19 dicembre 2005

S.A.S.

Storia in Breve

Anche se lo Special Air Service (SAS) operò brillantemente durante la Seconda guerra mondiale, esso venne successivamente sciolto, insieme con tutti gli altri reparti speciali. Tre furono i motivi: il fatto che, secondo la dottrina ufficiale, la funzione del SAS poteva essere devoluta ad altri corpi speciali quali, ad esempio, i paracadutisti o i marines; l'innata antipatia per le 'forze armate private' e, per ultimo, la generale riduzione delle spese.Il SAS attuale, diretto discendente del SAS della 2° Guerra Mondiale, costituto nel 1952, ha iniziato la sua carriera con una serie di campagne contro i guerriglieri in paesi quali la Malesia, il Borneo e Aden.L'emergenza malese, comunque, dimostrò che esistevano certi compiti di importanza vitale che solo unità come il SAS potevano svolgere e che tali compiti richiedevano un tipo specialissimo di soldato, che come singolo era reperibile in tutto l'Esercito britannico, ma, come insieme di più individui speciali e in misura adeguata, in nessun reggimento. Venne cosi ricostituito il SAS, con funzioni simili a quelle affidategli nella Seconda guerra mondiale: esplorazione a largo raggio, sabotaggio e azioni distruttive, compiute da pattuglie costituite generalmente da quattro uomini. Così, benché impegnato in una lotta antinsurrezione, con tutte le ovvie differenze fra questa e la guerra convenzionale, il SAS era allora ancora ben lungi dall'essere del tutto coinvolto in operazioni di lotta antirivolta, e ancor più dal divenirne l'unità specializzata principale protagonista. Il fatto che il SAS abbia poi conseguito tale ruolo lo si deve sia all'iniziativa del reggimento stesso sia all'esigenza di un mondo che stava drasticamente cambiando.Gli anni tra la fine dell'emergenza malese (1960) e l'inizio della campagna nel deserto di Radfan (1964) furono relativamente tranquilli per il SAS, Sempre attento alla necessità di tenere i suoi uomini attivi in qualche modo, il SAS li offerse come istruttori di 'guardie del corpo': persone che il governo in carica poteva prestare a governi amici (in genere del terzo mondo) per addestrare le loro squadre di protezione personale. Inutile dire che in molti casi l'offerta fu accettata con gratitudine e così il SAS, oltre insegnare, apprese anche molto, comprese le tecniche di base per la liberazione di ostaggi catturati da piccoli gruppi di fanatici.I membri del SAS utilizzarono queste tecniche per conto proprio durante le operazioni segrete di Aden, ma il vero trapasso dalla lotta antinsurrezione a quella antirivolta avvenne nel 1972, l'anno delle olimpiadi di Monaco e del massacro degli atleti di Israele. Le analisi postoperative stabilirono che le forze di sicurezza tedesche avevano compiuto alcuni errori, ma che non si poteva contestare loro alcun addebito, perché non erano state addestrate ad affrontare fanatici spietati, totalmente votati a una causa, bene addestrati in tutte le tecniche del terrorismo. Impegnare la polizia o i reparti militari regolari contro tale tipo di nemico è un po' come pretendere che un 