17 novembre 2005

Senate Republicans on Iraq: Pathetic.

PATHETIC.
"The me-too Republicans wimp out on Iraq."
by William Kristol.

"One expected no better of the Senate Democrats, who want to get out of Iraq as soon as possible, or sooner than possible--most of them don't really care--and who want to embarrass president Bush. But couldn't the Senate Republicans have stood and fought against passing an irresponsible resolution suggesting that Americans want to get out of Iraq more than we want to win?"

Uno non si aspetta certo di meglio dai Senatori Democratici, che vogliono andar via dall'Iraq il più presto possibile,o più presto di quanto possibile-- alla maggior parte di loro non frega niente-- e che vogliono mettere in imbarazzo il Presidente Bush. Ma è possibile che i Senatori Repubblicani abbiano lottato e siano stati contro, lasciando passare una irrresponsabile risoluzione che suggerisce che gli Americani vogliono uscire dall'Iraq più di quanto vogliamo vincere?

"The Republican leadership may have figured they didn't have the votes to defeat the Democratic proposal without giving their members a weaker alternative to vote for. But better to lose such a vote by a small margin than to go on record voting for a resolution that sends a signal of irresolution and weakness at precisely the time when a message of strength is most needed. After all, in precisely a month, the Iraqis will vote for their first government under the new constitution, and one thing they must weigh in their calculations is whether they can count on U.S. staying power in the fight against the terrorists. With today's vote in the Senate, the Republican leadership, apparently working hand in glove with White House staff, showed itself today to be tactically myopic and politically timid."

La leadership Repubblicana può aver riscontrato di non avere i voti per sconfiggere la proposta Democratica senza dare ai suoi membri una debole alternativa per cui votare.Ma meglio perdere questo voto per un piccolo margine che andare compatti a votare per una risoluzione che manda un segnale di irrisolutezza e debolezza nel momento preciso quando un messaggio di forza è più necessario. Dopo tutto, in un mese preciso, gli Iracheni voteranno per il loro primo Governo sotto la nuova Costituzione, e una cosa che devono considerare nei loro calcoli è se possono contare sulla continuità dello sforzo degli Stati Uniti contro i terroristi. Col voto dell'altro giorno al Senato, la leadership Repubblicana,che apparentemente lavora con intimità assieme allo staff della Casa Bianca, si è rivelata essere tatticamente miope e politicamente timida.

"One hopes Republicans in the House will show more spine. One trusts that President Bush will not bend in any way to these winds of worry. One hopes that a year from now this vote is simply remembered as a minor hiccup on the way to success and victory in Iraq. But one doesn't win a war by showing weakness. And one doesn't win a political fight by half capitulating to one's opponents, and, in effect, accepting the premises of their critique."

Uno spera che i Repubblicani alla Camera mostreranno più spina dorsale. Uno ha fiducia che il Presidente Bush non si piegherà a questi venti di preoccupazione(e,in effetti, è l'unico che col discorso del Veterans' Day ha fatto quello che i colleghi al Senato non hanno avuto il fegato di fare, lui è tornato come piaceva a noi).Uno spera che a un anno da adesso questo voto sia semplicemente ricordato come un piccolo intoppo sulla via del successo e della vittoria in Iraq. Ma non si vince una guerra mostrando debolezza. E non si vince una battaglia politica venendo per metà a patti con i propri oppositori e,in effetti, accettando le premesse della loro critica.

"All honor to the 13 Republican senators who stood up against the me-too, we-want-to-get-out-as-well-but-not-quite-as-quickly, Republican leadership: Bunning, Burr, Chambliss, Coburn, DeMint, Graham, Inhofe, Isakson, Kyl, McCain, Sessions, Thune, and Vitter. Let's hope their colleagues reconsider and join their ranks in the near future."

