12 settembre 2006

Sull' inutilità degli storici

Oggi leggo il Corriere e trovo un curioso trafiletto nientemeno che di Paul Kennedy, il famoso storico che nel 1987 predisse il declino e la caduta delle grandi potenze mondiali secondo un modello a suo parere ricorrente nella storia delle potenze sulla base di dati statistici di tipo militare ed economico.
Purtroppo per lui gli Stati Uniti sono ancora li, il suo libro e le sue teorie invece non ci sono più, spazzate via dalla dura e impietosa realtà. Lo storico ebbe già occasione di ricredersi ed elaborare il lutto della sua contonata qualche anno addietro.
Ma nell'articolo di oggi dimostra come il vizietto delle previsioni profetiche non lo abbia affatto perduto. Superando sè stesso scrive da un ipotetico futuro sulla situazione mondiale 30 anni dopo l'11 Settembre 2001 e ne descrive una realtà fantastica dagli accenni quasi bucolici in cui tutti i problemi del terrorismo e delle nuove potenze nascenti non sono altro che brutti ricordi.
Al Qaeda, Bin Laden e l'Iran di Ahmadinejad svaniti nel nulla assieme alle loro minacce come una nuvola di fumo che si dissolve al vento. Purtroppo in questa visione edenica del mondo futuro ci hanno rimesso la vita Tel Aviv e qualche altro milione di israeliani, ma evidentemente per lo storico questo è un prezzo giusto e ricorrente che la storia richiede.
Inutile dire quindi che dell'analisi degli storici non sappiamo cosa farcene, essendo un mero esercizio di elucubrazione sugli avvenimenti passati in chiave del tutto personalistica ed emotiva quando non addirittura ideologica.
Qui ci troviamo di fronte invece ad un esercizio di previsione della storia futura messo in atto da chi ha già sbagliato clamorosamente la lettura della storia passata e usandola già una volta per prevedere fantomatici sconvolgimenti politici, puntualmente smentiti dalla dura realtà.
Il pessimo articolo è un perfetto esempio di quel wishful thinking di cui si è fatto un gran parlare riguardo alla dottrina neocon, ma per dirla tutta è forse qualcosa di più: assomiglia più a un tema di un alunno di scuola media, di quelli che, ricorderete, la maestra indicava alla classe sotto il nome di tema libero, con ampia libertà d'azione, dall'attualità alla pace nel mondo, dalla religione alla fantascienza.
Ecco, diciamo che l'ultimo sforzo di Kennedy sembra più di quest'ultimo tipo; penso che sarebbe un ottimo scrittore di libri di fantascienza. Perchè una cosa di certo non gli manca: la fantasia.

3 Comments:

Anonymous Thor said...

Un solo appunto da farti: il mestiere dello storico, in realtà, non è quello che descrivi tu. La creazione di modelli astratti e teorie generali che pretenderebbero di spiegare il presente, il passato ed il futuro è generalmente opera del sociologo, non dello storico. Tendenzialmente di fronte a tali pretese lo storico si fa una beata risata.

2:03 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

sono d'accordo,nonostante ciò Paul Kennedy aveva la cattedra di storia alla Yale.Ad ogni modo il vizio degli storici di spiegare passato e anche presente e futuro sulla base di ideali piuttosto che sulla realtà rimane.E di questa storia non sappiamo che cosa farcene.
ciao

8:54 AM

 
Blogger L'ALTRA ROSSA said...

Ma non sarà mica Mr. Kennedy?

10:46 AM

 

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