29 ottobre 2005

President Bush's terrible week ?

E' davvero la settimena terribile per George W. Bush?
Anche Bill Kristol scrive su questi infuocati giorni e non ne è poi affatto convinto,anzi.
Girando per i blog e i media Statunitensi si può tastare il polso della situazione e, per esempio, su California Conservative troviamo una riflessione tutt'altro che severa del Presidente circa la vicenda Harriet Miers in prospettiva futura.
C'è voglia di voltare pagina dopo lo stallo delle ultime due settimane ed è molto sentita la voglia di stringersi attorno al Presidente già dalla prossima occasione.

"I’ve spent a healthy portion of today listening to talkradio and reading the right blogosphere and two things are apparent. There’s alot of people who aren’t happy that Harriet Miers didn’t get her proverbial day in court. There’s also alot of conservatives who are thankful to see Harriet Miers withdraw her nomination. I’m certain that both are heartfelt and sincere. At this point, both points are irrelevant in going forward."

"Conservatives can keep their eyes on the main prize or they can go home and let liberals get their way. That’d be a stupid thing to do. We’ve told America that we think that getting judicial conservatives is vitally important with our 63 million votes for President Bush. It’s time that we followed through on that and unite behind a strong, verifiable conservative."

"It’s imperative that we all drop our insistance on this or that candidate. Yes, it’s fine to email the White House and suggest our favorite candidate but it isn’t fine to demand that candidate. It’s vitally important that we step behind the candidate that President Bush nominates. On a sidenote, it’s expected that President Bush will name his new nominee before this Sunday’s political talk shows, possibly even Friday."(Friday non più oramai,aspettiamo Sunday visto che nemmeno nel discorso radiofonico del Saturday il Presidente ha avanzato candidature.We'll see)

"Conservatives also have the responsibility of getting behind the rest of President Bush’s agenda, which is sounding more and more conservative each day. There’s just too much at stake to stay upset and complain that the Miers nomination broke your heart. Conservatives simply can’t afford that type of apathy."

Avevo scritto nel post sulla nomination Miers quando ancora i giochi erano aperti,ma già si capiva che la Conservative Offensive l'avrebbe spuntata presto o tardi.Cosi è stato.
Infatti vedete come ci si getta alle spalle la situazione nelle parole che ho riportato sopra: sorpassare le posizioni di chi era pro o contro la Miers visto che ora si è ritirata lei stessa.Sarebbe un po stupido ed inutile intestardirsi su dibattiti ormai già datati.
Decisivo è riunirsi tutti dietro a un nuovo candidato conservatore che riesca a compattare tutti i 63 milioni di voti per il Presidente Bush.
Ed è imperativo che tutti rinunciamo alle riserve sul prossimo candidato alla Corte Suprema,va bene suggerire i candidati con le mail alla Casa bianca,ma non va bene domandare quel candidato.
E' responsabilità dei conservatori lasciarsi alle spalle il resto dell'agenda del Presidente che si sta presentando sempre più conservatrice giorno dopo giorno peraltro.
C'è troppo in ballo per restare nervosi e lamentarsi perchè la questione Miers ci ha spezzato il cuore.
I conservatori semplicemente non si possono permettere quel tipo di apatia.


Intato il CIA-Gate sempre trasmormarsi in un NadaGate come dice Christian Rocca,infatti si passa dall'incriminazione di tutto lo statt del Vice Cheney alla sola incriminazione di Lewis Libby che,già dimessosi (per lo stupore dei media italiani),contrattacca e sostiene che comunque ne uscirà innocente e lo dimostrerà. Anche Bush è preoccupato, ma ricorda giustamente quella cosina chiamata presunzione di innocenza. Resta il fatto che,come ha dimostrato Christian Rocca,il CIA-Gate e il NigerGate non toccano il Presidente che non ha mai usato quelle informazioni spazzatura per giustificare l'attacco all'Iraq nel 2003,come invece si ostinano a presentare la notizia i cocciuti e prevenuti media europei.

Interessante anche il commento sulle minacce contro Israele del Presidente Iraniano.

"Iran’s President Mahmoud Ahmadinejad, who some think participated in the 1979 taking and holding of American Hostages during the Carter administration said yesterday:

‘’Israel must be wiped off the map.'’

Foreign Minister Manouchehr Mottaki went on to say:

‘’The comments expressed by the president is the declared and specific policy of the Islamic Republic of Iran. We don’t recognize the Zionist regime and don’t consider it legitimate.'’

The comments, published at newstimelive.com were made during demonstrations across Iran which were attended by tens of thousands of Iranians.

