27 giugno 2006

Il futuro dopo il naufragio

Il no al referendum ha il significato di un naufragio del periodo delle riforme.
E' stata una giornata pesante, pesantissima, per il centrodestra italiano quella di ieri.
La sconfitta la dobbiamo ammettere, è netta, chiara.
Tre sconfitte di fila per l'attuale scena politica del centrodestra incluso il naufragio del periodo delle riforme.Bisogna ammettere che siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Ieri è stata una Waterloo, e non prenderne atto sarebbe ancora peggio.
Ricordate quando Bossi fece a Tremonti una confidenza?: «Vedrai, siccome i fascisti vogliono il premierato e noi la devolution, Casini ci chiederà la proporzionale. E come al solito, alla fine saranno solo quei democristianoni a prendere qualcosa». Profetico, ancora una volta.
Il punto adesso è accettare la sconfitta e saper cambiare per sperare di poter tornare a vincere. Ormai è palese che la spinta di Berlusconi, Fini e Casini è finita, esaurita.
Gli elettori di centrodestra sono sempre più delusi dai propri leaders.
Le tre punte devono farsene una ragione e pensare a un prossimo futuro senza le loro facce sopra. E da ieri verosimilmente la Lega Nord di Bossi ne uscirà fortemente ridimensionata, perchè lo smarrimento e la delusione dei suoi elettori lasceranno il segno e alle prossime elezioni sapremo quantificare.
Quello che è certo è che se non verranno cambiati i contenuti, i contenitori e le persone nel centrodestra non si riuscirà a tornare a vincere e incidere politicamente con le riforme che non si è stati capaci di fare arrivare in porto.
Chi vi scrive non ha la soluzione in tasca e non sa quali cambiamenti saranno vincenti e quali no. So solo che le mosse fatte finora sono state perdenti, ovvero non c'è futuro per le tre punte, in qualsiasi ordine le mettiate.
I tre partiti più la Lega non sembrano più poter agevolmente garantire la sicurezza della vittoria e comunque le proposte politiche troppo differenti non permetteranno mai una fusione in un fantomatico partito unico di centrodestra, dei moderati o come lo volete chiamare.
La totale assenza sulla scena politica di movimente autenticamente liberali, dopo l'insipienza dell'era Berlusconi nel mettere in atto quei tagli col passato promessi, fa prevedere un ulteriore salasso di elettori da Forza Italia.
Questi elementi, messi assieme, devono far riflettere, perchè se si fa gli struzzi alle prossime elezioni l'Unione vincerà ancora, ma in maniera molto più netta e a quel punto la situazione per il centrodestra italiano sarebbe davvero tragicaci troveremmo di fronte ad una impossibilità di alternanza democratica.
Ostinarsi sul "tanto Prodi non dura" non basta ed è l'errore più grosso che si può fare, considerato che il paese non è in bilico tra i sostenitori e gli avversari del Professore.
Quello che emerge dagli ultimi risultati elettorali e dall'ultimo in particolare, detto fuori dai denti, non è tra un' Italia dei si e una dei no, ma è tra l'Italia che lavora duro e l'Italia che viene mantenuta e assistita da quel lavoro.
In tutte le province del nord e del nord-est più sviluppate e a più alta densità di imprese il si ha vinto chiaramente, mentre in tutto il resto del paese dove la burocrazia e l'amministrazione statale è più vasta il no si è imposto.
Non sono improvvisamente diventato un rozzo leghista lombardo, prendo semplicemente atto di una realtà consolidata e cerco di leggerla bene, per quella che è, non per quello che vorrei che sia. Questo insieme di elettori del nord è stufo, davvero stufo di lavorare il doppio di tutti gli altri e poi vedersi rubato metà del frutto di quel duro lavoro ogni anno.
Se non sapremo raccogliere queste richieste con un'offerta politica nuova e semplice, non si riuscirà più a vincere neanche al nord, dove sicuramente si stuferanno di fidarsi di chi poi non mantiene le promesse. La Lega ci ha meritoriamente provato a raccogliere queste richieste, ma ieri ha fallito
.Il punto adesso è capire in che direzione puntare il timone della nave del centrodestra. In senso conservatore incentrato sui valori? In senso moderato nel senso di prendere le decisioni sempre e comunque con tutti? Oppure in senso liberale incentrando la battaglia politica sul taglio dello Stato e sulla fine dell'assistenzialismo?
Personalmente la terza via è quella vincente, perlomeno qui al nord. Ma l'attuale geografia politica di centrodestra non vede spazi per l'emergere di un tale cambiamento, compresso tra le rigidità di Alleanza Nazionale e UDC con le loro posizioni stataliste e conservatrici e frenato da Forza Italia con una leadership logorata dalle mancate riforme e dai recenti fallimenti.
La speranza resta perciò l'emergere di un nuovo movimento dichiaratamente liberale, con volti nuovi e proposte semplici e secche, senza fronzoli e titubanze neodemocristiane. Affiancato a un drastico cambiamento e ridimensionamento degli assetti del centrodestra che abbiamo sotto gli occhi oggi.
Dieci anni dopo l'arrivo di Berlusconi e il suo tentativo di cambiamento da destra, questo tentativo ha fallito. Pensare di riprovarci con gli stessi strumenti è stupido.
Si deve ripartire dal cambiamento interno per poi riprovare a riformare il paese.
In questo processo che spero si avvii, il mondo dei blog liberali di centrodestra si deve interrogare sul proprio futuro e pensare a sè stesso, perchè è finito il tempo di decidere da che parte stare e di scegliere chi sostenere. TocqueVille e i movimenti affini devono ora pensare a cosa diventare e decidere se rimanere un luogo di discussione tout court, o se provare a incidere dandosi un fine politico ben chiaro con l'obiettivo di influire pesantemente sul futuro di un nuovo movimento di centrodestra, staccato dai leaders attuali e nuovo nella proposta e nell'immagine politica.
E' questo probabilmente il momento di decidere se puntare alla metamorfosi sfruttanto lo scenario confuso del centrodestra o se rimanere il luogo di discussione che è.
Qualunque scelta sarà legittima. Scusate la logorrea.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

