso della crisi politica tra le forze politiche all'interno della maggioranza,mi riferisco ai simpatici UDC.
Senza dubbio questa proposta di riforma elettorale proporzionale è stata avvallata dal Premier proprio per tentare di ricucire i rapporti con i democristiani per permettergli di avere voce in capitolo e ottenere la loro vittoria politica in modo da farli stare zitti circa la questione della premiership della CdL che,senza qualche contentino,nell'UDC è tutt'altro che chiara.
Concludendo, da liberale mi accontento di questo sistema e resto tranquillo circa le paure proporzionali in quanto senza dubbio non se ne farà nulla,visto che l'opposizione è tutta compatta per non cambiare nulla e all'interno della stessa maggioranza ci sono molte perplessità tra i maggioritari convinti.
In definitiva,viste le prospettive,teniamoci stretto questo aborto di bipolarismo!Commenti,critiche,insulti e baci e abbracci sono bene accetti.
Saluti.

10 Comments:

Anonymous Mario Sechi said...

Su una parte dell'elettorato l'effetto psicologico di un ritorno al proporzionale produrrebbe il seguente risultato: non va a votare.

12:43 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Grazie per il passaggio Mario.
Personalmente lo spero anche.
Vorrebbe dire uno schiaffo a tutti quanti,visto anche che ci siamo espressi con un referendum per l'attuale sistema.
Rebus sic stantibus nemmeno io voto,aspetto le decisioni dei radicali poi si vedrà ad aprile come saremo messi.
Ciao e grazie.

12:53 PM

 
Blogger JimMomo said...

Condivido il tuo approccio sui pacs, l'ho capito, ma è anche un po' utopistico nel paese in cui ci troviamo. Quindi, prendiamoci i diritti, alla rivoluzione libertarian c'è ancora moltissimo da lavorare.
ciao

2:07 PM

 
Anonymous semplicemente liberale said...

Ben detto, Liberista!!

Ho scritto anche io al riguardo.

;)

2:45 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

5:57 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Jim e liberale vi ringrazio per il sostegno.
Si ad una rivoluzione in senso davvero e finalmente liberale dovremmo lavorarci tutti noi,libertarian credo sia davvero troppo per l'italia.
Non credete che un agglomerato liberale come TocqueVille vada sviluppato meglio e forse anche dandogli un futuro politico.
Non so bisognerebbe chiedere finanziamenti in giro,chissà che Silvio non abbia voglia di fare con un movimento come Tocqueville lo stesso che fece Murdoch nel 95 quando finanziò e rese possibile il Weekly Standard?O qualcun'altro ovviamente,magari Murdoch stesso.
Voi che ne pensate?
Ciao a tutti.

6:00 PM

 
Anonymous otimaster said...

Trovo tutto quello che dici ampiamente condivisibile, ma come ho già più volte detto io faccio propaganda e uso gli stessi mezzi della sinistra, mi fa schifo, ma anche se solo nel mio piccolo intendo fare di tutto per impedire che vadano al governo.
Ciao

9:25 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Capisco Oti,il fatto è che oramai io non seguo e sostengo un preciso movimento politico italiano perchè non esiste niente che rappresenti il mio pensiero.E' per questo che me ne frego oramai a chi do ragione o torto di volta in volta nelle esternazioni che escono ogni giorno dai politicanti italiani.
Detto questo,il tuo scopo,in definitifa,lo condivido anche io.
ciao.

12:19 PM

 
Anonymous Jinzo said...

Se sei sfiduciato verso chi votare, tieni d'occhio Benedetto Della Vedova e Marco Taradash. Potresti tornare alle urne...

1:46 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

lo so,lo so bene...ho fatto infatti i più grandi auguri a benedetto che sta per fare esattamente quello che speravo nella CdL.Certo che se poi però non gli danno spazio e visibilità servirà a ben poco e resteranno i soliti profeti inascoltati.Grazie ciao.

11:35 AM

 

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