'guidatore della domenica' corra con successo il gran premio di Monaco. I tedeschi crearono le unità GSG9 (Grenzschutzgruppe, squadra fucilieri di frontiera); i britannici ampliarono i compiti del SAS alla lotta antisommossa ma concentrando l'addestramento sulle tecniche di base per la 'liberazione'. Nel maggio 1972, uomini del SAS si lanciarono con il paracadute in mezzo all'Atlantico, per salire a bordo della Queen Elisabeth II alla ricerca di una bomba.Negli ultimi 25 anni il grosso della forza del SAS è stato impiegato per combattere l'IRA, sia sul territorio britannico che in Irlanda del Nord, ma è stato soltanto nel gennaio 1976 che il governo ha annunciato pubblicamente l'utilizzazione di un intero squadrone nella regione di confine del Sud Annagh.Nel maggio 1987, il SAS ha ucciso otto operativi dell'IRA mentre cercavano di entrare con la forza nella caserma RUC di Loughall, usando una pala meccanica piena di esplosivo. Un anno dopo, soldati del reggimento in abiti civili hanno ucciso altri tre terroristi dell'IRA in uno scontro nella colonia britannica di Gibilterra, dopo aver appreso da una soffiata che stavano andando a piazzare una grossa autobomba.Finalmente, il dirottamento di Mogadiscio (1980) fece capire ai politici che la minaccia di rivolta poteva essere neutralizzata efficacemente solo mediante l'impiego di unità che fossero più efficienti ed eventualmente anche più spietate dei terroristi stessi. Non fu una concezione nuova: gli israeliani affermavano da anni la stessa cosa e per di più avevano dimostrato di essere nel vero.Di conseguenza, il SAS costituì un reparto (nome in codice 'Pagoda') specializzato nella lotta antisommossa. Fu anche costruito un edificio per il combattimento a corpo a corpo dove i militari venivano istruiti su come entrare in una stanza e colpire due volte ogni terrorista nell'arco di secondi, evitando accuratamente di colpire gli ostaggi. Ciò portò alla scelta delle armi. Gli uomini del SAS hanno il permesso di scegliere le loro armi; le prove pratiche hanno ristretto la scelta nel campo specifico a due pistole mitragliatrici: la Ingram MAC 11 da 9 mm e la Heckier und Koch MP5 da 9 mm. Entrambe hanno caricatori di capacità quasi uguale (32 colpi la MAC 11 e 30 la MP5). Ma la MP5 si è rivelata più robusta;inoltre, la raffica sparata dalla MAC 11 tende ad allargarsi aumentando così le probabilità di colpire anche persone contro le quali non è diretta. È stata poi fatta un'ulteriore considerazione: i rimbalzi; è inutile colpire un terrorista con un'unica pallottola se poi quella pallottola può uscire e rimbalzare contro un muro e uccidere o mutilare un ostaggio o una persona amica. Quella che occorre è una pistola mitragliatrice che spari con precisione una pallottola a bassa velocità (deformabile -JHP- per evitare il rimbalzo), e a tale fine la MP5 si è dimostrata ideale. Affettuosamente soprannominate 'Hochler', le MP5 del SAS sono dotate di un caricatore semilunare destinato ad accogliere le cartucce speciali senza pericolo di inceppamenti.
Ma di armi me ne occupo più avanti più nel dettaglio.

