05 maggio 2006

Blair's showdown.

Pessima tornata elettorale dei Labouristi del Premier Tony Blair, come ampiamente previsto. Su i Tories di Cameron, chiaroscuro per i Lib-Dems, non incidono Liberali e Verdi. Il conto alla rovescia per la leadership labourista accelera.
Il Primo Ministro non perde tempo e, durante il più grande rimpasto di governo della sua carriera, licenzia il ministro dell'Interno Clarke.
Si attendono ulteriori cambiamenti nel gabinetto britannico.
Unica nota personale, se qualcuno deve scendere o salire, spero solo che a salire non sia la linea più marcatamente socialista e statalista di Gordon Brown. Da domani cieli grigi su Londra.
Segnaliamo la sempre utile e lucida analisi di Harry.

UPDATE: Come non detto, Gordon Brown riesce a piazzare qualche uomo in più nel governo. Clarke, ministro degli Interni, viene rimpiazzato dal fedele di Brown, l'ex sottosegretario al Tesoro, Des Browne. Anche il ministro degli Esteri, Jack Straw, viene messo da parte, gli succede Margaret Beckett. Il ministero è stato ora diviso in due, quello degli esteri alla Beckett, e il nuovo ministero dell'Europa va a Geoff Hoon. Al posto di quest'ultimo tornerà Straw che sarà un semplice parlamentare. Ovviamente Gordon Brown riesce ad imporre la sua linea, e non si esclude che in un futuro prossimo possa succedere a Tony Blair stesso. Pessima involuzione del nongià felicissimo governo labourista.A questo punto, ci si augura un rapido cambio di classe dirigente. Cameron dei Conservatori è in piena corsa per la vittoria alle prossime politiche, ma anche lui non entusiasma certo noi liberali.
Nuvole all'orizzonte, peccato.

UPDATE 2: Intanto da Kabul, la notizia che 6 militari italiani ISAF, tutti alpini, sono rimasti feriti, due in modo più grave, in un attentato causato da un ordigno esplosivo probabilmente comandato a distanza. La strategia destabilizzante dei terroristi in concomitanza col nuovo e instabile scenario politico italiano è ormai palese e allo scoperto. Vedremo presto se il prossimo governo Prodi si farà dettare gli ordini dai terroristi o proverà a mantenere una politica estera autonoma e indipendente.