04 maggio 2006

Brutti Sogni.

In questi giorni di dibattito sulla Presidenza della Repubblica vorrei dare uno sguardo al passato di questa carica istituzionale.
Le vicende del Senato sono ormai passate e sembrano già lontane, tanto la politica italiana riesce a proporre colpi di scena di giorno in giorno. Ma di una cosa volevo ancora parlare. Della indecente performance di Oscar Luigi Scalfaro mentre presiedeva la seduta per l'elezione del nuovo presidente del senato. Ma non ripercorrerò quelle 2 giornate, di cui avevo già parlato un paio di post fa. Cercherò invece di riportare alla memoria chi è questo personaggio e di dimostrare il motivo per cui, a buon motivo, si può definire il peggior presidente della repubblica della storia italiana. Per farlo citerò un passaggio del recente libro (sembra più una bibbia per quanto è lungo) di Bruno Vespa, "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi", in cui il giornalista descrive alcuni passaggi chiave della vicenda politica dell'ex presidente. Ricordiamo chi è e cosa ha fatto Scalfaro. Riviviamo un brutto sogno.

" [...] in Gennaio Scalfaro sciolse le Camere e indisse le elezioni per domenica 27 marzo. L'unico che apprezzò tanta fretta fu Achille Occhetto: il capo dello Stato voleva evidentemente uccidere nella culla qualunque tentativo di innovazione, a cominciare da quello - ancora non annunciato - di Berlusconi. La stessa DC, sconfitta in modo drammatico alle ultime elezioni amministrative, aveva bisogno di tempo per riprendere fiato dopo aver deciso di cambiare nome. Ma Scalfaro era sotto schiaffo, e in Italia, quando un'istituzione è sotto schiaffo, si sceglie il guardaspalle a sinistra, Bottegone o Botteghino che sia (il corsivo è mio). Il presidente della Repubblica era preoccuparo dal 28 ottobre, quando Maurizio Broccoletti, ex direttore amministrativo del Sisde - il servizio segreto che si occupa degli affari interni -, dopo trentasette giorni passati in silenzio nel carcere militare di Forte Boccea aveva parlato. Arrestato con quattro altri colleghi per l'appropriazione indebita di 14 miliardi del servizio, al magistrato che aveva detto che, una volta scoperto l'ammanco, i cinque avevano promesso di restituire le somme in cambio della chiusura della vicenda. Assicurazioni in questo senso, aveva aggiunto Broccoletti, erano state date al capo della polizia Parisi, sal ministro dell'Interno Mancino, dal presidente del Consiglio dell'epoca Amato e persino dal presidente della Repubblica Scalfaro. Tutti, naturalmente, smentirono con energia. Ma sei giorni più tardi Scalfaro si trovò in grossa difficoltà. Il 3 novembre, infatti, il cassiere del Sisde Antonio Galati rivelò che, dal 1982 in poi, era abitudine del servizio garantire ogni mese in forma riservata ai ministri dell'Interno una somma di 100 milioni. Il solo che aveva rifiutato, si seppe poi, era stato Fanfani. Non Scalfaro, ministro dell'Interno con Craxi per quattro anni e, quindi, percettore di alcuni miliardi. La sera stessa del 3 novembre 1993, alle ore 22.30 la Rai dovette sospendere la trasmissione di una partita di calcio per mandare in onda un messaggio a reti unificate del capo dello Stato.
Fu il famoso messaggio del "Non ci sto": " A questo gioco al massacro io non ci sto" disse arroteando le erre in un gorgoglio d'indignazione. "Io sento il dovere di non starci e di dare l'allarme....Il tempo che manca per le elezioni non può consumarsi nel cuocere a fuoco lento, con le persone che le rappresentano, le istituzioni dello Stato." Il presidente non disse una parola sulla storia del 100 milioni, ma gli addetti ai lavori - la cui missione assomiglia a quella degli archeologi che decrittarono l'alfabeto egizio - capirono che il capo dello Stato si chiamava fuori dalla storia del Sisde. E invece no. Perchè sei mesi dopo, mentre al processo Sisde il suo nome veniva fatto tutti i giorni, Scalfaro lanciò dal santuario di Oropa un altro messaggio: "Sfido chiunque a dimostrare che chi è stato ministro dell'Interno, e non solo io, ha speso una lira fuori dei istituzionali". I soldi, dunque, li aveva presi, ma assicurava di averli spesi bene (il sottoscritto qui ride, anche se viene da piangere). In ogni caso, nei mesi che separavano il paese dalle elezioni, Scalfaro era debolissimo (strana coincidenza storica con la nottata al senato dell'altra settimana:). L'alternativa era tra sostituire il capo dello Stato subito dopo il voto (si faceva il nome di Ciampi, con Prodi a Palazzo Chigi) o lasciarlo in balia del vincitore annunciato, Achille Occhetto. "Quando mi accorsi che Occhetto puntava a Palazzo Chigi" mi avrebbe confidato Nino Andreatta "un brivido mi attraversò la schiena. [...] "