Despite the fact that many countries decried the comments, should more than lip service be paid to these inflammatory remarks?

Iran has been an antagonist towards American interests since the fall of the Shah. They instigate trouble now in Iraq, and many believe they harbor key Al Qaeda members, shielding them from capture.

Meanwhile they are thumbing their noses at the international community regarding the development of their nuclear program, which they claim is for power generation. Why does a county drowning in oil need nuclear power?

The big secret everyone knows is that they are developing nuclear weapons. Iran’s nuclear development is said to be hidden in huge underground bunkers said to be out of range of preemptive strikes by Israel or the US."

Dopo la premessa, le conclusioni.

"According to the Bush doctrine of preemptive strike, as published in a Washington Post article published September 2005:

"The first example for potential nuclear weapon use listed in the draft is against an enemy that is using ‘’or intending to use WMD'’ against U.S. or allied, multinational military forces or civilian populations….."

….'’attacks on adversary installations including WMD, deep, hardened bunkers containing chemical or biological weapons.'’

"Who among us thinks they aren’t belligerent or crazy enough to use them? Should we anticipate an Iranian first strike against Israel, followed by an attack on an American city?"

"If Iraq met the President’s litmus test for preemption, than Iran certainly does. Based on this overt agressive expression by Iran’s leaders, our military planners should be developing contingency strike plans against Iran as we speak. "

Non possiamo avere la conferma diretta dagli strateghi al Pentagono,ma è certo che molta attenzione è rivolta all'Iran dagli analisti militari,e,questo,non di certo da oggi.

UPDATE: Giuliano Ferrara ha lanciato l'iniziativa di una fiaccolata di protesta per le minacce a Israele di Ahmadinejad per giovedi prossimo di fronte all'Ambasciata Iraniana a Roma.
Ottima iniziativa,dal solito ottimo direttore de "Il Foglio".
Solidarietà alla manifestazione e,soprattutto,allo Stato di Israele e ai suoi cittadini.

25 ottobre 2005

Federal Reserve. Alan lascia a Ben,ma è un evergreenspan.

Washington, D.C.. Alan Greenspan lascia la Federal Reserve dopo 18 anni di onorato servizio.Il Governatore della Fed,nominato sotto la Presidenza Reagan nell'oramai lontano 1987,quasi per destino, lascia l'incarico sotto l'altra Presidenza piu neoconservative di sempre: quella di George W. Bush.
Il succesore è Ben Bernanke,scelto dal Presidente come sostituto dell'insostituibile Maestro Alan.
E' giovane,52 anni, Greenspann quando venne nominato ne aveva già 61, è riservato e non ama gli eccessi, non ama comparire e spesso resta defilato protetto dalla sua barba brizzolata e gli occhi calmi.
E' stato finora il capo dei consiglieri economici del Presidente Bush e ne è diventato subito uomo di fiducia. Il Council of Economic Adviser è l'organo che di fatto definisce la politica economica del governo dell'America, e prima è stato ,dal 2002, per tre anni nel Board of Governors della Fed, il tavolo dei governatori che lavorano a stretto contatto con il Presidente.
A chi non dice niente la nomina di quest'uomo è sufficente ricordarne il curriculum mozzafiato: Harvard, Massachussetts Institute of Technology (il famoso "em-ai-ti" italian spelling), Stanford, Princeton.
Questo ha certo aiutato il giudizio di Wall Street al momento della nomina che ha infatti premiato subito con ottimi rialzi in borsa,segno di grande fiducia.
E' passato per i migliori atenei del mondo e ha lasciato testi su cui tuttora migliaia di studenti studiano. Fino alle cariche federali è stato un pur accademico e ricercatore.
Questo particolare ha influito sul suo proverbiale legame con le regole e l'integrità.
E' un ferreo contenitore dell'inflazione e in questo è più europeo che americano, di fatti è questo il motivo per cui Alan Greenspan non lo ha mai amato, con il quale tuttavia negli anni ha sempre avuto ottimi rapporti e stima reciproca.
Il Maestro adora la flessibilità più delle regole, anche se non ha mai fatto nulla senza avere un tomo di analisi econometriche a supportarlo: il neonominato è della stessa pasta,ma più giovane e meno sciolto.Forse per questo i liberisti come me rimpiangeranno un po' il Maestro defilano e anche l'altra nomina per la Fed, Donald Kohn, che è un po il "clone" di Greenspan ,che nessuno conosce fuori delle mura della Fed,ma che al suo interno è più famoso e rispettato.
Il Maestro avrebbe preferito lui,che ha più esperienza di Bernanke e conosce i delicati meccanismi della Fed sicuramente meglio del neoeletto e avrebbe saputo orientarsi senza aiuti, ma i mercati, si dice, non avrebbero ben accolto uno "sconosciuto", soprattutto ora che dovranno assorbire lo shock di vedere Greenspan come una semplice comparsa.
Già la conferenza-annuncio di ieri con Bush ne ha dato il primo assaggio: l'esile Alan era al fianco del successore dondolante e silente.
Ma la nomina ha i suoi perchè eccome. Il Presidente Bush aveva parlato chiaro,voleva una sola cosa dal nuovo Governatore: l'indipendenza.
Il SuperTeam dell'Amministrazione, formato da Dick Cheney-Karl Rove-Andrew Card, ha vagliato molti nomi mentre le pressioni crescevano, tra gli scandali e le rivolte interne ai conservatori nell'ultimo periodo,su tutti il malcontento per la nomination alla Corte Suprema di Harriet Miers,che già va svanendo in una exit strategy, che sono fiducioso si tramuterà presto in una success strategy.
La rosa si era ridotta a pochi nomi, e la decisione è stata accelerata per dare il tempo al Senato di organizzare le audizione come da prassi.
Bernanke non è considerato del tutto indipedente ad ogni modo,anzi, negli ultimi tempi è stato definito "conservatorissimo" (e chissà mai che questa nomina sbloccherà quella della Miers in un political domino di alto livello?).
In realtà,come Alan Greenspan,ha una naturale inclinazione verso quella parte della politica,ma con l'animo dell'economista, che smussa sempre tutti gli angoli.
Ieri ha ringraziato la famiglia senza la quale "tutto ciò non sarebbe mai stato possibile" e poi ha già detto che ci sarà continuità con l'era Greenspan (mi si apre un bel sorriso).
Di certo non aveva altre scelte: la dipartita del Maestro, prevista per il 31 gennaio, è già abbastanza dura da digerire cosi,senza gesti di rottura.
Almeno ci sono du garanzie: Ben Bernanke è un tipo pacato, chiaro e fedele alla trasparenza che Greenspan ha imposto come unica regola all'interno della Fed. Ed ha anche un certo senso dell'umorismo,ancora da testare certo,ma neppure Greenspan 18 anni fa, sembrava in grado di poter far divertire alcuno.
Bernanke sa che il suo è un compito duro, panni difficili in cui mettersi, un po' come capire l'economia che ,in certi casi, è "un po' come voler aggiustare un motore senza spegnere l'automobile".
Lui ce la può fare e ha tutte la credenziali in regola.

