08 maggio 2006

...meglio D'Alema.

Per la seconda volta in pochi giorni mi ritrovo a sostenere la candidatura di Massimo D'Alema al Quirinale. Non ci avrei creduto nemmeno io fino a poco tempo fa. Ad ogni modo ieri, dopo la notizia che l'Unione ha proposto un certo Napolitano, non ho più alcun dubbio sulla bontà di una candidatura D'Alema.
Nel determinare questa scelta niente c'entrano i giochetti di giornali di destra che propongono D'Alema come provocazione o tentativi di inciuci, ci sono argomenti di merito a prescindere dal dibattito attuale.
Le ragioni principali stanno nel fatto che il leader ds contribuirebbe, forse in modo determinante e definitivo, a concludere quella transizione che dalla fine della prima repubblica questo paese si trascina dietro.
Sfaterebbe e troncherebbe tutti i veti incrociati che non permetterebbero a certi tipi di politici di salire al Colle e accedere ad importanti istituzioni (no agli ex-comunisti, no a Berlusconi,no a ex-missini, e ancora...), pensiamo solo al fatto che dopo un eventuale D'Alema presidente nessuno potrebbe aprire più bocca in futuro per un Berlusconi o un Fini su quello stesso scranno.
In più la giovane età (rispetto alla media dei colleghi candidati) depone ancora fortemente a suo favore per la necessità che l'Italia ha di svecchiare le istituzioni ormari del tutto fossilizzate: un Napolitano al Quirinale farebbe fare un passo indietro in questo senso confermando la consuetudine del "nonno presidente", oltre che determinare certamente una presidenza più faziosa del presidente ds, infatti, come Scalfaro ha dimostrato, l'anziano senatore a vita si potrebbe permettere un settennato molto più fazioso dato il fatto che la sua carriera politica non avrebbe più niente da perdere.
Aggiungiamo poi il fatto che D'Alema giocherebbe un ruolo importante nel giro di boa costituzionale che l'Italia dovrà a breve fare se non vorrà diventare (se già non lo è) lo zimbello delle democrazie occidentali.
Alle ragioni anagrafiche ed istituzionali che sostengono D'Alema a presidente della Repubblica, aggiungiamo ancora le argomentazioni puntuali ed evidenti proposte da Andrea, e ripropongo di seguito le tre principali che avevo già individuato a sostegno della sua candidatura:

1. E' un uomo col senso delle istituzioni e il necessario carisma politico. In luce delle attese modifiche costituzionali del Paese, possiede la volontà di riforma in senso presidenziale, federale e maggioritario già dimostrata in passato(vd. la triste "bicamerale") e di buon auspicio per la fine della famosa "transizione". La sua età non ottuagenaria gioca a suo favore.

2. Sarebbe un Presidente di garanzia anche per le opposizioni, nonostante si levino barricate tattiche in questi giorni, e prova ne sono i rapporti di dialogo e legittimazione passati con Silvio Berlusconi, sia da imprenditore che da politico. E' stato l'unico che di recente ha accolto le parole dell'ex premier e sappiamo del rispetto politico e personale reciproco fra i due.

3.E' pragmatico e, alla luce delle recenti vicende sulle cariche (negative per lui e il suo partito), se il futuro governo Prodi scricchiolassse non ci penserebbe due volte a sciogliere le camere, nonostante significherebbe affossare i suoi alleati(?).

UPDATE: Come Ispirati, nemmeno io sono solito dar credito ai test di personalità, ma questo mi ha piuttosto colpito per come si è avvicinato alla realtà. Sono un "concerned director".

UPDATE 2: Evidentemente Ahmadinejad ha fatto male qualche calcolo. E' costretto di fatto a sbracare a livello internazionale dopo mesi di minacce a destra e a manca. Aveva detto che mai avrebbe trattato con il grande satana Americano, ed in effetti non diceva nulla di nuovo dato che dalla rivoluzione del 1979 l'Iran non aveva più relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti. Ma adesso è costretto a ritrattare e a chiedere di dialogare con l'odiato Bush. Risulta chiaro che la nuova posizione del presidente iraniano è segno di una mutata strategia di Mosca e Pechino alle sue spalle. Molto verosimilmente qualcosa è andato storto e la protezione che fino a pochi giorni fa le due potenze asiatiche promettevano un giorno si e l'altro pure agli ayatollah è venuta a mancare, o magari hanno trovato alleati migliori a cui fornire protezione e favore. Il punto è che adesso Washington ha una grande carta da giocare, ha il nemico in pugno e non deve titubare nella reazione. Non fatevi ingannare dalla retorica buono/cattivo, il regime iraniano va messo in ginocchio sul settore nucleare e va ridimensionato politicamente. Il passo che il regime ha fatto oggi impone questa azione immediata, è una chiara resa, che va accolta e accompagnata.
A Teheran è ormai chiaro che non leggono Kissinger.

