09 marzo 2007

I rischi reali della politica surreale italiana

Alla "Operation Achilles" lanciata dalla NATO nella provincia di Helmand da circa 4.500 militari della ISAF e da mille uomini delle forze afghane non parteciperanno i militari italiani dislocati a Herat, provincia a nord-ovest, finora ditante dai territori "caldi" a sud dove la presenza Talebana mette alla prova la coalizione internazionale dal 2001. Sappiamo delle difficoltà endemiche al Governo Prodi stretto tra una sinistra comunista ostile a qualunque impegno vagamente militare all'estero che gli garantisce la sopravvivenza al governo e tra l'ala più moderata e riformista che non può essere inascoltata troppo a lungo.
Ma dopo la profonda crisi politica che ha portato alle dimissioni del Premier il governo, già agitato da acque tempestose al suo interno, si troverà a breve ad affrontare tensioni e pressioni molto importanti in Afghanistan, dove l'incolumità dei militari italiani verrà presto messa in serio pericolo da nuove offensive talebane riorganizzatisi e pronti a rilanciare.
L'allucinante distaccamento dalla realtà del dibattito politico italiano e l'ambiguità dell'azione di governo ha già provocato il peggioramento delle relazioni con molti nostri alleati, tanto che molte cancellerie all'estero continuano ad irritarsi per la mancanza di impegno e chiarezza di Roma negli impegni internzionali, non a caso molti analisti stranieri si chiedono da tempo per quale motivo l'Italia mantiene proprie truppe all'estero se poi non contribuisce attivamente alle azioni di combattimento e sicurezza che finora prevalentemente l'impegno anglo-sassone si è preso la briga di sobbarcarsi?
Decifrare la politica interna italiana agli occhi degli osservatori internazionali è quanto di più difficile ci possa essere, e l'instabilità di governo attuale non fa che incrementare la difficoltà di comprensione tra Roma e gli alleati stranieri, e purtroppo questo non fa che minare i rapporti diplomatici e di conseguenza ha il risultato di inficiare l'incisività di qualsiasi iniziativa di politica estera governativa, percepita come non credibile dalle cancellerie straniere.
Alle tensioni già alle stelle tra Stati Uniti, Regno Unito e Governo Italiano, dopo la "lettera aperta" di Gennaio per via diplomatica di sei ambasciatori guidati dall'americano Ronald Spogli e dal britannico Edward Chaplin che invitavano Prodi a un maggior impegno, che rimase però inascoltato e seguito da una reazione stizzita da parte della Farnesina, si è aggiunta in questi giorni la dichiarazione del Premier inglese Tony Blair il quale ha affermato: "Premerò con i partner per ottenere l’invio di altre truppe europee" durante una seduta alla Camera dei Comuni.
La questione afghana non è all’ordine del giorno del Consiglio europeo, "ma verrà discussa informalmente". Blair è determinato: "Voglio che gli altri Paesi della Nato contribuiscano di più", ha affermato con una vena polemica.
L'allusione all'Italia è più che palese, visto che finora il nostro impegno militare in Afghanistan è stato praticamente inesistente nell'azione di contrasto ai Talebani, a causa dei numerosi "caveat" imposti da Roma che impediscono l'impiego delle truppe in azioni di combattimento intraprese dalla NATO.
Il nostro contingente inoltre sarebbe tecnicamente e materialmente sprovvisto dei mezzi necessari per azioni di combattimento richieste dall'Isaf, in quanto non dispone di una copertura aerea autonoma, per la quale finora ha supplito la forza aerea americana, e non è fornito di mezzi corazzati in grado di trasportare e fare operare le truppe in zone di combattimento aperto.
Questa situazione non ha finora sollevato problemi dato che nella zona di Herat non ci sono più i Talebani da qualche anno, ma è verosimile che l'offensiva annunciata per la primavera cambierà il quadro della situazione trovando potenzialmente le nostre truppe impreparate.
Non possiamo prevedere con certezza se i Talebani riusciranno a penetrare nuovamente nelle zone dove finora la situazione era relativamente pacificata, ma è certo che il Parlamento non dovrebbe far correre il rischio di trovarsi parzialmente indifesi e in condizioni inadatte a garantire la propria stessa sicurezza qualora il nemico dovesse ripresentarsi.
Un rischio che evidentemente le lacerazioni politiche all'interno della maggioranza faranno correre alle nostre truppe vista l'impossibilità politica di sostenere un ulteriore impegno prettamente militare da parte di una coalizione che si tiene insieme soltanto sull'ambiguità che da una parte viene richiesta dalla sinistra estrema come condizione per continuare a sostenere il Governo Prodi, ma che dall'altra parte è maldigerita dalle forze politiche più moderate che non possono stravolgere la politica estera italiana oltre a un certo punto che metterebbe in serio pericolo le relazioni e le alleanze con organizzazioni come la NATO e con paesi come gli Stati Uniti.
Questo punto di non ritorno starà al Governo fissarlo e decidere se proseguire oltre pur di non soccombere o di terminare la propria avventura nell'interesse più alto e generale del Paese, che certamente è molto più importante della vita di questo Governo che ha già pesantemente minato alla credibilità internazionale della propria azione politica e che ha irrigidito senza un progetto e una strategia chiara, le relazioni con gli alleati storici e fondamentali dell'Italia degli ultimi 60 anni.
Sarà questo il fulcro della situazione nel prossimo futuro, e non è detto che basti dire no a Stati uniti e Regno Unito su un maggiore impegno, perchè presto potremo essere messi con le spalle al muro dai Talebani sul campo, e allora le ambiguità della politica italiana non potranno più reggere, perchè in gioco non ci saranno più solo le relazioni diplomatiche con i nostri alleati, pur importantissime, ma ci saranno le vite dei nostri militari e i nostri interessi nazionali, direttamente colpiti.
Il Governo ha deciso di prendere la strada dell'attendismo sulla pelle dei nostri soldati allo scopo di allungare la propria vita al timone del Paese, non sappiamo se questo avrà dei risultati positivi sui sondaggi della coalizione di centro-sinistra, ma sappiamo con certezza che questa scelta intrapresa ormai da mesi sta avendo e avrà delle pessime ricadute sugli interessi nazionali italiani.