With courtesy of "Il Foglio"

18 ottobre 2005

Cenni di Jeffersoniana sapienza.

Voglio ricordare le parole che Thomas Jefferson scriveva nel 1821 in una lettera a John Adams che, nel crepuscolo della sua vita,conservava ancora abbastanza saggezza per guardare lontano e anticipare avvenimenti e soluzioni.
Sono parole che hanno uno straordinario significato e una enorme attualità negli eventi dei nostri tempi.

"Non morirò senza sperare che i lumi e la libertà progrediscano senza sosta.
Abbiamo potuto costatare che nel corso della storia umana si è verificata un'eclisse totale dell'intelletto umano, un'eclisse che si è protratta per secoli.
Se anche l'ombra della barbarie e del dispotismo dovesse oscurare nuovamente la scienza e la libertà d'Europa, rimarrà comunque questo paese a conservare e riportare i lumi e la libertà a loro [agli europei].
In sintesi, le fiamme accese il 4 luglio 1776 si sono diffuse troppo ampiamente nel globo perchè i deboli strumenti del dispotismo possano estinguerle; al contrario, esse consumeranno questi stessi strumenti e tutti coloro che li impiegano."

Thomas Jefferson.

17 ottobre 2005

All'Italia fa schifo l'Iraq, la Democrazia e la Libertà.