Chi sono e come operano i S.A.S.

“Ogni nostro uomo è addestrato ad altissimo livello, eppure non lo è mai in modo veramente definitivo: c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare. È un uomo sicuro di sé che sa badare a se stesso. Sa esattamente che cosa può pretendere dal suo corpo e perciò è sempre pronto all'azione in ogni momento, senza dover sprecare energie nervose per caricarsi. Soprattutto possiede uno spirito indipendente”.

Ecco il ritratto che un ufficiale comandante del SAS ha fatto del soldato SAS, cioè del tipo di soldato che presta servizio nell'unità diventata la punta di diamante delle forze antiterroristiche britanniche e uno dei più potenti deterrenti del moderno flagello dell'eversione armata. "Altamente addestrato" è una parola d'ordine qui, poiché questi soldati non si formano per magia, anche se, come ebbe a dire un ufficiale del SAS, "La gente vuole sempre sapere che genere di pillola speciale prendiamo, oppure quale tipo di equipaggiamento determina la differenza". Tanto per cominciare l'equipaggiamento SAS, anche se tra i migliori del suo genere, è semplicemente valido tanto quanto i soldati che lo usano, e ovviamente non vi è alcuna pillola speciale in grado di garantire poteri sovrumani. Le prestazioni dell'unità sono dovute piuttosto a mesi e anni di addestramento ed esercitazioni realistiche, sostenuti non da affascinanti James Bond, ma da soldati professionisti provenienti dall'Esercito regolare britannico e dal Reggimento della Royal Air Force. Non per niente il motto ufficiale del reggimento dice: "Train hard, fight easy" (Addestrati duramente, combatterai facilmente).
Con l'aumento delle attività terroristiche nell'ultimo ventennio, il settore della Guerra Contro-Rivoluzionaria (CRW: Counter-Revolutionary Warfare) del SAS si è ampliato e sviluppato di pari passo, al punto che oggi è uno dei più perfetti e completi organismi nella incessante lotta contro l'eversione. Il SAS indica l'antiterrorismo con il termine Progetti Speciali, il nome in codice sotto cui sono raggruppate le tre aree generiche della CRW: Protezione dei VIP, Sorveglianza e Recupero Ostaggi. I quattro squadroni del 22° reggimento SAS operano a rotazione in diversi ruoli; di conseguenza vi sono sempre soldati che seguono l'addestramento all'antiterrorismo e squadre intente a conservare l'elevato standard raggiunto.
Molte esercitazioni antiterrorismo si svolgono nella Close Quarter Battle House (CQBH) - nota anche come Killing House, la casa della morte - un'area adatta a riprodurre qualsiasi diversa tipologia di interni, per simulare ciò che può accadere quando un nucleo, formato da due o quattro uomini, irrompe in un edificio, in un aeroplano o altro scenario d'assedio. Per esempio, se l'esercitazione prevede la liberazione di ostaggi da una casa di abitazione, nella stanza si troveranno un apparecchio televisivo e dei quadri alle pareti.
Poiché la velocità è di vitale importanza in qualsiasi operazione antiterroristica, il SAS ha messo a punto una serie di esercitazioni altamente sofisticate nella CQBH. In genere vengono impiegati due nuclei, uno per effettuare l'attacco vero e proprio, e l'altro per tenere sotto controllo il perimetro. Una volta penetrato all'interno dell'obiettivo, il nucleo d'assalto si sposta da una stanza all'altra. Ad ogni uomo è assegnato il proprio settore di fuoco - che non deve interferire con quello di un altro - e viene addestrato a neutralizzare il nemico istantaneamente con il cosiddetto "doppio colpo" - due pallottole - oppure con raffiche di mitra indirizzate alla testa. Ciò che si richiede è una reazione istintiva e così le prove per la rapida sostituzione dei caricatori e un immediato intervento in caso di inceppamento delle armi vengono ripetute fino alla nausea in questo periodo di addestramento; durante le sei settimane di corso nella Killing House ciascun soldato spara non meno di 1500 cartucce.
Gli uomini del SAS devono imparare a valutare con immediatezza qualsiasi situazione ed essere in grado di distinguere a colpo d'occhio gli amici dai nemici. Fino a poco tempo fa, durante le esercitazioni nella Killing House, il SAS era solito irrompere nella stanza dove erano rinchiusi gli "ostaggi" e i "terroristi" (dei quali, ovviamente, non conosceva la posizione), e cercava di neutralizzare i "terroristi". Agli inizi del corso, gli "ostaggi" e i "terroristi" erano rappresentati da sagome a grandezza naturale. Ma a mano a mano che l'addestramento diventava più realistico, la parte degli ostaggi veniva ogni tanto svolta da persone reali - di norma soldati del SAS - e i soccorritori usavano munizionamento vero. Esercitazioni del genere, però, potevano finire tragicamente e la morte di un sergente del SAS, che faceva la parte di un ostaggio, ha apportato radicali cambiamenti nelle procedure all'interno della Killing House. Anche se si verifica ancora lo scontro fra SAS e "terroristi" durante le esercitazioni, gli antagonisti in realtà non si incontrano mai; infatti non si trovano mai nella stessa stanza. II tutto si svolge per mezzo di telecamere, con una squadra che