07 settembre 2006

Se fosse al Quirinale...

Le dichiarazioni di D'Alema sulla Rai di ieri ci confermano come il navigato, in tutti i sensi, ministro degli esteri non finisca di stupirci, in questo caso positivamente.
In mezzo ai soliti stucchevoli battibecchi partitocratici sulle pedine da mettere alla rai e le solite azzuffate sulle reciproche responsabilità, il leader ds espone la sua posizione circa il futuro dell'azienda pubblica televisiva: «Ritengo che vada in parte privatizzata distinguendo una parte finanziata dal canone senza pubblicità e una parte commerciale da mettere sul mercato».
Che dire, barricate a parte, le idee buone saltano fuori e il mio auspicio è solo che non sia solo un'altra delle innumerevoli buone intenzioni che cadono nel vuoto pneumatico della prolissa politica italiana.
Ci chiediamo cosa avrebbe potuto essere se, come speravamo, al Quirinale ci fosse andato D'Alema.

6 Comments:

Anonymous l'altra rossa said...

Caro George,mi iterssava la tua opinione su questo.

Oggi parlavo con un tipo,a sentirlo preparato da mostro,grande appassionato di storia,un tipo che definirei ne a sx ne a dx ne al centro...in alto,forse mi sembra più corretto .Mi diceva che con l'Iran succederà un casino e che l'America stavolta manderà avanti l'Europa,in quanto essa è già sotto il mirino della comunità internazionale.Questa persona decisamente certa che l'America è prepotente,e che Saddam è un prodotto suo ,addirittura ci sarebbe un paese praticamente Americano(probabilmente intendeva foraggiato dagli Usa)da dove sarebbero scaturite la scuola di Al Qaida e altre. Secondo lui(dalle sue letture) l'America doveva arruffianarsi col suo stesso prodotto Saddam, e fare la guerra insieme contro questo vero pericolo, l'Iran.
Cosa ne pensi di ciò?

Grazie.

9:40 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

ha messo molta carne sul fuoco questo tipo.Dare giudizi moralistici sull'operato di un governo in politica estera,in questo caso gli USA,è sbagliato a priori.Quello che si può giudicare o tentare di analizzare è se in un determinato momento e in una determinata situazione il governo abbia agito razionalmente o no, il che, per un governo, significa aver agito o meno nel proprio interesse nazionale incluso in un disegno più ampio che prevede il proprio ampliamento del potere sugli altri stati.per questo non esiste una politica estera di destra o di sinistra,ne esiste solo una razionale o no.
Questo tipo dice che l'america avrebbe dovuto allearsi con saddam contro l'iran essendo questo il vero nemico:1-l'america già appoggiò temporaneamente saddam (guerra iran-iraq 1980-88) contro l'iran quando ciò le sembrava utile.
2-allora l'iran non aveva ancora assunto la minaccia che rappresenta ora nei termini attuali, perciò incrociare queste due situazioni non ha molto senso.Il riferimento ad al qaeda attribuendone la responsabilità all'alleanza USA Arabia Saudita è un po semplicistico quindi non approfondirei oltre.
Le situazioni nelle relazioni internazionali mutano continuamente a seconda di quel che i diversi governi percepiscono essere le politiche migliori per servire il proprio interesse nazionale.
Quello che gli USA devono fare adesso è di ampliare la propria influenza in medio oriente ed eroderla all'iran attraverso alleanze e tanta pazienza e diplomazia,inoltre deve agire con una operazione diplomatica ampia in tutti i paesi arabi per migliorare la propria immagine e temperare i fanatismi e gli odii che la propria immagine percepita ha creato in tali paesi.
Ricorda che la miglior vittoria è quella che non richiede alcuna battaglia.
Inoltre fai presente a questo tipo che è bene non introdurre il concetto di giusto/sbagliato nelle relazioni internazionali:è l'interesse nazionale che guida un attore razionale nella sua politica estera, perciò per accrescere questo non si terrà conto della giustezza o meno di una tale azione.L'iran non si diverte a minacciare qua e la per puro divertimento,ma perchè forza la mano sapendo di avere le alleanze di cina e russia che glielo permettono,in questo senso la sua non è una politica estera idealistica.Se filtriamo gli avvenimeti coi moralismi falliamo ogni analisi razionale.
ciao

10:14 AM

 
Anonymous l'altra rossa said...