Premetto,mi sfogo.
La stampa italiana bisognerebbe smetterla di chiamarla cosi,è un insulto per chi al di fuori di questi tristi confini quel lavoro ancora lo fa con un minimo di decenza e serietà.
E' davvero schifoso assistere alla carnevalata delle primarie di Prodi e non vedere niente dico niente sul mega successo in Iraq che ,guarda caso,e forse e questo il motivo di fondo,è un mega successo anche per i tanto odiati e cattivi Stati Uniti.
E' da anni che tutti dicono come gufi che tanto in iraq andrà tutto a puttane,non voterà nessuno,ci sarà guerra civile,c'è solo morte,gli americani sono li per il petrolio e sono cattivi, e tante cose cosi poi puntualmente smentite dai coraggiosi iracheni che,a quanto pare,non leggono i giornali italiani (da questo discorso va esculso il Foglio di Giuliano Ferrara ovviamente).
Tutti quasi se lo auguravano mentre scrivevano quegli orribili articoli dove l'unica cosa chiara era l'odio per gli Stati Uniti e la libertà.Ma per fortuna non sono tutti cosi,certo in italia cosi sembra,ma noi sappiamo che non è cosi.
Oggi per l'Iraq è davvero festa e successo,con due milioni in più di votanti rispetto alle elezioni precedenti di gennaio che già furono un successo,non per l'italia però ovviamente.
Hanno votato anche i sunniti,non importa se si o no,intanto l'hanno fatto mentre con saddam col cazzo che potevano bagnarsi l'indice.
E hanno potuto votare con meno paura e sangue di gennaio,e questo è straordinario,è un salto di qualita enorme per le forze di sicurezza irachene,notevolmente migliorate,insieme a quelle degli Stati Uniti e degli alleati.
La strategia del Presidente Bush sembra delinearsi sempre vincente e sembra sepre aver più ragione,anche quando qualche mese fa decise l'incremento di truppe.I
nsomma per tutto il mondo,anche per il baraccone onu e quello contrario alla guerra bla bla è oggettivamente un risultato fantastico.
Qua in italia no. Fate voi le vostre considerazioni.
A me fa solo pena un paese cosi,nemmeno un servizio in fondo a nessun tg,e nemmeno agenzie sui televideo,che di solito qualcosa riportano quando non senti nulla dai tg,ma niente ,il silenzio più totale.
All'Italia,a sessant'anni dopo l'esportazione della democrazia da parte degli Stati Uniti,questa Democrazia,la dove sta nascendo con sforzi,deve fare proprio schifo.
Perchè non vedo altro motivo,se non certo la stupidità,che pure quella non manca.
I tg vanno a spulciare le manifestazioni isolate di quattro cretini che negli Stati Uniti fanno una sceneggiata neo nazista,tanto per confermare quando siano peccatori e cattivi gli americani(perchè in italia questo si vuole sentire,dappertutto,dalla partita di calcio al reality in tv).
Ma guai dire che in un paese che ha sofferto una dittatura fascista come noi 60 anni fa gli Stati Uniti sono andati e hanno dato a quel popolo martoriato una possibilità di libertà.
Guai,perchè altrimenti bisognerebbe dire che gli Stati Uniti stanno pagando il loro amore per la libertà,e in questo caso per la libertà del popolo iracheno,con il sangue dei propri ragazzi,dei propri figli.E gli americani ne sono orgogliosi,mica e una noia e mica sono tutti Cindy Sheenan.
Dopo la 1 e la 2 guerra mondiale,ancora,ancora una volta,gli Stati Uniti sono i soli che si fanno carico dell'ingiustizia e della promozione della libertà nel mondo.E ai palati fini in Europa questo altruismo libertario spiccio da fastidio,molto fastidio,provoca odio sia a sinistra che a destra.
Qui si preferiscono le tante,tante parole di quella o quell'altra organizzazione o istituzione ,che solo uno che vivesse nell'ottocento capirebbe,per invocare la pace e altre parole astruse e astratte eccetera eccetera.
Poi finito lo show da fighetti tutti a casa e amici come prima,un po di ipocrita beneficenza condita con retorica solidarista alla prodi, l'africa agli africani e tutti per conto proprio.Gli Stati Uniti invece rispondono coi fatti,sempre e comunque,noi vogliamo la libertà nella vita e nei fatti,non negli appelli e nelle dichiarazioni dei leader alla naftalina nei palazzi di vetro.
E ancora una volta,ma sono sicuro che sarà cosi sempre, gli Stati Uniti e il Presidente Bush hanno ragione e da soli vanno avanti per l'unica strada che conoscono, la pratica quotidiana della Libertà.
E solo con gli Stati Uniti il detto di Winston Churchill perde di significato, "preferisco aver ragione che essere coerente",si, perchè gli Stati Uniti,as usual, hanno ragione e sono coerenti.
Tutti dobbiamo fare festa oggi,assieme agli amici iracheni,perchè è li che stiamo vedendo lo stesso miracolo che gli Stati Uniti fecero qui sessantanni fa.
E lo possiamo vedere e analizzare live ogni giorno senza leggere libri di storia vecchi e idiologizzati.
Chissenefrega se all'italia non interessa, lasciamo gli stupidi nel proprio brodo,lasciamoli invocare alla pace e ai fascisti insieme, in certe situazioni non si può ragionare,si deve andare per la propria strada e non farsi rallentare dai lacci che ci frenano,lasciamo questo paese ai suoi vizi e alle sue abitudini tristi e provinciali, noi guardiamo avanti, almeno noi(noi pochi amici) che abbiamo ancora occhi per vedere o leggere al di fuori dai media italiani.
Grazie agli Iracheni,Grazie Presidente Bush.
God Bless America.

