26 settembre 2005

Il punto sull'agenda del Presidente Bush.

Back to Basics.
The path to political health and successful governance.
by William Kristol

"George W. Bush was reelected almost a year ago with more than 62 million votes-the most ever cast for a presidential candidate. Bush won 51 percent of the vote-the first presidential candidate to win an absolute majority of the popular vote since 1988. Bush's agenda for his second term was straightforward: He would lead us toward victory in the war on terror. He would move the federal courts in the direction of constitutionalism and restraint. He would preserve and extend the economic growth, spurred by tax cuts, of the last couple of years of his first term."

Questi sono i dati di fatto e i programmi del Presidente Bush a partire dalla sua strepitosa re-election del novembre two thousand and four.


"Since Inauguration Day, the administration has had its troubles. Iraq, despite the extraordinary January 30 elections, remains unstable and insecure. Elsewhere in the war on terror, we have pursued fruitless negotiations with Iran; we have trumpeted as a success a meaningless, Clintonian deal with North Korea; and we have continued to fail to rebuild our military and our intelligence capabilities so they are commensurate to the tasks we face. At home, the administration devoted six months to a misbegotten effort to reform Social Security."

Questi altri sono gli ostacoli che si frappongono tra i progetti del Presidente e la loro effetiva realizzazione.Certo nulla è facile,ne tantomeno sembra dietro l'angolo,ma come dice Bill....

"Oh well. All of this is water over the levee, so to speak. The good news is that Bush is poised to rebound by getting back to basics, and getting back to a core, winning agenda. "

"In Iraq, the administration has increased troop strength, and the military has been allowed to begin fighting a proper counterinsurgency. The offensive against the terrorists in northwestern and western Iraq seems to be going well,and, as the Washington Post acknowledged in a September 22 headline, "Bit by Bit, Iraq's Army and Police Force Show Signs of Progress. The Post's reporting makes clear that such progress will depend on a continued robust American troop presence, and on continued Iraqi confidence in that presence."

"In this regard, the administration's commitment to adding newly trained Iraqi troops to our own, rather than viewing them as immediate replacements, and the president's stifling of foolish Rumsfeldian talk of an American drawdown, has been helpful. As the president reiterated last Thursday, "the only way the terrorists can win is if we lose our nerve and abandon the mission." And, he added, "that's not going to happen on my watch." Meanwhile, the political process in Iraq continues to move ahead toward the October 15 constitutional vote. "

... qui il Presidente Bush ci rassicura e ci da coraggio: sotto il suo sguardo non succederà mai che ci si ritiri o che ci si intimidisca contro i terroristi....e nemmeno si intimidisce coi disfattisti di casa nostra.Qui ci viene in mente la disputa Bush/Rumsfeld circa il ritiro graduale delle truppe man mano che gli iracheni saranno addestrati e numerosi.Bush ha chiarito allora, e adesso ci mette un bel sigillo sopra.


"With respect to the economic agenda, Social Security reform is now dead. This clears the way for a focus on economic growth, and on tax cuts. The administration will correctly insist that the budget reconciliation bill include an extension of the capital gains and dividend tax cuts. In the face of what will likely be a slowing economy in 2006, and in light of the success of these supply-side tax cuts (4 percent growth over the last two years, and a 15 percent increase in tax revenues last year, the largest ever annual increase in federal revenues), the administration needs to insist on these cuts, and move as quickly as possible to make the other tax cuts permanent."

"It might also get serious about spending restraint. Instead of bridling at constructive suggestions from friends on the Hill ranging from Indiana's Mike Pence, leader of the House conservatives, to Arizona's John McCain in the Senate, the president should take the lead in making budget reconciliation an occasion for spending rescissions and reductions. For instance, given the Katrina costs, why not delay for at least a year the introduction of the swollen and unwieldy Medicaid prescription drug benefit passed by Congress in 2003?"

"As for the courts, the Roberts nomination has been a success, substantively and politically. There will be more of a fight over the O'Connor seat, true, but it will be a winning fight. And there are plenty of outstanding candidates. Michael McConnell is as widely respected a constitutional scholar as Roberts was a litigator, and had bipartisan support when he was elevated to the 10th Circuit in 2002. There are other distinguished appellate judges like Alice Batchelder of the 6th Circuit, Edith Jones of the 5th, and Michael Luttig of the 4th. There are first-rate U.S. District Court judges like Lee Rosenthal in Houston, who would have the advantage of bringing real-world judicial trial experience to the High Court. Or the president could choose to replace Justice O'Connor, formerly of the Arizona court, with another state court judge like the highly regarded Maura Corrigan of the Michigan Supreme Court. There are others."


