28 febbraio 2007

Le Forze Armate secondo Prodi

"I nostri soldati sono portatori di una cultura di dialogo e di aiuto."
Romano Prodi.

Colgo l'occasione per esprimere il mio totale sgomento ogni volta che sento un politico italiano parlare delle missioni militari e di cosa fanno e sono mandati a fare i nostri militari.
Dalle parole scialbe e bizantine del discorso al Senato di ieri di Prodi si evince che i militari italiani più che un esercito sono un'associazione culturale di solidarietà formata da suore e crocerossine.
Possiamo ricordare una volta per tutti agli italiani che anche (sic!) i nostri soldati sono addestrati per fare la guerra e che se vengono dislocati lo fanno per garantire la sicurezza passivamente o per crearla attivamente in un teatro bellico o post-bellico, e che in entrambe i casi usano gli strumenti tipici dei militari, ovvero le armi, e non le caramelle e gli abbracci?
Se i nostri soldati sono in grado di stabilire un rapporto sereno con le popolazioni dei teatri bellici dove sono inviati, tanto meglio, ma non dobbiamo far diventare un aspetto marginale e non richiesto la loro principale funzione.
Ora, capisco che la politica italiana sia talmente astrusa e scollata dalla realtà da costringere tutti a parlare delle missioni militari in termini quando "missioni umanitarie di peace-keeping" e quando "missioni di pace", ma i bizantinismi e i giochi dialettici funzionali ai politici italiani per restare al governo non devono farci allontanare dalla realtà dei fatti: ovvero che in Afghanistan ci si è andati per distruggere il regime dei Talebani nonchè il principale avanposto dei terroristi islamici, dopo gli attentati dell'11 Settembre 2001.
Siamo in Afghanistan per eliminare fisicamente dei nemici, con le armi, gli uomini e tutti i mezzi militari necessari, non per stringere mani e dare carezze ai bambini, per fare quello non c'è bisogno di essere dei militari professionisti.
In conclusione, non bisogna mai perdere di vista l'obiettivo, eliminare le minacce e i nemici, che ci sono, e che non spariscono parlando con parole al miele della bontà dei soldati italiani e delle missioni militari come di pace.
Se devi combattere una guerra mandi i soldati, perchè è per quello che sono addestrati.

Continua su Phastidio la rassegna stampa estera dei prestigiosi riconoscimenti che il Governo sta raccogliendo in tutto il mondo.
Finchè c'è Rita, c'è speranza!

2 Comments:

Anonymous alepuzio said...

D'altronde se ci presenta alla parata militare del 2 giugno con la spilla arcobaleno mica si può pretendere qualcosa di diverso :(

saluti
alepuzio

1:11 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

ricordo, purtroppo ricordo.
ciao

3:11 PM

 

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