La CDL ha di certo molte pecche: troppa conflittualità interna, ricatti per un tozzo di pane, scarsa preparazione di molti, ripicche e personaggi che si sono, decisamente a torto, montati la testa (quanti mister 1% ci sono a imperversare?). Quando era al governo ha fatto poco di percettebile in positivo dai cittadini e si è mossa soprattutto pavidamente per non disturbare "lorsignori" e farseli amici. Si è vista come è andata a finire. Tuttavia il catalizzatore continua ad essere Berlusconi. Senza di lui è la diaspora o essere relegati ad un 10% ( tra tutti ) da ora all'anno 3000. Ora la CDL ha almeno 5 anni di tempo per riflettere. I bisogni espressi da quell'elettorato che non ha dato il voto a Prodi sono lì del tutto inappagati. Il problema grosso sarà comunicare adeguatamente con i cittadini visto che la CDL non può contare su tutti i centri di potere di cui dispone l'Unione.
Quindi direi coesione prima di tutto. Poi i mister 1% ricattatori e prime donne vadano pure con l'Unione da subito; a nemico che fugge ponti d'oro. Esiste un giogo sulle spalle di moltissimi cittadini che non appartengono a clientele o lobby e la sfangano pagando tutti i giorni che aspetta ancora di essere tolto. Ma con la classica acqua sporca non buttiamo via il classico bambino.
Ora il fatto che l'Unione detenga in un modo o nell'altro il potere assoluto in Italia e la CDL sia stata annientata rende molto ben identificabile anche ai più sprovveduti o distanti dalla politica chi sarà la colpa di chi, chi chiederà soldi. E si sa che il potere da alla testa e non solo alla CDL. Quello assoluto poi ancora di più e alla fine molti regimi col tempo si sono sgretolati a loro opera.
Scarthorse
P.S. scusate la lunghezza del commento.

3:08 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Ciao Scart.
Sicuramente la coesione in questa contingenza negativa è auspicabile, se non altro per mantenere un minimo di dignità politica nei confronti dell'elettorato.Ma il fatto che Berlusconi,Fini e Casini si siano impegnati nelle ultime due tornate elettorali ed abbiano ottenuto due risultati negativi dovrà far riflettere sulla scarsa incisività dell'attuale vertice della cdl.
Se poi il nord si stuferà di dare fiducia a chi non riesce a portare a casa vittorie politiche saranno davvero tempi duri.
Il partito del nord immaginato oggi da Bossi,scevro dai connotati riprovevoli della lega nord attuali,con obiettivi l'autonomia politica ed economica da roma è una prospettiva a mio avviso molto interessante che molti elettori,anche non di centrodestra attualmente,potrebbero gradire non poco.La questione settentrionale è un dato molto chiaro che emerge sistematicamente e bisogna sfruttarlo.Perchè gli elettori liberali (che votarono cdl nel 2001 con molte speranze,e ancora quest'anno con molti orefizi turati)difficilmente tornerebbero alle urne per dare un voto agli stessi che hanno fallito per dieci anni di fila.
Il sottoscritto per esempio,se non cambia qualcosa nell'offerta politca,non tornerà a tapparsi il naso,ma penserà ad altro.Ed è l'opinione di molti.
ciao.

5:21 PM

 

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