16 settembre 2006

Destra nuova?

La domanda che mi faccio è semplice. In questi giorni si sta svolgendo la riunione dei giovani di AN, incomprensibilmente stra-pubblicizzata da TocqueVille quasi fosse un evento fondante della stessa città: ma questo è un altro problema.
Leggendo qualcosa sui lavori dell'incontro ho potuto interrogarmi su che cosa sia la destra italiana e su come la percepiscono le "giovani leve" che costiuiranno la futura classe dirigente di quella parte politica.
A parte i naturali riferimenti identitari dio-patria-famiglia che non ci colgono inpreparati, abbiamo purtroppo dovuto constatarel come le visioni sul versante economico-sociale della futura spina dorsale della destra coincidano incredibilmente con quelle di Bertinotti che raccoglie applausi parlando dei rischi della globalizzazione, dello squilibrio tra nord e sud del mondo e invocando un maggiore coinvolgimento dello Stato sulle scelte economiche.
Temi che evidentemente piacciono e sono già sedimentati tra i militanti di An, in particolare quelli legati alla destra sociale, che applaudono a più riprese.
La preoccupazione è ancor più marcata se pensiamo che gli sforzi di Fini sono sempre stati mirati a modernizzare la destra, sempre accusata di rimanere ancorata a vecchi schemi circa i temi economico sociali.
Se il lavoro dell'ex ministro degli esteri ha prodotto questi effetti non possiamo che dirci molto delusi, sia per le posizioni presenti, sia per il possibile profilo che il maggiore partito di destra italiano potrebbe assumere.
Preoccupante è soprattutto la realtà, a questo punto confermata, per cui i giovani sia di destra che di sinistra siano schiacciati sulle stesse posizioni avverse al libero mercato e favorevoli a un diretto intervento statale nell'economia e nell'organizzazione sociale del paese.
La paura che viene a un liberale, per quanto conservatore, prendendo poco a poco coscienza di queste tristi evoluzioni della coscienza politica del paese è quella di avere sempre meno rappresentanza e coincidenza con i propri rappresentanti presenti e futuri in parlamento.
Una paura che nel 2006 pensavamo di non essere costretti a soffrire nuovamente e che invece sembra quasi endemica nella coscienza politica italiana, tristemente confermata anche nel freschissimo scandalo (?) che coinvolge il Presidente del Consiglio e la compagnia Telecom.
Se i giovani di destra che applaudono, virtualmente assieme alla loro più numerosa controparte politica, un esponente comunista che espone temi tipicamente comunisti rappresentano il futuro del principale partito italiano di destra, ebbene, non sappiamo in cosa consista quel nuovo e quella modernizzazione che si pretende di attribuire a dei giovani ragazzi e ragazze le quali idee appaiono già tremendamente vecchie e superate dalla realtà storica, prima ancora che politica.
E desolante realizzare come sopra di noi le nuvole sono più fitte che mai, mentre anche all'orizzonte altre nuvole si addensano minacciose, deludendo le nostre, forse illusorie, speranze.

6 Comments:

Blogger Watergate said...

totalmente d'accordo.

10:06 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

ti stavo giusto leggendo Wat.
Se sia a destra che a sinistra si sono messi già su un piano inclinato che li porterà a coincidere sui temi economico sociali in senso di pianificazione,ci si deve domandare a questo punto che senso ha adesso sostenere qualsivoglia parte.
ciao

10:13 AM

 
Blogger Libertyfirst said...

E io che ci volevo fare un salto da Atreju... il prossimo anno mi armo di cintura esplosiva...

7:03 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

LOL Lib!:D

11:26 PM

 
Blogger Watergate said...

da oggi pubblico alcune mie note sulla destra moderna, sempre sullo stesso argomento e dintorni

10:18 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Ottimo Wat,grazie per la segnalazione,qualcuno dovrà pure iniziarla la fase propositiva per una riforma politica nel centrodestra.
Perchè quando saranno finiti gli sproloqui sui leaders saranno costretti a parlare di qualcosa,finalmente.
ciao

12:28 PM

 

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