27 maggio 2006

Qualcosa si muove.

Iniziano a trapelare voci all'interno dell'Amministrazione Bush che comprendono la possibilità di negoziare direttamente con l'Iran . Ricordiamo che in un intervento pubblicato dal Washington Post, l'ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger, ha sottolineato come la lettera inviata alla Casa Bianca dal presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, possa essere vista come un'opportunita' per avviare nuovi contatti con le autorita' iraniane.
Ripetiamo che è vantaggioso e realistico per Washington riallacciare rapporti diplomatici con Teheran, chiusi dal 1979, visto lo stallo internazionale che le trattative a livello ONU stanno portando, a seguito delle evidenti divergenze di interessi nella regione tra Stati Uniti, Russia e Cina. Negoziare direttamente con la Repubblica Islamica significa prendere in mano la trattativa, senza quindi il pantano del Consiglio di sicurezza e le frizioni con Mosca e Pechino, e ottenere risultati concreti, più soddisfacenti per entrambe le parti e, soprattutto verificabili direttamente e non tramite la rete diplomatica delle Nazioni Unite, ma tramite i propri negoziatori.
Un patto che preveda :per l'Iran la garanzia di non subire un attacco militare e il cambio di regime , e per gli Stati Uniti la cessazione di qualsiasi attività nucleare che preveda lo sviluppo di armi atomiche unita alla ripresa di rapporti diplomatici ed economici decenti senza proclami minacciosi da parte iraniana verso Israele e l'Occidente, sarebbe vantaggioso per entrambi.
Henry qualche giorno fa su NewsMax diceva: "From what I know of President Bush," Kissinger emphasized with a finger pointed in the air, "he will do what is right. What he thinks is right, and he will not be driven in a matter of this kind by polls."


UPDATE: Per la serie "silenzio il nemico ti ascolta", occhio a ciò che scrivete sui vostri blog...non si sa mai.