Qui la politica interna. Le manovre nell'agenda Bush sono chiare e semplici.In previsione di un rallentamento dell'economia nel prossimo anno, si provvederà a tagliare il carico fiscale sulle rendite e sui capital gains in modo da alleggerire i carichi che verranno da un rallentamento di crescita compensandolo adeguatamente. Qui in italia si pensa invece di tassare le rendite,e con un economia che non è che rallenti,è proprio ferma.Bah! a capirli.
Dunque la politica dei tax cuts prosegue senza intoppi ed anzi l'altra iniziativa sarà quella di tagliare le spese pubbliche andando contro i vecchi conservatori e i rivali interni.Bill poi giustamente nota come sarebbe saggio rimandare le agevolazioni sui medicinali,che peraltro non sono che un contentino a Kerry del Congresso nel 2003 e non cambiano di certo la situazione,e lasciare spazio agli interventi di ricostruzione e assistenza del post Katrina. Sul fronte giustizia, dopo la scomparsa del buon vecchio William Renhquist sappiamo che la nomina di Roberts è stata un successo e lo sarà ancora a breve.
Again,I agree with you Bill.

"Ronald Reagan used to say that the right policy is often simple-though not easy to carry out. Efforts to win the war, cut taxes and spending, and appoint constitutionalist judges will of course encounter real-world difficulties and political obstacles. But back to basics is the path to political health and successful governance. "

Qui Bill cita Ronald Reagan e io perciò mi faccio da parte con immenso piacere.

William Kristol

UPDATE: Al Qaeda lancia il suo tg sul web.Domanda:al tg3 che faranno?Mica licenzieranno tutto il baraccone,altrimenti i sindacati che dicono poi?Avranno di che pensare.

19 settembre 2005

"Grosse Kagaten".

Ma il proporzionale con lo sbarramento non doveva garantire stabilità e governabilità?Facendomi due grasse risate in faccia a tutti quelli che auspicavano una svolta in senso proporzionale,voglio simpaticamente ricordare quando si esaltava il cancellierato tedesco con elogi a quello stabile sistema proporzionale.
Peccato che si dimenticassero di una cosa molto importante.
Quel sistema era stabile finchè c'era una limitazione costituzionale forzata ai partiti di estrema destra e sinistra.
Oggi,senza quella censura istituzionale,vediamo che coi neo-comunisti e i neo-nazisti in corsa,e coi partitini come cani sciolti,il proporzionale stabile va a fasi benedire.
Tutti prendono un po e comunque non abbastanza,nessuno sfonda e le alleanze si sfidano a veti incrociati e tutti rivendicano i loro miseri bilanci percentuali.
Insomma,un gran casino come nella migliore vecchia tradizione proporzionale.
La Merkel si ritrova col cerino in mano e si capisce chiaramente che è andata in bianco e,una volta di più, meglio non ascoltare i sondaggi. Shroeder fa una gran rimonta ma non prende molto e comunque non credo che piaccia più molto ai tedeschi visto le politiche stranpalate. Lafontaine non da nulla in più che uno o due punti in più ai comunisti che non guadagnano un cazzo nemmeno nell'ex DDR,e i ministri degli esteri e degli interni non vengono nemmeno rieletti nei loro collegi. Pazzesco un casino proporzionale al suo sistema.
La cosa buffa della questione è che noi liberali possiamo gioire davvero oggi,e forse siamo gli unici,visto che nessuno ha fatto meglio di Westerwelle e della sua politica giovane,agile e sempre innovativa,insomma viva i Liberali,as usual.
Si votasse oggi in italia con gli stessi partiti ma col proporzionale pensate solo al totale casino che ne uscirebbe,con centinaia di liste e piccole percentuali,coi maggiori partiti nemmeno sopra al 20%. Sarebbe una vera comica ancora peggiore delle già ridicole baruffe tedesche.
E pensiamo alle possibili assurde alleanze tra DS con FI o AN e altre cagate democristiane che avrebbero finalmente sfogo,o forse solo un peto. Ci penso perchè sarebbe un italia ancora più comica, più provinciale e stranpalata di quanto non lo sia già oggi.
Ma con un proporzionale,lo ripeto,l'italia raggiungerebbe nuove vette nell'impareggiabile gara tra quei paesi che si distinguono per le loro puttanate colossali a cui non c'è mai fine.
Chissà che magari a qualche coraggioso in italia non venga in mente in futuro di dare finalmente a questo assurdo paese il sistema maggioritario secco che una volta tanto aveva anche chiesto con un referendum.
Certo a passar dal proporre il proporzionale totale all'altro capo non sarà cosi facile,ma non si sa mai che qualche testa calda liberale nella prossima legislatura ponga il problema,sarei già felice se qualcuno lo ponesse.
Intanto ringrazio Benedetto Della Vedova e Marco Taradash per lo sforzo liberale e liberista che stanno facendo nella CdL. Li sostengo pienamente e spero che ottengano il massimo dei risultati in modo da trovare un nuovo spazio anche per i Radicali che con i socialisti non si sa quanto spazio di manovra potrebbero avere.
Caldi saluti liberali e maggioritari a tutti.