Tutto l'onore invece a quei 13 Senatori Repubblicani che sono restati contro l' "anch'io", vogliamo-andare-via-ma-non-cosi-rapidamente, della leadership Repubblicana: Bunning, Burr, Chambliss, Coburn, DeMint, Graham, Inhofe, Isakson, Kyl, McCain, Sessions, Thune, e Vitter. Speriamo che i loro colleghi riconsiderino e tornino tra le loro fila nel prossimo futuro. Per ora io mi tengo stretto i miei 13 coraggiosi e integri Senatori GOP e,soprattutto, il mio Presidente Bush che nella sua "Gettysburg" è tornato il George W. Bush che ho imparato ad amare in passato.


Anche Christian Rocca(qui: http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/noritirosenato.html) sostanzialmente avvalla questa tesi spiegando le fasi che hanno portato al voto e condividendo il giudizio dell' ex speech-writer di Ronald Reagan, John Podhoretz che, con un editoriale sul New York Post, praticamente sposa la visione di Bill Kristol, ma che conclude cosi:"Nonostante puzzi di capitolazione – ha aggiunto Podhoretz – l’obbligo di fare un rapporto ogni tre mesi potrebbe essere una cosa buona per Bush e per la missione in Iraq, perché lo costringerà a spiegare al paese in termini specifici i progressi compiuti sul campo. Una cosa che avrebbe dovuto fare da tempo, ma questa è un’Amministrazione molto pigra”. Era esattamente quello che avevo scritto sul discorso di Bush nel Veterans' Day circa la necessità di spiegare i successi in Iraq per mettere i Democratici sulla difensiva, solo che il Presidente ha iniziato col contrattacco, mentre i suoi Senatori sembrano andar dietro agli asinelli.

8 Comments:

Anonymous aa said...

ho letto alla veloce. Per me non è un fatto negativo. La democrazia significa controllo e responsabilità: la missione in Iraq non deve durare all'infinito. Chiedere al presidente di essere controllato e chiedere una data per il ritiro non deve essere guardata come una pessima prospettiva, aa.

7:00 PM

 
Anonymous ispirati said...

in teoria sono d'accordo con aa... il problema e' che si da' il fianco a tutti quelli che ogni tre mesi ti chiederanno perche' l'iraq non e' una democrazia anglosassone... e noi sappiamo che ci vogliono almeno dieci anni perche' cio' accada (non dieci anni di presenza militare pero')

7:06 PM

 
Blogger John Christian Falkenberg said...

Mi accontenterei che fra dieci anni l'Iraq fosse una nazione dove il governo non opprima l'individuo piu' di quanto non faccia in Europa.
Sarebbe gia' un enorme conquista: l'Italia ci e' a malapena arrivata!
E meglio uno scrutinio trimestrale che una sconfitta sulla missione: lo stesso GOP e' diviso sull'opportunita' della missione in Iraq e la stessa Amministrazione sembra aver bisogno di n controllo esterno per evitare di ricadere in certi vizietti molto poco liberali ...

7:49 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

infatti nemmeno io,come Podhoretz,ritengo sia del tutto una cosa negativa.Affatto,ho già scritto di come questo costringerà l'Amministrazione a rendere noto al paese i progressi che l'Iraq sta raggiungendo e siccome di successi ne abbiamo già visti,ritengo sia una cosa utile anche al Presidente.Proprio perchè non lo si è fatto fino ad ora secondo me si è sbagliato e si è lasciato ai Dems il campo del dibattito sull'Iraq.Adesso li potremo mettere con le spalle al muro rendendo noti i successi.Però, qui sono totalmente d'accordo con Ispi,visto che so come è la percezione della gente a riguardo negli Stati Uniti,e credo che da adesso vedremo continui attacchi dai Democratici che tenderanno a sminuire i progressi e ad ingigantire i problemi,e cosi da una possibile strategia politica aggressiva,il GOP passerà alla difensiva.Probabilmente questo porterà degli effetti positivi,anche per il processo democratico Iracheno,ma credo che finirà col logorare molto il Presidente(che già non è che stia alla grande)e con l'indebilire il GOP.E questo è un pessimo presagio per il 2008,e non capisco come i senatori abbiano potuto essere cosi miopi,visto che nel 2008 Bush tornerà in Texas e quindi è relativamente interessato ai suoi sondaggi,ma loro invece dovranno lottare duramente per la Casa Bianca.Certo se i Democratici restano quelli che sono non c'è da preoccuparsi in ogni caso,questo lo penso sempre.Sarà vittoria anche nel 2008.

