13 febbraio 2007

Un Paese Incivile, 2

Ieri alcune cellule terroristiche delle brigate rosse sono state sventate in tutto il nord Italia, erano pronte ad agire e a commettere omicidi su bersagli politici ed economici. Grazie al cielo tutti i membri sono stato fermati dalle forze dell'ordine, ma di riflesso c'è una notizia inquietante, infatti diversi brigatisti si stavano preparando all'azione durante la manifestazione "pacifica" contro la base americana di Vicenza.
Negli scorsi giorni molti politici di estrema sinistra ci avevano rassicurato circa la totale tranquillità di quella manifestazione, ma è evidente che in questo paese dove il terrorismo domestico è tutt'altro che morto e dove la violenza e l'inciviltà di quei movimenti di area politica estrema è più che mai in azione non c'era di che stare tranquilli. Abbiamo paura di morire andando allo stadio, figuriamoci se è esagerato aspettarsi manifestazioni non proprio pacifiche quando di mezzo ci sono gli Stati Uniti, che tanto scaldano gli animi degli attivisti europei.
Ma siamo pur sempre una democrazia libera e occidentale, e la manifestazione libera del pensiero non può ovviamente essere soppressa; lo ricorda anche l'ambasciatore americano Ronald Spogli in un perfetto italiano, "ovviamente la gente è libera di esprimere il proprio pensiero e certamente di fare o partecipare a una manifestazione".
Il problema è che nel nostro paese sappiamo come vanno a finire queste belle libere manifestazioni pacifiche, tante brave persone devastano città e aggrediscono polizia e chi si permette di dissentire con loro rischia la vita.
Tanto è vero questo che ieri l'ambasciata americana ha ufficialmente sconsigliato ai cittadini americani di recarsi a Vicenza dal 16 al 18 febbraio per non incorrere in rischi dovuti all'ordine pubblico.
Siamo in una democrazia cosi libera che siamo afflitti dai terroristi interni ed internazionali, e dove i criminali e i facinorosi sono dietro ogni angolo, e dove si rischia la vita tanto per strada quanto a un campo sportivo.
Il comunicato di allerta rivolto ai cittadini americani è il chiaro segno di come l'inciviltà sia ormai scappata letteralmente di mano allo Stato che non è nemmeno più in grado di assicurare la sicurezza ai propri cittadini, e tantomeno a quelli stranieri, cosa che avvilisce il prestigio del paese, essendo una norma di diritto internazionale consuetudinario quella di assicurare l'incolumità ai cittadini stranieri sul proprio terrirorio nazionale.
Non siamo nel 1945, non siamo nemmeno a Falluja. Siamo nel 2007 nella civilissima Vicenza.
Volendo fare perciò buona informazione, nel senso di tenere alla vita dei cittadini americani in Italia, sconsigliamo loro vivamente di mettere piede a Vicenza per una settimana circa da oggi.
Per aiuto, supporto e informazioni di qualunque tipo contattare l'Ambasciata americana a Roma e se in difficoltà rivolgersi e chiedere assistenza alle forze dell'ordine locali.