13 ottobre 2005

Happy Birthday Margaret Thatcher.


"I'm extraordinarily patient provided I get my own way in the end. "

"We still have to find some way of combining Christian charity with sensible social policy. "

"I owe nothing to Women's Lib. "

"Being powerful is like being a lady. If you have to tell people you are, you aren't. "

"Why do you climb philosophical hills? Because they are worth climbing . . . There are no hills to go down unless you start from the top. "

"One can never do without straightforward common sense in matters great as well as small."

"The Old Testament prophets did not say,"Brothers. I want a consensus. "

"You don't tell deliberate lies, but sometimes you have to be evasive. "

"We have become a grandmother. "

"To have the state as servant and not as master ."

"I do not know anyone who has got to the top without hard work. That is the recipe. It will not always get you to the top, but should get you pretty near. "


E un po' di italiano,mi voglio rovinare.

"Nessuno parlerebbe del Buon Samaritano se avesse avuto solo buone intenzioni. Aveva anche quattrini!"

"La vera società non esiste: ci sono uomini e donne, e le famiglie."

"Non devo niente al movimento per la liberazione della donna."

"Mi sembra di sentire nell'aria il puzzo della riappacificazione."


Auguri Maggie! I migliori auguri per i tuoi 80 anni!
Ti porto sempre nel cuore,e ancor di più nella mente.
Come Ronald Reagan,non ti dimenticherò mai e porterò il tuo esempio scolpito nei miei pensieri per sempre. Le stelle polari come te non si spengono mai,non fai parte della Storia,tu la Storia l'hai fatta,l'hai presa per le briglie e l'hai fatta andare dove volevi.
Dio ti benedica, auguri!

11 ottobre 2005

Nomination Miers. The Conservative Offensive.

Ho finalmente tempo e modo di spendere qualche parola e riflessione sulla questione della nomination alla Corte Suprema di Harriet Miers che sta attraversando tutto il mondo conservative all'interno del Partito Repubblicano. Prendo spunto da un articolo di Charles Hurt del Washington Times di ieri che fotografa piuttosto bene la situazione dal punto di vista dei consensi o,per meglio dire, dei non consensi raccolti tra i conservatori dopo la scelta del Presidente Bush.


"Nearly half of Senate Republicans say they remain unconvinced that Harriet Miers is worthy of being confirmed to the Supreme Court, according to a survey conducted by The Washington Times. As with the nomination of Chief Justice John G. Roberts Jr., the vast majority of senators say they will not announce their final decisions about the nomination until after Senate Judiciary Committee hearings, which are expected sometime next month. What's troubling for President Bush, however, is that 27 Republican senators -- almost half of his party's members in the chamber -- have publicly expressed specific doubts about Miss Miers or said they must withhold any support whatsoever for her nomination until after the hearings. "

Dunque quasi la metà dei repubblicani al Senato resta non convinto che valga la pena confermare la Miers alla Corte Suprema e,come nel caso del già Presidente John Roberts, prenderanno una decisione finale solo dopo le udienze della Commissione Giudiziaria del Senato. E comunque,ciò che preoccupa il Presidente Bush resta che metà dei senatori GOP al Senato nutre ancora forti dubbi e non sembra esserci molto spazio a clamorosi cambi di rotta,tanto meno ad una probabile stretta finale.

"A typical chilly response to the Miers nomination came from Sen. Elizabeth Dole, the North Carolina Republican who is one of Mr. Bush's most unwavering supporters. After Chief Justice Roberts was nominated to lead the court, Mrs. Dole issued a statement to "commend President Bush for his decision to nominate John Roberts to be the next chief justice of the United States." Not so with Miss Miers. "As the nomination process moves ahead, I look forward to reviewing Ms. Miers' qualification and her views on the proper role of the judiciary," Mrs. Dole said. "I am hopeful that the confirmation process will be both fair and civil." Other Republicans have been even more openly skeptical of the nomination. Sen. Sam Brownback, Kansas Republican and a member of the Senate Judiciary Committee, said last week that he is perfectly willing to vote against the nomination if he is not convinced that she will be reliably conservative on the high court. That view has been echoed by his fellow committee member Sen. Tom Coburn, Oklahoma Republican."