Anche a noi tornano i brividi. Ma forse questo, solo questo, brutto sogno, è davvero finito la scorsa settimana al Senato.

UPDATE: Anche il sottoscritto sostiene la candidatura al Quirinale di Massimo D'Alema e, assieme alle argomentazioni di Andrea, ne propone altre a sostegno di questa scelta.

1. E' un uomo col senso delle istituzioni e il necessario carisma politico. In luce delle attese modifiche costituzionali del Paese, possiede la volontà di riforma in senso presidenziale, federale e maggioritario già dimostrata in passato(vd. la triste "bicamerale") e di buon auspicio per la fine della famosa "transizione".
2. Sarebbe un Presidente di garanzia anche per le opposizioni, nonostante si levino barricate tattiche in questi giorni, e prova ne sono i rapporti di dialogo e legittimazione passati con Silvio Berlusconi, sia da imprenditore che da politico. E' stato l'unico che di recente ha accolto le parole dell'ex premier e sappiamo del rispetto politico e personale reciproco fra i due.
3.E' pragmatico e, alla luce delle recenti vicende sulle cariche (negative per lui e il suo partito), se il futuro governo Prodi scricchiolassse non ci penserebbe due volte a sciogliere le camere, nonostante significherebbe affossare i suoi alleati(?).

UPDATE 2: con grave ritardo, segnalo un esempio da esguire per l'Italia, e non solo.

4 Comments:

Blogger Jinzo said...

Aggiungo una motivazione molto di parte in favore di D'Alema: se la sinistra si trovasse nella merda sarebbe interamente responsabile del disastro di fronte alla popolazione...
:-D

Vabbè era volutamente bastarda....

5:50 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

bravo(non c'entra la cattiveria,si chiama realismo politico,bravo e cattivo non sono categorie adatte alla politica,chi vince e chi perde,quelle si:). Pensavo anche a quello quando dicevo che non si farebbe molti scrupoli ad affossare il governo di prodi.si sa che tra massimino e romano non vanno d'amore e d'accordo,se ci sommi gli sgambetti di margherita e rifondazione massimo è l'uomo giusto per affrontare i prossimi anni.Poi a chi parla di rapporti atlantici in dubbio,posso solo dire che d'alema a legami forti con washington,durante l'amministrazione clinton stresse rapporti con molti quadri del pentagono che ancora adesso gli riconoscono onestà politica nei confronti degli Stati Uniti,quindi sono accuse al vento.
Ti ringrazio del sostegno Jinzo.
ciao!:)

6:10 PM

 
Blogger Jinzo said...

Amico, scusa l'OT, ma Psico Valerio ha colpito ancora.
Hai notato il banner ed il post da lui fatto su Liberali-italiani..?

2:01 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

ho notato, ho notato:)
E' di impatto bisogna ammetterlo,percarità parliamo sempre di noti sconosciuti,ma hai fatto bene a tirare una riga tra noi e loro.Visto che già i resapugnanti ci accusano delle loro sconfitte,meglio chiarire dove siamo e perchè.
ciao,mo vado a vedere il post.
;)

2:12 PM

 

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