riprende i terroristi e i loro ostaggi in una stanza e trasmette in una seconda stanza queste immagini che appaiono su uno schermo delle dimensioni di una parete. È m questo ambiente - la cosiddetta Killing Room - che irrompe il SAS e si scontra con i "terroristi". Nello stesso tempo un analogo sistema di telecamere in questa stanza trasmette l'arrivo del SAS su un altro schermo gigante sistemato di fronte ai "terroristi" nella prima stanza. Per ciò che riguarda le due parti, il contatto viene stabilito in questo modo e lo scontro a fuoco, normalmente della durata di 4 secondi, può avere inizio in condizioni molto realistiche, ma con entrambe le parti che sparano a niente altro che a una proiezione cinematografica del "nemico". Senza alcun reale scontro faccia a faccia, i "terroristi" possono ora essere rappresentati da uomini veri, anziché da manichini. Per ridurre ulteriormente il rischio di ferimenti, in queste esercitazioni viene impiegato un nuovo tipo di pallottole frangibili, che hanno una gittata molto limitata e si frantumano all'impatto, limitando in questo modo il rischio di rimbalzi.
Ma i primi passi nell'addestramento antiterroristico si svolgono in aula, dove soldati, sottufficiali e ufficiali del SAS acquisiscono informazioni sui potenziali terroristi, da dove vengono, quali sono le loro motivazioni, chi sono in termini di età, gruppi e classi sociali, quali sono i loro probabili obiettivi, che lingua parlano, chi sono i loro sostenitori, che tipo di armi è probabile impieghino e a quale genere di addestramento sono stati sottoposti. Questo significa veramente andare a conoscere il nemico in profondità, passo necessario prima di qualunque azione,
Le squadre del SAS e i loro componenti sono stati impegnati spesso all'estero in quelle parti del mondo, come il Medio Oriente, dove il terrorismo è stato più attivo negli ultimi anni. Hanno operato come guardie del corpo e consiglieri, e hanno appreso molto sulle situazioni locali. Hanno anche mantenuto buoni contatti con le forze di sicurezza del luogo, e da queste possono quindi ricevere informazioni aggiornate che altrimenti sarebbe impossibile ottenere.
Il primo passo nell'addestramento antiterroristico è dunque rappresentato da una dettagliata e metodica raccolta di informazioni, in modo che, chiunque sia a sferrare un attacco, il SAS possa essere in grado di prevedere con sufficiente precisione i punti deboli, i metodi di approccio e le probabili armi che si troverà ad affrontare. La raccolta di informazioni comprende anche una approfondita conoscenza della località in cui dovrà svolgersi l'azione. A questo scopo, il reggimento ha elaborato dei profili particolareggiati degli edifìci ritenuti potenziali obiettivi e dispone di un sistema computerizzato chiamato Spiesche, una volta ricevute le informazioni rilevanti, è m grado di fornire la pianta dell'edifìcio interessato e le probabili linee di fuoco.
II secondo passo è quello di acquisire una familiarità completa con l'equipaggiamento da usare. Ogni assedio è infatti diverso dall'altro, ma l'armamentario in dotazione alle moderne forze antiterrorismo tende a essere sostanzialmente simile, e una gran parte di esso è stata sviluppata dallo stesso SAS. Tra queste armi figurano un tipo di granata assordante, il fucile mitragliatore Heckler e Koch MP5 e la pistola Browning 9 mm High Power. Vi sono poi le attrezzature ausiliarie, quali le corde per scalare gli edifici e l'esplosivo al plastico per far saltare i vetri blindati delle finestre. Tutto questo armamentario è fondamentale per il successo di un'operazione. Il minimo errore nell'uso di uno qualsiasi dei suoi componenti può essere fatale.
C'è per i SAS la difficoltà di dover operare con la tuta nera NBC (Nuclear, Biological, Che-mical Warfare: Guerra Nucleare, Biologica,Chimica), che gli uomini indossavano durante l'operazione all'ambasciata iraniana a Princes Gate, e che assicura a chi l'indossa protezione dal fumo e dalle fiamme. Questo indumento protettivo ha però il difetto di limitare anche la visione di chi l'indossa. Sparare, muoversi e agire con precisione indossando questo tipo di equipaggiamento è molto difficile.
Gli uomini del SAS hanno acquisito la padronanza del loro equipaggiamento sviluppando una adeguata conoscenza del genere di persone contro cui potrebbero essere impiegati;
oltre a partecipare alle esercitazioni nella Killing House, prendono infatti anche parte a una serie di scenari estremamente realistici e che diventano via via più complessi. Una volta al mese viene effettuata una esercitazione su un obiettivo tipico dei terroristi, talmente realistica che arriva al punto di mantenere in attesa la polizia per farla entrare in scena a conclusione dell'azione. Il SAS non ha alcun dubbio sulla necessità di usare una forza minima, ed è anche perfettamente consapevole delle più ampie implicazioni delle sue attività. Gli uomini sono addestrati a conoscere le azioni nel loro complesso, per mezzo di un addestramento specializzato che tiene conto della continuità fra di esse, e a compierle meglio di qualsiasi altra forza al mondo.