UPDATE 3: Il Primo Ministro Australiano John Howard conferma che entro l'estate il suo governo di Canberra aumenterà il suo impegno militare in Afghanistan con l'invio di un altro centinaio di uomini. Un buon segnale che in quel di Roma farebbero meglio a tener presente.

9 Comments:

Blogger Jinzo said...

C'è da dire che anche Napolitano conviene...
E' un ulteriore voto in meno al Senato.
Berlusca secondo me sta facendo tutto il casino dello sciopero fiscale, ma alla fine voterà il baffetto nazionale...
E' un'ipotesi realistica.
Io tifo per Monti comunque.
Un liberale al quirinale dopo Einaudi...

1:08 PM

 
Blogger Simone da Roma said...

Proprio per i motivi che tu hai esposto, D'Alema risulta essere un ottimo interlocutore all'interno della maggioranza di csx. Non so fino a che punto Baffino brami il Quirinale, anzi mi sembra una mossa dell'Ulivo per toglierselo dalle p...e. Promoveatur ut amoveatur. Quanto a Monti la sua candidatura è stata promossa addirittura dall'Avvenire, giornale notoriamente moooooolto liberale.

2:20 PM

 
Anonymous panka said...

lincato, perchè su d'Alema mi hai convinto.

2:52 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

3:03 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Jinzo,inutile dire che hai ragione.Però Monti non potrà mai essere eletto,perchè proposto dalla cdl,quindi significherebbe la resa per la maggioranza esigua di csx.tra d'alema e napolitano io scelgo il primo per le ragioni che sai,detto questo,è una scelta forzata rispetto alla situazione assurda in cui versa il paese attualmente.

Simone,sono d'accordo con te,anche per le esperienze passate tra d'alema e la cdl.Se poi pensiamo alla politica estera,lo ripeto,d'alema ha un saldo legame atlantico e,fin dalla prima presidenza clinton ha consolidato rapporti con alti quadri al pentagono.Su di lui c'è garanzia di un legame staabile con Washington.

Panka,se le mie argomentazioni ti hanno convinto sono felice...vuol dire che qualcuno ancora mi comprende:))
Ciao a tutti,grazie:)

3:22 PM

 
Blogger Fabio said...

Resta da vedere se la mossa di Ahmadinejad é in buona fede, oppure se si tratta soltanto di una mossa strategica. Certo anche soltanto simulare le trattative puó significare che il regime iraniano non si sente tanto sicuro...

9:39 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

esatto Fabio,il punto è che si è mosso in senso opposto all'iniziativa che aveva preso(in senso difensivo e con un profilo basso) e soprattutto che ha agito per primo,quindi senza nessuna ragione appalesata di fronte all'opinione pubblica mondiale.Questo lascia pensare a una mutata strategia a seguito di una mutata situazione politica all'interno del regime,provocata verosimilmente dalla mancanza sopravvenuta di garanzia(da altre potenze)di ottenimento dei fini preposti con l'iniziativa protrattasi fino ad oggi.
Quando si muta strategia,lo si fa solo se il cambiamento darà maggiori possibilità nell'ottenere l'obiettivo di partenza.E' evidente.
Se invece e solo una tattica atta solo a mascherare la stessa strategia lo scopriremo molto presto,perchè la tattiva viene subito spesa.Ma è da escludersi per come la situazione è andata formandosi.
Ciao,grazie:)

11:19 PM

 
Anonymous il Falasca said...

abbiamo perso la scommessa... purtroppo... ma resto convinto della bontà delle nostre posizioni...

questa religione della costituzione, questi reazionari del metodo, queste banali vestali di equilibri che furono... tutto va in una direzione: l'invecchiamento - non solo demografico - di questo che fu un gran bel Paese.

12:56 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

resto convinto anch'io di quella preferenza.La religione della difesa della Kostituzione non riesco francamente a sopportarla.
ciao!

1:55 PM

 

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