Entrando nel merito, la senatrice repubblicana del North Carolina Elizabeth Dole,una dei più saldi sostenitori del Presidente Bush, aveva lodato la nomina di Roberts,ma ora non è dello stesso parere sulla Miers. Questo perchè la Miers non ha giurisprudenza alle spalle e quindi nemmeno sentenze alle spalle sulle quali basare le proprie opinioni politiche e per una discutibile visione della Miers circa il ruolo del giudiziario.I senatori GOP Sam Brownback e Tom Coburn,rispettivamente del Kansas e dell'Oklahoma, dicono apertamente che voteranno contro la sua nomination se prima non verrà chiarita la posizione della Miers in una futura Corte Suprema,ovvero se non sarà un fidato conservatore su cui appoggiarsi con sicurezza.

"If Mr. Brownback and Mr. Coburn joined all Democrats on the committee in opposing Miss Miers, her nomination would fail in committee. However, because it is a nomination for the Supreme Court, it would still go to Senate floor for a vote by the entire chamber -- albeit with a negative committee recommendation. The fate of the Miers nomination before the full Senate is similarly murky because Republicans outside the Judiciary Committee also have expressed doubts. Sen. George Allen, a Virginia Republican who previously has been strongly supportive of Mr. Bush's judicial nominees, said he's not sure about this one. The best thing Miss Miers' has going for her confirmation, he said last week, is Mr. Bush's record of picking solid conservatives for the bench. "

Ancora più nel merito.Se Brownback e Coburn si unissero ai Democratici nel comitato opponendosi alla Miers la sua nomination fallirebbe nel comitato,ma li soltanto,perchè essendo una nomination per la Corte Suprema andrebbe comunque al Senato per un voto dell'intera camera riunita,nonostante il parere negativo del comitato.Come per la nomina degli ambasciatori.Ma il destino della Miers è comunque poco chiaro perchè anche i Repubblicani al di fuori del comitato giudiziario hanno espressi forti dubbi.Il Senatore George Allen,fra l'altro esponente di spicco del GOP anche in una futura probabile nomination presidenziale,era stato forte sostenitore delle scelte del Presidente Bush sulle nominations precedenti,cosi come la Sen. Dole,ma non su quest'ultima."La cosa migliore che Miss Miers ha sulla via per la conferma, ha detto la scorsa settimana, è la nota di Bush di scegliere sicuri conservatori per quel seggio". Era per questo che,come ho detto a Nickie Goomba pochi giorni fa sull'argomento,aspettavo a dire che la Miers andava bene o male,visto che il Presidente sembrava ancora titubante su nuove mosse.Ora sembra delinearsi una strada più marcata.

"Sen. John Thune, a freshman from South Dakota, said he needs to be convinced, and Sen. Trent Lott, Mississippi Republican, has been among the most skeptical, saying, "There are a lot more people -- men, women and minorities -- that are more qualified in my opinion by their experience than [Miss Miers] is." White House officials and their surrogates have been working diligently to build support among conservatives for their nominee. Some conservatives close to the White House have tried assuring others that Miss Miers would end federal abortion rights if given the chance. James Dobson -- founder of Colorado-based Focus on the Family and an influential social conservative -- endorsed Miss Miers after a conversation with Bush political strategist Karl Rove. Such conversations have raised concerns that the White House is making assurances as to how Miss Miers would rule on certain cases -- a situation that many think would compromise her independence if she was confirmed to the court. "If anybody ... wants to be on the Supreme Court or any court and are going to get that appointment based on assurances of how he or she would vote, they're not qualified to be on that court," said Vermont Sen. Patrick J. Leahy, the top Democrat on the Judiciary panel. "

Il Senatore John Thune del South Dakota, Hurt lo appunta come novellino, dice che ha bisogno di essere convinto, e Trent Lott, Senatore GOP del Mississippi, è stato tra i più scettici e sostiene che ci sono molti, uomini,donne e minoranze, che sono più qualificati dalla loro esperienza di quanto non lo sia la Miers.I funzionari della Casa Bianca hanno lavorato duro per creare consenso per la loro nomina e alcuni conservatori vicini alla Casa Bianca hanno provato ad assicurare ad altri colleghi che la Miers porrebbe fine ai diritti federali abortivi qualore le venisse data la possibilità.James Dobson,un influente conservatore con a cuore il sociale,ha appoggiato la Miers dopo una conversazione con lo stratega politico di Bush, Karl Rove. Queste conversazione hanno suscitato preoccupazioni che la Casa Bianca si stia assicurando di come la Miers governerebbe su certi specifici casi, una situazione che molti pensano comprometterebbe la sua indipendenza nel caso fosse confermata alla Corte."Se chiunque..volesse stare alla Corte Suprema o qualsiasi corte e ottenesse quella carica sulla base di assicurazioni di come esso o essa voterebbe, non sarebbe qualificato a far parte di quella corte",ha detto il Senatore del Vermont Patrick J. Leahy, il Democratico più importante all'interno del Comitato Giudiziario.