15 settembre 2005

I Pacs, il Proporzionale e il Liberale.

Voglio spendere qualche parola sulle ultime vicende politiche italiche e rendere note le mie posizioni.
In primis,riguardo ai tanto discussi PACS(Patti Civili di Solidarietà) voglio distinguere il mio parere su due diversi livelli di interpretazione.Mi spiego.
1 - Osservando la disputa dal di fuori non posso che essere d'accordo nell'introdurre i diritti civili per le coppie di fatto, etero/omo-sessuali che siano,e anche per altri tipi di convivenza.
Le polemiche scagliate a Prodi,che per una volta tanto aveva posto un problema furbo e in modo linguisticamente comprensibile,sono assurde in quanto non si fondano sul merito della questione: i pacs non sono un'equiparazione delle relazioni dicoppie gay al matrimonio eterosessuale,non esiste proprio la possibilità,quindi tutte le idiozie sul dissolvimento della famiglia sono strumentali politicamente.
Ovviamente circa le esternazioni del Vaticano non voglio dire molto,perchè è un'autorità religiosa che parla e ne ha tutto il diritto che io le condivida o meno,come in questo caso;certo è che i titoli sull'Osservatore sono parecchio esagerati e difettano della stessa scorrettezza che hanno usato a livello politico quelli contrari alla linea Prodi.
In definitiva mi piace il fatto che si ponga il problema e che si vogliano allargare i diritti civili anche a chi finora non li ha avuti.
Purtroppo in italia vediamo come ci siano dei grossi deficit culturali circa la concezione laica dello stato e,comunque bisogna prendere come dato di fatto che il Vaticano in Italia conta molto e rappresenta l'originalità italiana nel panorama internazionale.In questo senso dico che siamo in un paese davvero particolare e in cui il cittadino liberale può avere ben poche speranze che qualcosa possa cambiare.
2 - Detto questo,passo nel merito della questione e ne approfondisco l'aspetto che a me sta più a cuore. Invito tutti i liberali(quei pochi sia destra che a sinistra) a riflettere parecchio sulla questione a pensare se non dare soluzione al problema non con la creazione di nuovi patti civili, pacs o qualsivoglia, concessi e regolamentati dall'autorità pubblica, ma con l'ampliamento della sfera delle libertà circa questi temi di convivenza civili.
Voglio dire,da liberale,piuttosto che ricevere dallo stato caritatevolmente dei diritti in più, vorrei molto che lo stato facesse un bel passo indietro e lasciasse alla sfera personale la libertà di agire in queste determinate relazioni sociali che altrimenti dovrebbero essere regolamentate con un contratto pubblicistico d'innanzi a un pubblico ufficiale.
In questo modo verrebbe meno anche l'equivoco polemico circa l'unione tra coppie omosessuali che coi pacs dovrebbe essere "celebrato" davanti un sindaco grossomodo come un normalissimo matrimonio eterosessuale civile e faremmo contenti sia chi i diritti li vuole giustamente e, aggiungo io,finalmente e sia chi quei diritti li concederebbe molto mal volentieri.
E sarei contento anche io da liberale.
Purtroppo non credo che si possa fare un discorso di diritto negativo serio in italia e quindi come al solito noi liberali dobbiamo sospirare ancora una volta presi dai soliti due fuochi:a destra non si vogliono concedere i diritti a coppie etero o gay se non in forma di matrimonio religioso o civile, e a sinistra li si vorrebbe dare ma regolamentando il tutto con patti civili in cui lo stato entra nell'intimità del cittadino nella più classica tradizione statalista di sinistra.
Da liberale in questo caso quindi non mi schiero ne a destra ne a sinistra e non posso che sostenere le ragioni delle minoranze non tutelate e chiedere che si faccia un discorso di diritti civili che non c'entrano nulla con le volontà politiche,i diritti civili sono sacrosanti e vanno garantiti punto e basta.
Se li si tutela ampliando la libertà invece che fare un altra legge statale sarò un liberale felice,una buona volta.