11:05 PM

 
Anonymous Pinocchio said...

Anche io non la vedo come una cosa negativa. Bush ha detto dall'inizio che la guerra al terrorismo sarà lunga. Vincere in Iraq è fondamentale, ma prima stabilire se l'operazione sia stata o meno un successo ci vorranno ancora 7-8 anni. Prima credo che si potrà parlare solo di successi parziali, per quanto importanti, o di sconfitte di tappa. Vedremo insomma. Ma è chiaro che ora tocca agli iracheni portare a termine con successo il processo.

2:31 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Pinocchio,ricordiamo comunque sempre di non fare l'equazione guerra in Iraq=guerra al terrorismo.Il processo democratico iracheno si completerà prima della vittoria nella guerra al terrorismo,quella si che durerà "decades" come dice il Presidente Bush.La guerra in Iraq è finita nel 2003,ora c'è il problema di sconfiggere i terroristi nel paese,garantire la sicurezza funzionale allo sviluppo economico e stabilizzare il processo democratico.I successi in questo sensi sono molti,e la success strategy non è poi cosi lontana dalla conclusione,basta non mollare.In questo senso tutti negli Stati Uniti hanno preso la risoluzione come un atto di debolezza dei Repubblicani,e l'aspetto positivo della vicenda lo vediamo noi a tavolino adesso,ma l'effetto non è sicuro e,come ho detto,richia di mettere i Repubblicani in defensiva invece che all'attacco.Purtroppo questo avviene proprio dopo lo splendido discorso-attacco di Bush che ora sembra molto più lontano.
comunque il lato positivo è bene sfruttarlo al 100% adesso,bisogna dare tutte le notizie sui progressi degli Iracheni e incoraggiare le truppe che stanno facendo un lavoro sempre grandioso.Messi di fronte alla realtà i Democratici non reggeranno più come fanno adesso marciando sopra ad una informazione scorretta che fa vedere solo gli attentati.
Gli Iracheni si stanno alzando in piedi da soli con noi a fianco,non dobbiamo abbandonarli proprio ora,dobbiamo stargli accanto ed accompagnarli al traguardo che dovranno tagliare da soli:quello della democrazia in uno stato finalmente libero.
ciao.

5:36 PM

 
Blogger GNN Staff Writer said...

Many "moderate" Republicans (and Democrats) have no knowledge of history. The USA still has a presence in Japan and Germany after 60 years.

Politicians are naive to believe we will declare some sort of victory and then depart Iraq. Even if the process in Iraq is successful, their will be troops there for many years. Too much American, British, Italian and Iraqi blood has been spilled to ever put us in a situation of having to do it all over again.

American politicians may have to learn the mature skill of seting long-term goals.

5:29 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Yes Nickie,but that spilled blood will remain in our hearts and,very important,in Iraqi's new free life after the regime change.
And I do not think american presence in foreign coutries is a bad thing, we have to defend a world order and often those countries need our presence as a matter of life-or-death.
We have to choose between a model of America which spreads freedom and democracy,standing up and fighting for them with sacrifices,and of a lonely America.
finally,if American politicians may have to learn the mature skill of settng long-term goals,well, europeans piliticians have to learn how to live,because their level of skill is 0.
Our sacrifices are not in vain.
thank you nickie, I undestand your feeling but I have to write for a european audience.I cannot flinch on supporting America.That is a matter of life-or-death to me.

11:33 AM

 

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