Struttura del S.A.S.

Com'è organizzato il SAS per svolgere i suoi diversi ruoli? Essenzialmente, è una piccola unità, probabilmente non più di 400 uomini, dislocata al campo Stirling - nei pressi di Hereford. Vi sono un comando di reggimento e varie branche centralizzate che comprendono: i quadri addestrativi, i quali preparano gli uomini a compiti specializzati quali demolizioni, comunicazioni, lingue e medicina; il centro addestrativo CRW, comprendente la Close-Quarter-Battle o Killing House (CQBH); le squadre di istruzione che sovraintendono al rigoroso processo di selezione. Vi è anche una sezione comunicazioni relativamente grande, il 264° Signals Squadron, fondamentale per la necessità di controllare una gran varietà di rapporti durante l'azione. (I due reggimenti SAS dell'esercito territoriale, il 21° e il 23° SAS, hanno anch'essi il proprio supporto di telecomunicazioni, assicurato dal 63° Signals Squadron). La base operativa del 22° SAS è formata da 4 squadroni, composti ciascuno da 72 uomini e sei ufficiali, comandati da un maggiore. Sono indicati con A, B, D e G. In aggiunta vi è lo Squadrone R, composto da riservisti, già appartenenti al reggimento di stanza nei pressi di Hereford. Ogni squadrone è diviso in quattro squadre di 16 uomini ciascuna, comandate da un capitano. Ogni squadra è particolarmente addestrata a muoversi in una delle operazioni nelle quali potrebbe essere coinvolto il SAS. Così esiste una squadra addestrata ad operare in acqua i cui componenti si allenano con l'SBS (Specia Boat Squadron) e sono esperti nuotatori e canoisti. Questi uomini devono essere capaci d entrare in azione in qualsiasi modo, compreso quello di essere sparati dai tubi lanciasiluri di un sommergibile al largo della costa nemica, una pratica tanto pericolosa che era state bandita dall'addestramento per diversi anni.
Poi esiste la squadra di montagna (Mountain Troop), abile nel muoversi ed operare ad alte quote e sul terreno artico; la Mobility Troop i cui membri hanno la capacità di spostarsi rapidamente su un'ampia varietà di veicoli. Sebbene il loro mezzo preferito di trasporto sia un veicolo da pattugliamento per il deserto (DPV Desert Patrol Vehicle) modificato, equipaggiato con una mitragliatrice Browning da 12,7 mm (.50 BMG) ed un paio di GPMG, affiancato da motociclisti, essi sono in grado di usare qualsiasi veicolo che capiti loro fra le mani, compresi quelli in servizio negli eserciti del Patto di Varsavia ( ora la cosa ha meno importanza...non c'è più il Patto).
Infine, esiste una squadra aerea (Air Troop), per i cui componenti la normale abilità nell'uso del paracadute, comune a tutti gli appartenenti al SAS, arriva ad un elevato livello di specializzazione. Non solo sono maestri nei lanci HALO (High Altitude, Low Opening: Alta Quota, Apertura Ritardata), ma anche nei molto più pericolosi LALO (Low Altitude, Low Opening: Bassa Quota, Apertura Ritardata). Possono fare 'lanci bagnati' in mare, e sono anche addestrati in tecniche più sofisticate, quali l'impiego dei deltaplani e di macchine miniaturizzate, nonché nell'utilizzazione di un paracadute fornito di elica, molto più governabile di altri modelli.
Ogni squadra è composta da quattro nuclei di quattro uomini, guidati normalmente da un caporale. Ciascun componente di un nucleo è esperto m una branca specifica: lingue, demolizioni, comunicazioni o medicina.
Tutti i componenti della squadra sono addestrati in ognuno di questi settori, ma uno di essi ha ricevuto un'istruzione supplementare, e dimostra una maggiore predisposizione per il suo particolare settore. È riconosciuto che la combinazione di queste capacità garantisce il migliore coordinamento possibile per una squadra destinata ad operare dietro le linee nemiche, per raccogliere informazioni o eseguire sabotaggi, riuscire a sopravvivere in situazioni difficili e trasmettere informazioni in Gran Bretagna.

