14 febbraio 2007

La sinistra e la lotta politica

Quello che scopriamo oggi circa le sventate cellule terroristiche infiltrate nei sindacati non ci meraviglia, perchè il terrorismo comunista in Italia non è mai stato veramente sconfitto, e anche quando si è cercato di combatterlo e isolarlo negli anni '70 non si riusci a sradicarne le ragioni d'essere e le possibilità di crescita ed espansione. Infatti la sinistra italiana non è mai veramente riuscita ad affrancarsi dagli ideali di lotta, e assieme a molti ambienti culturali e accademici molti gruppi hanno trovato sempre terreno fertile per far nascere focolai di vero e proprio terrorismo politico, che oggi ci ritroviamo tristemente ad affrontare.
Come dice bene Phastidio, è molto comodo per i sindacati difendersi presentandosi come le "vere vittime" dei brigatisti, è una spiegazione avvolgente e confortante, che rimanda e sfoca il vero problema, ovvero, come scrive Phastidio, quello che:

"esiste una sinistra massimalista che ha l’innata tendenza a demonizzare l’avversario politico, a ridurlo a simbolo, a “bandierina” da abbattere. E molto spesso tra questi simboli da abbattere vi sono altri appartenenti alla sinistra, di un sinistra moderna e riformista che in Italia, malgrado la pubblicistica dominante, è ancora allo stato catacombale, schiacciata tra comitati d’affari e populismi d’accatto. Dalla retorica incendiaria (anche dai banchi del parlamento e dai giornali) alla lotta armata, il passo in Italia sembra essere drammaticamente breve. E forse vale la pena che i progressisti italiani si interroghino anche sui propri silenzi, omissioni e connivenze perpetrate negli ultimi decenni sotto il giustificazionismo dei “compagni che sbagliano” e dello slogan “nessun nemico a sinistra”.

In questo ambiente politico e substrato sociale il fatto che il fenomeno della lotta politica armata di stampo terroristico non stupisce affatto, ma anzi viene da porsi un inquietante domanda: come mai ora? Come mai proprio sotto un governo di sinistra, con partiti comunisti al governo?
Nel 2002 fu Marco Biagi a pagare con la propria vita il prezzo di pensare liberamente sul mercato e sul diritto del lavoro italiano, non cedette alle intimidazioni nemmeno sotto scorta.
Dopo il clamore dell'assassinio a sinistra si cominciò la rimozione emotiva e iniziò la campagna di discredito di tutta l'azione del professore che ispirò la famosa "legge 30" sulla flessibilità del lavoro, e questa operazione ha di fatto allontanato quello spirito innovatore e riformatore dalla sinistra, facendo emergere solo i conservatori e i facinorosi.
Quel clima si è prodotto anche nei confronti del giuslavorista Pietro Ichino, che si scopre oggi un obbiettivo cinque anni dopo Biagi e a cui va la nostra più profonda solidarietà assieme a tutti gli altri soggetti di "attenzione" da parte dei terroristi.
Dopo le azioni della polizia e dei magistrati che hanno portato alla cattura dei brigatisti non abbiamo però potuto ascoltare manifestazioni subitanee e decise di solidarietà all'ex premier Silvio Berlusconi, oggetto di continue violenze verbali da sinistra negli ultimi dieci anni, e alle altre vittime dei brigatisti, ed anzi si è tentato di alzare il vessillo della vittima proprio da sinistra, dove molti esponenti non spendono parole per proteggere gli avversari colpiti pensando soltanto alla salvezza di stanche ideologie che continuano a fornire alibi a chi pratica la lotta politica armata.
Il fatto che l'Italia sia l'unico paese europeo dove il terrorismo comunista è ancora vivo e vegeto deve fare riflettere molto, e per forza la riflessione va fatta a sinistra dai partiti ai sindacati, perchè è evidente che se la violenza di piazza e l'ideologia di lotta riescono a penetrare sia nei sindacati che addirittura nel Parlamento tramite partiti estremisti che inglobano movimenti eversivi di piazza, la sinistra non può non sperare che elementi di violenza politica sfocino prima o poi in vero e proprio terrorismo.
Per questo l'ergersi a vittime primarie di questo terrorismo non è più sufficente nè tantomeno credibile, la sinistra deve fare i conti con ciò che ha seminato in decenni di ideologia aggressiva contro gli oppositori sia in Parlamento che in piazza o tramite i media e negli atenei, e deve voltare pagina cambiando il rapporto interno e quello con l'esterno.
Se non si comincia ad escludere i movimenti sul limite della legalità dall'agorà politica e a smettere di demonizzare e aggredire verbalmente gli oppositori, cominciando col riconoscere sempre e comunque l'avversario politico tenendo dei toni rispettosi, civili e prudenti, non basterà prendere e arrestare qualche terrorista oggi, perchè ne avremo altri domani.
Ichino lo sa, ma la sinistra chi seguirà?

VI PROPONIAMO L'INTERVENTO DI SANDRO BONDI (FI) DI OGGI ALLA CAMERA DOPO LA RELAZIONE DEL MINISTRO AMATO CIRCA LE RECENTI OPERAZIONI ANTI-TERRORISMO CONTRO LE BRIGATE ROSSE. NE SUGGERIAMO VIVAMENTE LA LETTURA ALLA LUCE DELLA PIENA ADERENZA AI SUOI CONTENUTI.

3 Comments:

Anonymous Simmaco said...

BELLISSIMO SITO!
NESSUNO PENSA DI INVIARE UNA DICHIARAZIONE DI SOLIDARIETà AI SOLDATI DELLA BASE PER LA MANIFESTAZIONE DI SABATO? TANTO PER FAR LORO CAPIRE CHE CI SONO ITALIANI CHE AMANO GLI USA??
lancilx@yahoo.it

4:44 PM

 
Anonymous Pesimedia said...

La Cgil tiene a debita distanza fenomeni quali centri sociali, noglobal e pacifisti, infatti presso la base militare di Vicenza sfilerà 200 metri più indietro rispetto a Casarini & Co.

6:08 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

Sono sicuro che la Cgil saprà tenere fuori i facinorosi dai cortei,ma come ha giustamente notato lei,il problema sono i movimenti noglobal e disobbedienti che hanno sempre creato problemi d'ordine pubblico e devastazione.

Per quanto riguarda la dimostrazione di vicinanza alle forze armate americane di stanza in Italia e in particolare a Vicenza il Comitato del Si al Dal Molin si sta impegnando quotidianamente,in collaborazione anche con chi le scrive, nel fornire informazione trasparente circa la natura della base "Ederle 2" e mostra la propria solidarietà e il proprio affetto puntualmente anche tramite la raccolta di donazioni da dedurre ai dipendenti della base.
Non escludiamo comunque azioni ulteriori di solidarietà e vicinanza alla comunità militare e civile americana in Italia e pertanto la ringrazio per il suggerimento.
Grazie ancora,
saluti.

6:43 PM

 

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