02 maggio 2006

Let's make it clear.

La sbornia marxiana del primo maggio ha lasciato il segno e, anche quest'anno, stacchiamo volentieri il foglietto dal calendario senza alcuna nostaglia. Nostalgia, giusta parola per una giornata che di retorica alla naftalina ne ha sentita parecchia.Ma è stata anche la giornata delle folle di immigrati clandestini per le strade degli Stati Uniti, rimbalzate in tutto il mondo come se ci fossero da sancire nuovamente i diritti del buon vecchio Martin Luther King. Surreale. Facciamo un po' di chiarezza.Vi segnalo la cronaca della giornata dal motto "un dia sin immigrantes" dove possiamo sentire tutti gli slogan e le rivendicazioni dei manifestanti. Poi facciamo un salto in quel della Città degli Angeli per apprendere qualche dato reale sull' "illegals issue". E infine ascoltiamo cosa il sempre in formissima Victor David Hanson ci dice sulla Mexifornia.

Ma non scordiamoci dell' Affaire Iran e andiamoci a leggere il pezzo di Andrea che è appena sbarcato nello Stato che più blu non si può giusto in tempo per godersi i cortei viva la raza.Poi l'analisi di Daniele in luce della teoria della dissuasione. E infine diamo un'occhiata ai dati reali sulle capacità militari iraniane da un'ottima fonte.

UPDATE: Oggi il Governo Berlusconi si dimette. Approfondimento su una proposta di legge della senatrice Clinton sul salario minimo federale dal sempre magistrale Phastidio. Altro bellissimo articolo, quello di Nicosia sulla pochezza del vate Bobbio.

UPDATE 2: L' affaire iran sembra accelerare, in queste ore, mentre i negoziati a sei sul programma nucleare iraniano sembrano dirigersi verso una posizione comune da proporre al Consiglio di Sicurezza dell'ONU che preveda la strada del capitolo VII, quello che prevede in ultima analisi anche l'intervento militare. Mentre i sei sono riuniti a Parigi, un generale da Teheran che ad Aprile ha condotto esercitazioni su larga scala nel Golfo Persico nei pressi dello strategico Golfo di Hormuz rende nota la strategia del suo governo secondo la quale qualsiasi "cattiva azione" (non specifica se necessariamente militare o anche solo sanzionatoria) da parte degli Stati Uniti verso l'Iran comporterà un immediato attacco su Israele. Intanto il vice-ministro iraniano del petrolio, da New Delhi dove discute per la costruzione di un gasdotto con la controparte indiana, dichiara che c'è "qualche possibilità" che gli Stati Uniti optino per un attacco. Situazione in evoluzione.

1 Comments:

Blogger GeorgeWalker said...

se qualcuno ha visto comparire per un attimo tre post come questo di fila, niente paura,è solo il sottoscritto che è un cretino.
Ciao:)

12:09 PM

 

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