"On ABC's "This Week" yesterday, committee Chairman Arlen Specter, Pennsylvania Republican, was asked whether Mr. Rove or Mr. Dobson should be called as a witness during the Miers hearings. "If Pat Leahy doesn't call him, Arlen Specter may," Mr. Specter said. "I want to know what all the facts are. I'm very fact-oriented, and if Dr. Dobson knows something that he shouldn't know or something that I ought to know, I'm going to find out." Mr. Specter, who defended Justice Clarence Thomas during the 1991 confirmation hearings that the nominee called a "high-tech lynching," defended Miss Miers against conservative skeptics. "What you've got here on Harriet Miers is not a rush to judgment; it's a stampede to judgment," said Mr. Specter, who has been criticized by fellow Republicans for his liberal views on abortion and other issues. "She's faced tough -- one of the toughest lynch mobs ever assembled in Washington, D.C. -- and we really assemble some tough lynch mobs."

Sul programma della ABC di ieri "This Week", al Presidente del Comitato Arlen Specter,Repubblicano della Pennsylvania, è stato chiesto se Rove o Dobson dovrebbero essere chiamati come testimoni durante le udienza sulla Miers."Se Pat Leahy non lo chiama, Arlen Specter può," ha detto Specter."Voglio sapere quali sono i fatti. Io mi attengo ai fatti(riferimento alle presunte conversazioni tra i due),e se il Dr.Dobson sa qualcosa che non dovrebbe sapere o qualcosa che dovrei sapere io,lo scoprirò." Specter,che difese Thomas durante l'udienza di conferma del 1991 che il nominato chiamò "linciaggio tecnologicamente avanzato",ha difeso la Miers contro i conservatori scettici."Quello a cui stiamo assistendo su Harriet Miers non è una corsa al giudizio, è una fuga matta al giudizio", ha detto Specter, che è stato criticato dai colleghi Repubblicani per le sue visioni liberal sull'aborto e altri temi."


Mi riservo di riprendere la questione a giochi fatti una volta sciolti i dubbi. L'impressione è che si stia sempre più incagliando la nomination della Miers dopo che forse già con la nomina del Presidente della Corte Suprema John Roberts i Repubblicani hanno fatto un sacrificio essendo ritenuto più un moderato che un conservatore e non sono disposti a ipotecare una corte non espressamente conservative ora che ne hanno la possibilità.
Forse non sono più disposti ad accontentare il Presidente Bush e chiedono una contropartita conservative dopo l'effetto bocca asciutta che John Roberts ha provocato negli "old conservatives",termine che non amo,ma giusto per far capire a chi mi riferisco.
Ad ogni modo,prestiamo attenzione alla situazione che si presenta ancora tortuosa e seguiamo con molta attenzione le nuove mosse del Presidente Bush che sicuramente a breve dovrà uscire allo scoperto per prendere una posizione un po più netta e decisa,se non altro agli occhi dei conservatori del suo partito.
Io confido nelle scelte del Presidente che tutto è stato finora tranne che un falco conservatore nel vecchio stile del padre,e che appaiono sempre spiazzanti e innovative, agli occhi un po di tutti,dei Dems che si vedono imbarazzati da scelte inaspettate e che non sanno come affrontare,e dai Reps che spesso non riescono star dietro al Presidente Bush,che viaggia sempre un metro avanti a tutti.
Vedremo se stavolta dovrà frenare o proseguirà la sua,a mio parere, splendida marcia.

10 ottobre 2005

Bush: "We will see Freedom's victory."

President Bush to the National Endowment for Democracy.

"In this new century, freedom is once again assaulted by enemies determined to roll back generations of democratic progress. Once again, we're responding to a global campaign of fear with a global campaign of freedom. And once again, we will see freedom's victory."

"They target nations whose behavior they believe they can change through violence. Against such an enemy, there is only one effective response: We will never back down, never give in, and never accept anything less than complete victory."

