24 settembre 2006

Lezioni di stile

Dopo il "discorso" definibile quantomeno bizzarro del Presidente Venezuelano Hugo Chavez all'Assemblea delle Nazioni Unite di settimana scorsa, dove additò il Presidente Bush con diversi coloriti epiteti quali "il diavolo", "un ex-ubriacone" e un "uomo malato e molto pericoloso", diversi politici americani hanno risposto e reagito sul fronte interno a questo attacco.
I principali leaders democratici hanno fatto sentire la loro voce di protesta e questo gli fa giustamente onore, dal momento che difendono il loro Presidente, dopotutto.
Leggiamo le dichiarazioni di Charles Rangel, rappresentante Democratico alla Camera, in risposta alle parole di Chavez che aveva continuato le sue invettive ad Harlem, una parte del suo distretto elettorale:

“I just want to make it abundantly clear to Hugo Chavez or any other president: Don't come to the United States and think, because we have problems with our president, that any foreigner can come to our country and not think that Americans do not feel offended when you offend our chief of state.”

Qui è ancora più esplicito:
You don’t come into my country; you don’t come into my congressional district and you don’t condemn my president.”

E sul suo sito scrive:
“George Bush is the President of the United States and represents the entire country. Any demeaning public attack against him is viewed by Republicans and Democrats, and all Americans, as an attack on all of us.”

La reazione di un membro dell'opposizione democratica al Presidente Bush dopo gli attacchi personali rivoltigli da un leader populista come Chavez ci fanno pensare ai cinque anni di governo Berlusconi e come a nessun membro del centrosinistra sia mai venuto neanche in mente di difendere il proprio Premier dagli attacchi che gli venivano rivolti a livello nazionale e internazionale.

7 Comments:

Blogger Cathy said...

George: I was stunned by Charlie Rangel's response. He is very left leaning. In any event, I was glad he stood and essentially told Chavez to stick it...

4:05 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Hi Cathy.
Yes,I was surprised too by Rangel's words on President Bush.Even tough I think this was a political move linked to the next midterm elections,he showed how a politician should behave in order to defend the highest institutions from foreign attacks,regardless the color the institution is.
That is exactly why I reported the fact to my italian fellows.
Our politicians, when in minority,never show any kind of responsibility.They must take this lessons.
have a nice day.

9:41 AM

 
Blogger Jinzo said...

Liberista, devi considerare che, a differenza dei liberal americani, la nostra sinistra affonda le basi nel marciume antidemocratico ed antioccidentale del PCI...
Impossibile, dal mio punto di vista, sperare che essi possano apprendere qualunque lezione da Blair e dai Liberal americani. Al massimo lo può fare la Resa nel Pugno....
Cya!

12:43 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Jinzo,prendo in cosiderazione tutto ciò,ma prima o poi qualcuno che si mostrerà responsabile nei confronti del paese forse potrà dare il buon esempio e contribuire a diradare un po di quel marciume.
Tuttavia ritengo arduo anchio che si sviluppino comportamenti simili nel nostro paese.
Ciao,grazie del passaggio.

2:01 PM

 
Anonymous Arwen said...

Please support the Pope!

Sign here:
http://www.gopetition.com/online/9659.html

11:02 PM

 
Blogger Watergate said...

il problema sta anche a destra. A noi manca il senso dell'istituzione più che altro.

4:13 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

altrochè, è un malcostume assolutamente bipartizan,ho solo voluto portare alla mente gli esempi più freschi(anche sostenere Prodi nel viaggio in Cina sarebbe stato utile e responsabile da parte della CdL,ma niente).
Certo anche l'assetto istituzionale assolutamente instabile e labile non aiuta nell'identificare una figura leader del paese capace di attrarre a sè sia responsabilità che rilievo istituzionale forte, tale da essere riconosciuto e rispettato da ogni forza politica.
Non devo essere io a dire che continua ad essere necessaria una seria e profonda riforma costituzionale in senso federale dove le divisioni fra i 3 poteri siano ben definiti e distinguibili.
E' quello che spero.
ciao

5:53 PM

 

Posta un commento

<< Home