Introduzione all' armamento del SAS

ll SAS ancora indossa le nere tute ignifughe che tutti sono abituati ad associare ad esso. Il colore nero, infatti, non solo facilita la mimetizzazione, ma conferisce anche a chi lo indossa un aspetto sinistro e minaccioso, che può contribuire a far vincere la battaglia psicologica sui terroristi.
La maschera antigas svolge anch'essa una duplice funzione. Non solo impedisce al soldato SAS di soffocare, qualora si trovi in una stanza piena di fumo, ma, analogamente alla tuta, gioca un ruolo importante da un punto di vista psicologico e, nello stesso tempo, aiuta a nascondere l'identità di chi l'indossa. Oggi il SAS usa la nuova maschera S10 dotata di un filtro che consente a chi l'indossa una respirazione più facile di quanto avvenga con la S6.
Per le scalate, il SAS utilizza una fune standard che passa attraverso un doppio anello d'acciaio a forma di otto (chiamato "apribottiglia"), fissato all'imbracatura da alpinista per mezzo di una "caribina", un anello a forma di "D", il quale viene poi bloccato con una chiusura a vite. Per preservare l'elemento sorpresa, tutta la rimanenza della fune viene raccolta in una sacca che il soldato assicura alla gamba.
È stato lo stesso SAS a sviluppare la granata assordante, utile specialmente in caso di dirottamento. La tipica granata assordante emette un lampo equivalente alla luce prodotta da 500 lampadine da 100 watt ed una sene di esplosioni rompitimpani, provocata dalla carica al fulminato di mercurio, che scuotono violentemente e disorientano le persone nelle vicinanze, specialmente se la deflagrazione si verifica in uno spazio chiuso.
Il SAS è armato con la pistola automatica Browning 9 mm, High Power del 1935, dotata di caricatori da 20 colpi modificati ( normalmente la HP35 avrebbe solo 13 colpi ).
Frequente è l'uso della pistola mitragliatrice H&K MP5 ( “Hockler”) nella sue varianti.


Armi da Guerra del SAS

1) 94 mm LAW (arma leggera controcarro). Lunghezza: 1,5 m (estesa) 1 m (chiusa); peso 8,8 kg; peso del proiettile: 4 kg; gittata massima: 500 m; capacità di penetrazione(se HEAT): 650 mm di corazzatura.

2) M16A2 con lanciagranate M 203. M16A2. Peso: 3,2 kg; gittata efficace: 400 m; alimentazione: caricatore da 20 o 30 colpi. M 203. Peso: 1,36 kg; gittata 31-400 m; cadenza di tiro: a colpo singolo, 3-4 colpi al minuto.