"The murderous ideology of the Islamic radicals is the great challenge of our new century. Yet, in many ways, this fight resembles the struggle against communism in the last century. Like the ideology of communism, Islamic radicalism is elitist, led by a self-appointed vanguard that presumes to speak for the Muslim masses. Bin Laden says his own role is to tell Muslims, quote, "what is good for them and what is not." And what this man who grew up in wealth and privilege considers good for poor Muslims is that they become killers and suicide bombers. He assures them that his -- that this is the road to paradise -- though he never offers to go along for the ride. "

"Like the ideology of communism, our new enemy teaches that innocent individuals can be sacrificed to serve a political vision. And this explains their cold-blooded contempt for human life. We've seen it in the murders of Daniel Pearl, Nicholas Berg, and Margaret Hassan, and many others. In a courtroom in the Netherlands, the killer of Theo Van Gogh turned to the victim's grieving mother and said, "I do not feel your pain -- because I believe you are an infidel." And in spite of this veneer of religious rhetoric, most of the victims claimed by the militants are fellow Muslims."

"And whatever lies ahead in the war against this ideology, the outcome is not in doubt: Those who despise freedom and progress have condemned themselves to isolation, decline, and collapse. Because free peoples believe in the future, free peoples will own the future.The terrorists are as brutal an enemy as we've ever faced. They're unconstrained by any notion of our common humanity, or by the rules of warfare. No one should underestimate the difficulties ahead, nor should they overlook the advantages we bring to this fight. "

"Some observers look at the job ahead and adopt a self-defeating pessimism. It is not justified. With every random bombing and with every funeral of a child, it becomes more clear that the extremists are not patriots, or resistance fighters -- they are murderers at war with the Iraqi people, themselves. "

"As Americans, we believe that people everywhere -- everywhere -- prefer freedom to slavery, and that liberty, once chosen, improves the lives of all. And so we're confident, as our coalition and the Iraqi people each do their part, Iraqi democracy will succeed. "

"Many people of the Muslim faith are proving their commitment at great personal risk. Everywhere we have engaged the fight against extremism, Muslim allies have stood up and joined the fight, becoming partners in a vital cause. Afghan troops are in combat against Taliban remnants. Iraqi soldiers are sacrificing to defeat al Qaeda in their own country. These brave citizens know the stakes -- the survival of their own liberty, the future of their own region, the justice and humanity of their own tradition -- and that United States of America is proud to stand beside them."

"Throughout history, tyrants and would-be tyrants have always claimed that murder is justified to serve their grand vision -- and they end up alienating decent people across the globe. Tyrants and would-be tyrants have always claimed that regimented societies are strong and pure -- until those societies collapse in corruption and decay. Tyrants and would-be tyrants have always claimed that free men and women are weak and decadent -- until the day that free men and women defeat them. "

"We don't know the course of our own struggle -- the course our own struggle will take -- or the sacrifices that might lie ahead. We do know, however, that the defense of freedom is worth our sacrifice. We do know the love of freedom is the mightiest force of history. And we do know the cause of freedom will once again prevail. "


Ho messo assieme i passaggi, a mio parere, più interessanti e significativi del magnifico discorso del Presidente Bush al National Endowment for Democracy.Per quanto mi riguarda uno dei più bei discorsi che io abbia mai sentito da Bush jr.
Noterete una cosa,il paragone quattro volte di fila fatto tra l'ideologia comunista e il terrorismo islamista.Non è certo una novità sentire associare il fanatismo islamico a una nuova forma di un vecchio totalitarismo,ma sentirlo scandire cosi chiaramente per diverse volte a me è suonata come cosa nuova e,devo dire, azzeccata nei riferimenti sulla gestione dei media e del rapporto con le masse in relazione al regime comunista.
E' un Bush a tutto campo,che cita le stragi di tutto il mondo e addirittura mette in luce il tragico assassinio di Theo Van Gogh e di conseguenza il problema enorme dell'integrazione in Europa. Esalta i meriti degli amici musulmani che lottano al nostro fianco per la libertà dei popoli oppressi da regimi teocratici e oscurantisti che ancora minacciano alla pace globale e alla libertà per tutti i musulmani che vivono in quei paesi.
Capisce lo sforzo a cui è chiamato il mondo intero nel combattere una guerra a larga scala contro il male di questo secolo,ma ci fa forza e ci fa capire come ne valga la pena,perchè in gioco c'è ancora una volta la libertà. E la libertà è l'unica cosa che non si distrugge nè con l'oppressione teocratica e oscurantista nè con gli attentati e le armi di distruzioni di massa,la libertà vive anche nella schiavitù e prima poi è destinata a sprigionarsi.
Ed è per questo che siamo fiduciosi nel trionfo della libertà. Come si suol dire,non è questione di se, ma solo di quando.
E tocca a tutti noi contribuire per fare in modo che quel quando sia il più presto possibile.
Chi ama la Libertà trova nel Presidente Bush un alleato instancabile che non delude mai.