Secondariamente esprimo la mia opinione circa la proposta della CdL di cambiare la legge elettorale in senso proporzionale.
Come scrive C.Rocca, il sottoscritto,pur fregandosene abbastanza delle baruffe italiche,è un liberale iper maggioritario che considera l'attuale legge una iattura e crede che l'unica riforma possibile sia l'abolizione della quota proporzionale e il ritocco della Costituzione in funzione maggioritaria.
Sappiamo che il referendum popolare aveva respinto l'abolizione della quota proporzionale e,se la mia memoria non mi inganna, il risultato referendario non può esser modificato prima dei 20 dalla data dello stesso; quindi dobbiamo rassegnarci.
La si veda come si voglia,ma io non sarò contento per qualunque riforma che vada in senso proporzionale e in questo senso meglio la legge attuale che almeno prevede un 75% di sistema maggioritario.
Mi accontento,as usual,solo in italia ovviamente.
Nel merito della questione possiamo analizzare diversi aspetti.
L'aspetto della stabilità di governo tramite il proporzionale è una stupidata.
Solo da 10 anni con la quota maggioritaria abbiamo avuto stabilità di governo,non prima.
Per quanto riguarda la rappresentatività popolare non c'è storia,il maggioritario resta il metodo migliore,più bello e più semplice,il proporzionale no.
In italia poi sappiamo bene a cosa si va incontro col proporzionale.In due parole ribaltoni e balene bianche.
Per quanto riguarda lo scontro maggioranza/opposizione sul tema ci sono un paio di cose da dire. A sinistra la critica secondo cui la legge elettorale non va fatta prima delle elezioni non sta in piedi (è ovvio che va fatta prima; dopo non ha senso anche perché sarebbe necessario rivotare, tanto che il cambiamento della legge elettorale costituisce per la dottrina uno dei tre motivi di scioglimento delle Camera),d'altro canto ha ragione ad affermare che la riforma cosi com'è favorisce troppo il centro destra col famoso premio di maggioranza che non si capisce bene se deve andare al vincitore o allo sconfitto,è chiaro comunque che chi propone di cambiare la legge la vuole cambiare a suo favore,è questo noi lo dobbiamo ammettere,ovviamente solo parlando rebus sic stantibus.
A destra invece vediamo come il problema legge elettorale sia un riflesso della crisi politica tra le forze politiche all'interno della maggioranza,mi riferisco ai simpatici UDC.
Senza dubbio questa proposta di riforma elettorale proporzionale è stata avvallata dal Premier proprio per tentare di ricucire i rapporti con i democristiani per permettergli di avere voce in capitolo e ottenere la loro vittoria politica in modo da farli stare zitti circa la questione della premiership della CdL che,senza qualche contentino,nell'UDC è tutt'altro che chiara.
Concludendo, da liberale mi accontento di questo sistema e resto tranquillo circa le paure proporzionali in quanto senza dubbio non se ne farà nulla,visto che l'opposizione è tutta compatta per non cambiare nulla e all'interno della stessa maggioranza ci sono molte perplessità tra i maggioritari convinti.
In definitiva,viste le prospettive,teniamoci stretto questo aborto di bipolarismo!Commenti,critiche,insulti e baci e abbracci sono bene accetti.
Saluti.

11 settembre 2005

September 11th.