3) 12,7 mm Heavy Machine Gun (mitragliatrice pesante) L1A1. Peso 39,1 kg; lunghezza: 1,68 m; gittata efficace: 1800 m; cadenza di fuoco: 450-600 colpi al minuto; alimentazione: nastro metallico da 100 colpi.

4) 7,62 mm L7A2 Generale Purpose Machine Gun (mitragliatrice d'uso generale). Peso: 13,85 kg (carica); gittata massima efficace: 800 m (con bipiede), 1800 m (con treppiede); alimentazione: nastro da 100 colpi.

5) 5,56 mm L85A1 Individuai Weapon (arma individuale L85A1). Peso: 4,98 kg; gittata efficace: 400 m; cadenza di fuoco: 650-850 colpi al minuto; alimentazione: caricatore a scatola da 30 colpi; dotata di x 4 SUSAT.

6)7,62 mm L96A1 Fucile di precisione. È dotato di una canna intercambiabile con o senza silenziatore e può montare un mirino a cannocchiale 6x44 oppure mirini normali.

Equipaggiamento anti-terrorismo



1. Maschera antigas S10 con lenti antilampo
2. Armatura ( giubbotto kevlar classe IIIA )
3. Tuta ignifuga
4. Guanti ignifughi
5. Scarponi alla caviglia con suole di gomma
6. Moschettone
7. Anello per discesa a forma di "otto"
8. Mitragliatore Heckler e Kock MP5A3 da 9 mm, munito di torcia per l'impiego in locali saturi di fumo o di gas oppure H&K MP5 K come nell’immagine.
9. Granate assordanti e CS.
10. Tasca posta sul fianco sinistro per tre caricatori per H e K MP5A3
11. Due caricatori da 13 colpi per la pistola Browning 9 mm High Power. fissati alla coscia sinistra 12. Un caricatore da 13 colpi per la pistola Browning 9 mm
13. Mazza per rompere porte. finestre, ecc.
14. Pistola Browning 9 mm High Power nella fondina sul fianco destro
15. Sacca per contenere la corda da ascensione, in modo da non allertare nessuno durante la discesa

8 Comments:

Blogger Otimaster said...

Ottimo lavoro, splendida ricostruzione la linko.
Ciao.

11:24 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

ti ringrazio,è un po lunga,ma almeno ci si fa una idea chiara di chi siano,cosa facciano e come operino i corpi speciali SAS.
ciao Master;)

3:10 PM

 
Blogger Cathy said...

GW- Thank you for stopping by my blog. Be good! :-) Please have a very Merry Christmas!

4:03 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Oh Cathy, you are welcome,thank you for what you do.I wish you and your family a wonderful holiday.
hope Santa will be good to you!:)

12:31 PM

 
Blogger Jinzo said...

Ciao Liberista, tanti auguri di Buon Natale!!

Ti va di partecipare alla nuova iniziativa di Camelot Destra Ideale:
Liberali contro la Pena di morte?

Ciao!

8:26 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Ciao Jinzo,ricambio gli auguri di Buon Natale.
Devo essere onesto,non partecipo perchè non sono contro alla pena di morte,cosi come non mi appartiene la cultura del "contro".
Mi piace esaminare caso per caso,la pena di morte come possibilità entro uno stato di diritto non mi trova contro.
Buone Feste,ciao.

11:24 AM

 
Blogger Jinzo said...

Secondo me è sbagliata per principio, poichè richiede una fiducia eccessiva nella giustizia umana.
Quindi è inapplicabile, a mio parere, in un sistema liberale.

Secondo me resta l'unica grande macchia del sistema politico USA.

Ciao e a presto.
:-)

12:18 AM

 
Anonymous Anonimo said...

Ottima presentazione! precisa acurata piacevole!

12:42 PM

 

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