Nei mesi scorsi avevamo apprezzato l'iniziativa di
Robinik dal titolo "destra e sinistra: hanno ancora senso?" e più recentemente quella di
M&A sull'operato del governo Prodi e sulle reazioni dell'opposizione.
Il punto rimane questo: quanto c'è di legittimo nell'operato di una opposizione e quanto invece di irresponsabile nella sua azione contro l'azione di governo?
Non voglio qui ricordare i tristi esempi di irresponsabilità che diede la scorsa opposizione di centrosinistra nei confronti del passato governo Berlusconi, uno dei pochi motivi che spinsero chi vi scrive a riconfermare il voto al centrodestra alle scorse elezioni.
Ora ci troviamo da giugno con un governo presieduto da Prodi che, per quanto ferrugginoso e precario possa essere, non è destinato a una morte precoce come la si attenteva o auspicava fino a poco tempo addietro. Preso dunque atto di questo fatto politico, l'opposizione di centrodestra avrebbe potuto scegliere due strade: la prima, e quella che sta percorrendo adesso, è quella di perseguitare nell'opposizione dura nei confronti della maggioranza, qualsiasi tema sia all'ordine del giorno; la seconda sarebbe quella di assumere un atteggiamento responsabile e, cosi facendo, appoggiare le proposte ragionevoli e compatibili che il governo avanzasse col risultato di ottenerne un vantaggio politico.
Alla luce dei fatti abbiamo visto come sia per ragioni interne, le spinte centrifughe degli alleati centristi e le frequenti alleanze per spodestare il Cav. dalla leadership del Polo, sia per ragioni esterne, il risultato elettorale molto in bilico e la composizione spostata molto a sinistra del neonato governo Prodi, la Casa delle Libertà stia di fatto facendo la copia carta carbone della precedente opposizione nei suoi confronti, con la sola eccezione dei voti in materia di politica estera, unica nota positiva.
Se dopo aver analizzato questo background prettamente politico e riguardanete il consenso post elettorale, guardiamo ai primi provvedimenti del governo Prodi e alle reazioni del centrodestra, l'unica cosa che mi sento di dire riguardo a queste ultime è, appunto, irresponsabili.
Irresponsabili perchè proposte come quelle di Bersani sulle (parziali) liberalizzazioni, e quelle più recenti sulla riforma delle pensioni e sulla finanziaria finalmente orientata da Padoa Schioppa a tagli sulla spesa pubblica, sono del tutto compatibili e allineate a quelle che tradizionalmente hanno caratterizzato la proposta politica del centrodestra dell'ultimo decennio: ovveo una politica economica in senso più liberale. Il fatto che poi concretamente questa non sia stata attuata è un altro discorso, mi limito qui a considerare l'offerta politica.
La delusione personale nei confronti del dentrodestra si articola su due piani, uno politico e uno di contenuto. Il piano politico è presto analizzabile: con una maggioranza cosi eterogenea e costantemente ostaggio delle fazioni più radicali, una proposta di governo che trovasse nei contenuti l'avversione del lato sinistro del governo, potrebbe essere appoggiata dal centrodestra in modo da scavalcare quest'ultimo e ottenendone cosi gli elogi e capitalizzandone cosi una vittoria chiaramente politica, escludendo i rivali più veri, quelli dell'estrema sinistra.
Con l'attuale operato invece si finisce puntualmente per premiare le ali estreme punendo le iniziative moderate e più compatibili del governo. Siccome l'obiettivo di questa azione è quello di fare cadere il governo il prima possibile, il risultato finora è scarso, perchè il governo è ancora in piedi.
Il piano dei contenuti è forse ancora più deludente, alla luce delle proposte del governo.
Proprio perchè le ultime iniziative del governo vanno nel senso meno atteso da un governo di sinistra come quello Prodi, ovvero in un senso inaspettatamente più liberale che statalista, la Casa delle Libertà avrebbe dovuto agire in modo tale da spingere il governo a fare di più e a muoversi in un senso ancora più riformatore e non provocando il fallimento di buone iniziative come quelle promosse da Bersani.
Opponendosi a queste iniziative l'elettore liberale di centrodestra già dubbioso e incerto della sua scelta, non troverà alcuna ragione per dare fiducia a partiti che non la meritano, in qualsiasi cosa facciano.
Perchè dovrei dare la mia fiducia a esponenti che oppongono provvedimenti come la liberalizzazione, per quanto parziale, delle licenze dei taxi, degli avvocati e dei farmacisti, o a manovre di finanza pubblica in senso di tagli alla spesa e al welfare state?
Non ve n'è ragione, perchè già ci sono i partiti di estrema sinistra a farlo.
Concludendo, se l'opposizione di centrodestra non scaccerà le ombre che la fanno apparire non meno irresponsabile e statalista delle forze politiche da cui pretendono di differenziarsi, non sussisterà alcuna valida ragione per riconfermare la nostra fiducia a partiti che finiscono per sconfessare i loro stessi programmi elettorali con la attenuante del tentativo, maldestro e vano, di far cadere la maggioranza avversa.
Il risultato che questa scelta politica della Casa della Libertà sarà solo e soltanto un ulterione calo dei suoi consensi nelle prossime tornate elettorali. Gli elettori che hanno fatto lo sforzo di votare centrodestra diventeranno nonvotanti, e i già nonvotanti rimarranno tali.
Si rifletta perciò sulle prossime iniziative da prendere, alla luce di importanti questioni come la legge finanziaria, e si valuti se proseguire su questo piano inclinato diretto per l'irrilevanza politica e elettorale sia ancora vantaggioso a parecchi mesi ormai dalla sconfitta di Aprile.