Today, as four years ago, we remember September 11th.
My prayers and thoughts go out to all the innocent victims of the worst terroristic attack in history.
But today America is facing the tragedy of hurricane Katrina deadly effects, so I keep asking to help the people in sorrow by donating your money and your prayers which are both precious and welcome.
I will never forget what happened on September 11th.
I still get down and cry as I see again the terrible shots of that day. That day my life had stopped, I felt deadly wounded deep down, because what I loved best was under deadly attack. Then I heard President Bush.His words gave me a new power.
As the President was standing right on Ground Zero talking among the firemen and the ruins of the World Trade Center, I started screaming out: "U S A !! U S A !!".
The power of Freedom was speaking through those voices.And together with the firemen, the heroes of September11th,I started to look forward, again.
But to the terrorists I clearly remember the President saying: "They will hear from us!". And now we can say: "They have heard from us!".The war on terror goes on, but today I stop and I cry for those we lost. Because I will never forget.
God bless America.

Here below a little sum up to help the italian friends to remember that horrible day with the President's words.

"Oggi il nostro stile di vita, la nostra più profonda libertà sono stati attaccati da una serie di deliberati e mortali atti terroristici". George W. Bush torna davanti agli americani, dopo il primo commento a caldo rilasciato subito dopo aver appreso del primo attacco alla Twin Tower. Il presidente americano, che per motivi di sicurezza ha trascorso le ore cruciali dell'attacco terroristico a bordo dell'Air Force One, appare ancora scosso. Il discorso è asciutto, diretto. Parla agli americani, ai suoi cittadini, andando dritto al cuore di una nazione sconvolta dall'assurda morte di decine di migliaia di innocenti e dal crollo dei suoi valori fondamentali. "Le vittime erano sugli aerei e nei loro uffici: segretarie, uomini e donne d'affari, militari e impiegati federali. Mamme e papà. Amici e vicini di casa. Migliaia di vite sono state improvvisamente interrotte dal malvagi, deprecabili atti di terrore", dice subito Bush, intepretando in pieno i sentimenti di una popolazione unita dal dolore. Questi i passi fondamentali del discorso del presidente George W. Bush alla nazione: "L'immagine degli aeroplani che volano contro edifici, delle fiamme che bruciano, delle enormi strutture ci hanno riempito di incredulità, terribile tristezza e una inesprimibile rabbia. Questi atti di omicidio di massa hanno lo scopo di gettare la nostra nazione nel caos e nella resa. Ma si sono sbagliati. Il nostro Paese è forte". "Gli attacchi terroristici possono scuotere le fondamenta dei più grandi edifici, ma non riusciranno a scalfire le fondamenta dell'America. Questi atti hanno frantumato l'acciaio, ma non potranno intaccare i nostri valori. L'America è stata il bersaglio dell'attacco perché rappresenta il più brillante fuoco della libertà e delle opportunità. Nessuno riuscirà a spegnere questa fiamma". "Oggi la nostra nazione ha visto il male, quello che di peggio può esistere nella natura umana, ma noi abbiamo risposto con il meglio che l'America può offrire: con il coraggio dei lavoratori e della gente comune andati in soccorso degli estranei e dei vicini di casa". "Immediatamente dopo il primo attacco, ho implementato il nostro piano di emergenza governativo. Il nostro apparato militare è potente ed è preparato. I nostri team d'emergenza stanno lavorando a New York e a Washington per aiutare le squadre di salvataggio locali nel loro sforzo. La nostra prima priorità è di aiutare che è rimasto ferito e di prendere precauzioni per proteggere i nostri cittadini, a casa e nel mondo, da ulteriori attacchi". "Le funzioni del nostro governo continueranno senza interruzione. Le Agenzie federali a Washington, che sono state evacuate, riapriranno con il personale essenziale e lavoreranno a tempo pieno domani. Le nostre istituzioni finanziarie rimangono forti., e l'economia americana rimarrà aperta al commercio". "Sono in corso le ricerche per trovare chi è dietro a questi atti malvagi. Ho indirizzato tutte le risorse preposte affinché i responsabili vengano trovati e portati davanti alla giustizia. Non faremo distinzioni tra terroristi che hanno commesso questi atti criminali e quelli che danno loro rifugio. L'America, con i suoi amici e i suoi alleati, si stringerà con chi cerca la pace e la sicurezza nel mondo. Rimarremo uniti per vincere la nostra guerra al terrorismo". "Chiedo le vostre preghiere per tutti quelli che soffrono, per i bambini il cui mondo è stato frantumato, per tutti quelli che sentono minacciate le proprie sicurezze. Nessuno di noi potrà mai dimenticare questo giorno, ma andremo avanti per difendere la libertà e tutto ciò che è buono e giusto nel nostro mondo".




We will never forget.
God bless America.