24 febbraio 2007

Sinistra tra shopping e suicidio

Alla fine il Presidente della Repubblica Napolitano ha preso la decisione più scontata e ha preso atto della scommessa ad alto rischio di Prodi di riproporsi alle Camere con lo stesso esecutivo e con gli stessi problemi politici. Ha respinto le dimissioni dopo l'assicurazione che la maggioranza avrà i numeri, non ha potuto sciogliere le camere proprio per questo motivo e anche perchè, come ha sottolineato, non ha trovato i numeri per una soluzione alternativa. Inoltre ha posto l'accento sulla necessità di porre come priorità l'approvazione di una nuova legge elettorale, alla luce del fatto che anche l'opposizione non è stata compatta nel chiedere le elezioni anticipate proprio per la poca fiducia per l'attuale legge elettorale.
La sottolineatura della necessità di una nuova legge elettorale in tempi brevi è apprezzabile da parte di Napolitano, e viene da sospettare che abbia preteso questa mossa da Prodi e dal futuro governo, perchè la fiducia sulla tenuta politica è molto tenue viste le preoccupazioni del Quirinale nelle settimane scorse, ed è probabile che Napolitano non tollererà un'altra crisi campale senza che prima non sia stato varato il paracadute di una nuova e decente legge elettorale, perchè quando Prodi ricadrà è praticamente certo che la pressante richiesta di nuove elezioni non sarà più inascoltabile, nemmeno dal Presidente della Repubblica.
Restano comunque fortissimi i dubbi sui numeri al Senato anche dopo le assicurazioni date da Prodi e anche dopo lo shopping avviato tra i banchi dell'opposizione: Follini è comprato, ma lascia aperta la porta a ripensamenti se risulterà insoddisfatto, e anche se la campagna acquisti non si è fermata al senatore democristiano, difficilmente le profonde divisioni politiche riusciranno a garantire i numeri per temi cruciali come l'Afghanistan alla verifica tra meno di un mese, e ovviamente sugli argomenti di politica estera e di difesa su cui la maggioranza si è dimostrata non esistere, e per questo non esisterà nemmeno dopo la fiducia che verosimilmente sarà approvata.
In sostanza, i numeri non sono il solo problema di Prodi, e benchè riesca a passare al vaglio della fiducia al Senato, la crisi politica si ripresenterà dopo che i problemi che lo hanno fatto cadere si ripresenteranno a breve.
Lo shopping avviato permetterà al governo di galleggiare qualche altro mese al massimo, ma sembra una scelta disperata per evitare il bagno di sangue elettorale che la sinistra subirebbe.
Ma il rischio che un nuovo scivolone si ripresenti è praticamente certo e questa volta sarebbe davvero la fine del governo, assieme a quella di questa maggioranza di centrosinistra autolesionista e irriguardosa dell'interesse generale dell'Italia, già seriamente umiliata in questi mesi.
Per il centrodestra questa forse era la cosa migliore che potesse accadere, subito dopo l'opzione delle elezioni anticipate, perchè è evidente che il logoramento ulteriore di Prodi e della sinistra si protrarrà ancora favorendo verosimilmente il vantaggio elettorale che si prospetta non lontano.
Silvio Berlusconi in fin dei conti è ben conscio del fatto che Prodi è comunque colpito e affondato, tanto vale stare a guardare la nave che affonda definitivamente comodamente seduti sui banchi dell'opposizione.