09 maggio 2006

Writing a letter.

Ieri si è parlato, poco in Italia per la verità, della lettera di Ahmadinejad indirizzata a Bush travite l'ambasciata svizzera. Purtroppo molti di noi hanno subito argomentato (me compreso ovviamente), in base alle poi rivelatesi false notizie che trapelavano, che la lettera era un'apertura e l'inizio di una nuova fase di trattative dopo mesi di tempesta. Cosi non è.
Oggi abbiamo il contenuto ufficiale della lettera. Oltre a non contenere alcuna proposta sul programma nucleare iraniano, il presidente iraniano ricalca polemiche sulla guerra in Iraq e le armi di distruzioni di massa mai trovate e critica il mondo occidentale dichiarando il fallimento"dell'ideologia e del pensiero del sistema democratico liberale".
Intanto l'incontro diplomatico tenutosi a New York ieri tra i cinque membri del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania non ha ancora trovato un accordo e cosi le trattative rimangono aperte con i giochi sostanzialmente fermi al veto di Mosca e Pechino contro eventuali sanzioni in sede di consiglio di sicurezza.
Da segnalare la sempre colorita analisi di VDH del dibattito interno agli Stati Uniti sulla questione iraniana. In sostanza, il clima pre-elettorale fa temere ai repubblicani che i pessimi sondaggi spingano l'amministrazione Bush a temperare le pressioni della military option sull'Iran dopo l'esperienza irachena e cosi ottenendo un rafforzamento degli ayatollah che approfittano della titubanza. Dall'altra i liberals prendono spunto per dare fiato alle trombe pacifiste ed evocare la bellicosità del Presidente Bush, si chiedono che differenza farebbe un Iran nucleare dato il fatto che c'è già un Pakistan islamico col nucleare.
Termina con un pensiero troppo idealista e ottimista sulla possibilità che un Iraq stabile e democratico possa destabilizzare il regime iraniano.
Luci e ombre.

4 Comments:

Anonymous aa said...

amahdino ha fatto un ottimo colpo... perche' non dicendo nulla ha fatto un figurone e ha guadagnato un mare di tempo. Se gli USA avessero proposto prima il dialogo, oggi non avrebbero subito questo scacco.

aa

11:25 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

lo penso anchio in queste ore andrea.Onestamente sono stato fregato dalle indiscrezioni sul contenuti della lettera di ieri come ho scritto.Poi si è svelato il contenuto e siamo qui a commentare la mossa di ahmadino.
Ora secondo me gli usa devono sfruttare l'apertura iraniana(davvero ghiotta come occasione)e usarla per escludere l'onu dalla soluzione,cosi si proteggono anche da eventuali figuracce e fregature dai veti del consiglio.
bisogna trattare direttamente e riconsiderare logiche di assicurazioni reciproche.Non ricordo esattamente il post che avevi scritto un po di tempo fa sul patto allargato con israele,ma mi sembra che una soluzione cosi rientri in gioco e sarebbe comunque più fruttuosa di un ingorgo inconcludente all'onu.
cosi si potrebbe fare anche qualche sgambetto che ne so,a Pechino.
Insomma,adesso stop al diritto internazionale e largo al realismo politico.per non rifare un'altra volta l'escalation irachena.
Later on,
Ciao:)

11:36 PM

 
Anonymous semplicemente liberale said...

Io in questa mossa astuta di Ahmadinejad ci vedo la dimostrazione dell'errore tattico gigantesco a livello negoziale che gli Usa hanno ripetuto, dopo l'esperienza irachena. Ne avevo parlato nel post che mi accingo a completare.

;)

11:27 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

si Daniele,ne predo atto.
Dai un'occhiata al post che ho fatto sopra,provo a tirare un po le somme.
Ben tornato,adesso vengo a leggerti appena lo pubblichi.
Ciao Dan;)

11:55 AM

 

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