Ti ringrazio della risposta,scusa se non era pertinente al post.
Una curiosità se puoi:sei studente universitario?Hai parenti in Usa?

5:19 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

entrambe le cose rossa.
di niente,ciao.

7:00 PM

 
Anonymous l'altra rossa said...

Ti disturbo ancora poichè sto leggendo un intervista a Bernard Lewis,a parte che oramai dire che si fa tutto solo ed esclusivamente per interesse mi sembra un luogo comune facilmente sostenibile da chiunque, anche da persone come me con un livello culturale piuttosto basso,e poi questo professore molto autorevole sostiene come risposta alla seguente domanda:
"COSA INTENDE DIRE,L'AMERICA E LA PRIMA POTENZA DEL MONDO!NON CONDIVIDE CON L'IMPERO BRITANNICO DI UN TEMPO L'IDEA DI DOMINARE IL MONDO?

L'AMERICA NON VUOLE DOMINARE IL MONDO,L'AMERICA NON VUOLE IMMISCHIARSI CON IL MONDO.L'AMERICA SENTE L'OBBLIGO DI DIFENDERE I SUOI CITTADINI E CERTI VALORI NECESSARI ALLA LORO SICUREZZA:LIBERTA',RISPETTO...E A COLORO CHE SOSTENGONO SIA UN OBBLIGO DELL'AMERICA RISOLVERE IL CONFLITTO ARABO-ISRAELIANO DICO:PERCHE'DOVREBBE ESSERE UN UN OBBLIGO DELL'AMERICA PIU' CHE DEL GIAPPONE O DEL PERU'?SE SI SOSTIENE CHE L'AMERICA è UNA GRANDE POTENZA IMPERIALE E LO DEVE FARE,ALLORA E' UN ALTRA QUESTIONE;MA POI NON CI SI PUO' LAMENTARE CHE INTERVENGA ANCHE ALTROVE.

Tu come argomenti su tesi tipo quella del petrolio,o su l'auto distruzione delle Torri?
Ciao.

8:44 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Io guardo alla realtà attuale sulla scena. Dopo la seconda guerra mondiale gli stati uniti erano l'unica grande potenza assieme all'unione sovietica con cui hanno ingaggiato una sfida politico-militare su scala globale e l'hanno vinta.Da allora gli stati uniti sono la prima e l'unica grande potenza.
Il potere di influenzare gli affari degli stati terzi è ciò a cui tutti gli stati tendono,per estendere la propria sfera di influenza ed accrescere esponenzialmente il proprio interesse nazionale.
Come ti ho già detto,in ciò non c'è nulla di giusto o di sbagliato:è la realtà.
perciò da questo punto di vista,auspico che gli stati uniti agiscono nell'ottica di accrescere la propria influenza nel mondo erodendoo quella delle nuove potenze asiatiche,se questo deve avvenire tramite azioni economico-finanziarie, politiche e tramite alleanze o con l'uso della forza, è secondario.Il punto è che le amministrazioni che si sussegueranno sappiano che ci sono nuove sfide e nuovi sfidanti che non meritano più o meno pietà delle vecchie potenze a suo tempo sconfitte.
Questo è imperialismo,certo.Io lo sostengo da sostenitore dell'interesse nazionale americano,come è evidente,ma chi sostiene altro dirà altre cose,è altrettanto evidente.
Ricordiamoci solo che essere sotto la protezione militare e politica degli stati uniti è ancora la migliore scelta che uno stato sulla scena internazionale può fare.
Pensiamo alla guerra fredda e al trattamento riservato agli alleati del blocco occidentale piuttosto che a quelle di quello orientale da parte dell'unione sovietica.
E' ovvio che gli stati uniti offrono ai propri alleati,sottoposti,il massimo grado di sicurezza a fianco della massima libertà d'azione concessagli:questo è la migliore offerta da più di mezzo secolo.
ciao.

9:57 AM

 

Posta un commento

<< Home