27 settembre 2006

Il Giappone di Abe

Shinzo Abe è il nuovo Primo Ministro Giapponese dopo l'era Koizumi che abbiamo ammirato dal vecchio continente per le politiche con cui ha spinto il paese a una ripresa dall'ormai lunga deflazione economica.
Su Abe abbiamo letto molte cose sui giornali occidentali: falco, militarista, ultraconservatore e revisionista.
Tante parole basate sulla decisa campagna per la sua elezione che hanno enfatizzato il nuovo premier come lo spartiacque della politica estera giapponese dopo sessant'anni di cappello protettivo statunitense.
Si è scritto della volontà di riscrivere la costituzione pacifista imposta dagli Alleati dopo la seconda guerra mondiale come una mossa per far ripartire le ambizioni imperiali giapponesi e cosi per smarcarsi dalla tutela militare di Washington, e del marcato nazionalismo di Abe come un duro biglietto da visita per i vicini di Pechino e Pyongyang.
Insomma, dal punto di vista occidentale, una vera catastrofe per la stabilità della zona Asia-Pacifico.
Ma se lasciamo perdere la retorica e la fantasia, anazlizziamo la situazione interna del Giappone e la sua posizione nell'area del Pacifico e leggiamo le parole del nuovo governo Abe, capiamo come il temuto falco si prepari invece ad un'iniziativa distensiva con entrambi i rivali continentali.
Le parole del Ministro degli Esteri Taro Aso sono più che eloquenti:
"Diplomacy is one of the methods to minimize the crisis" over North Korea's July 5 missile tests, Aso said. I "believe that Japan was able to connect with other countries and that led to taking swift measures against the North Korean" tests.
D'altra parte non si capisce come mai il nuovo governo dovrebbe essere più aggressivo con Pyongyang, addirittura militarmente come scrivono alcuni giornali occidentali, quando i coreani sanno benissimo che aggredire il Giappone significa andare a sbattere contro gli Stati Uniti e, in coda, Pechino insieme.
"Aso also said Japan-China relations are at their best in areas other than politics.
Bilateral cultural exchanges and the number of people moving between the two countries are at all-time highs, he said.
Japan has always welcomed a meeting with China, Aso said, noting Beijing is setting the conditions for this to occur."
E' chiaro che dopo Koizumi non cambieranno nemmeno le relazioni tra Tokio e Washington, cosi come la loro convergenza strategica nell'area.
Ciò che cambierà è la volontà di Abe di rendere il Giappone un'attore di pari rango con Pechino nell'area senza l'ala protettrice degli Stati Uniti come obiettivo sul lungo periodo.
Per fare questo il governo non ha che una strada: migliorare le relazioni con gli "scomodi vicini" per potersi concentrare al proprio interno, dove la crisi economica e la deflazione degli ultimi anni richiedono un rinnovato e costante sforzo cosi come il rafforzamento politico-militare del paese.
Ancora una volta, l'esibizione dei muscoli non comporta automaticamente uno scambio di pugni, anzi, in molti casi in politica internazionale, è il preludio per l'esatto opposto.
Aspettiamoci quindi dalla politica estera di Shinzo Abe una rinnovata distensione nei rapporti con la Cina e uno sforzo diplomatico multilaterale con la Corea del Nord.

3 Comments:

Blogger Watergate said...

sti coreani vogliono solo soldi, per rimettere in piedi quell'economia da terzo mondo. Altrimenti si rovescia il regime. E usano lo sviluppo missilistico e nucleare per fare pressioni su Cina, Usa e Japan.

Riguardo a Abe, poi, non mi preoccuperei delle definizioni date dai giornali italiani. Una volta li ho sentiti definire Hamas un "movimento radicale" :-D

11:45 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

12:29 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

guarda,i coreani sono li solo per interesse di Pechino,il regime serve come cuscinetto intorno alla linea di sicurezza americana del pacifico.
Abe è un nazionalista e i giornali italiani e europei fraintendono le sue reali intenzioni seguendo uno schema prettamente europeo,e sbagliano quindi in questo caso.
Abe si concentrerà soprattutto sulla politica interna e sarà presissimo col risanamento dei conti e dell'economia.Se guardi i sondaggi giapponesi la maggioranza della popolazione sta pensando all'economia e alla sicurezza sociale ed è molto riluttante ad avventure ed exploit in politica estera.Non a caso più della metà dei giapponesi è critico sulle visite fatte il mese scorso da Koizumi al santuario delle forze armate.
Abe,nonostante i paroloni dei giornali europei, non farà più cose di questo tipo e ristabilirà rapporti diplomatici stabili con pechino e le coree.
ciao

12:33 PM

 

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