7 Comments:

Blogger gabbianourlante said...

anche i resto dell'europa ha la politichetta dell'italia: restare in afganistan SERVE a tutti, per evitare che non ritorni ad essre bacino di infezione di tutta l'area, per premere sull'iran e arrivare a sedare anche l'iraq. tutti coloro che non capiscono questo semplice concetto di "contenimento" o sono in malafede o sono portatori di cartelli (quelli con su scritto il termine vulgaris di testicolo)
ciao

2:41 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

il concetto di contenimento come strategia politico-militare e diplomatica non penso che nessun paese europeo riesca chiaramente a percepirlo e a capirlo per ragioni storiche e per il ruolo marginale che le nazioni europee hanno attualmente nel quadro della politica tra le grandi potenze,per quanto riguarda l'italia lo stato del dibattito sulla politica estera è talmente ideologico che finisce per essere ridicolo,se si ascoltano gli interventi dei politici italiani sembra che il mondo si divida tra categorie tutte opposte fra loro, guerra/pace, filoamericano/antiamericano,etc.
Con questo quadro la situazione è disperata e gli interessi nazionali vengono continuamente persi di vista con la conseguenza di perdere potere relativo rispetto alla comunità internazionale.
ciao

5:31 PM

 
Blogger BlSabbatH said...

ci sono i fondamentalisti cristiani, i talebani, gli ebrei ortodossi... e poi ci sono i fanatici dei P.I.L. che siete voi! interessi nazionali prima di tutto.. commesse militari, ricostruzioni, infrastrutture.. pil pil pil! economia! cos'è che recita il titolo del blog? for those who love liberty.. ma libertà de che? di mercato e basta! è quella l'unica libertà che vi interessa.. ah certo, i c'è la libertà imperiale di fare qual cazzo che vi pare in paesi "sudditi" e poi la libertà di ingannare le masse con la solita propaganda hollywoodiana del cazzo.. gran bella filosofia di MERDA!

12:49 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

evidentemente lei è un po' in confusione,torni quando avrà esaurito le cazzate che si è bevuto e sarà a mente fredda e lucida.
Allora anche lei capirà come ogni essere umano con un minimo di buon senso che la libertà di mercato e il perseguimento degli interessi nazionali sono cardini della nostra civiltà,civiltà che da più di cinquecento anni ha una primazia su ogni altra forma di cultura.
Di nuovo,torni quando sarà a mente fredda e dopo aver ripassato un po di storia.
Se non riesce a non essere maleducato e scurrile ci penserà il sottoscritto a eliminare i suoi commenti: uomo avvisato....
Saluti

11:27 AM

 
Blogger BlSabbatH said...

è evidente che non ho alcuna confusione visto che la sua risposta ha pienamente confermato quel che dicevo:

"ogni essere umano con un minimo di buon senso che la libertà di mercato e il perseguimento degli interessi nazionali sono cardini della nostra civiltà,civiltà che da più di cinquecento anni ha una primazia su ogni altra forma di cultura."

1) quindi la libertà dell'individuo (vedi patriot act) che tanto pavoneggiano i destrorsi la si sacrifica x gli "interessi nazionali" (che poi sarebbero della hallyburton & co.) lo stato prima di tutto, pardon, la corporation dei furbetti..

2)"la nostra civiltà ha la supremazia su altre forme di cultura".. non ho parole..puro medievalismo.. è la stessa logica che ha spinto i taliban a demolire le statue dei budda in afghanistan..complimenti

la via più semplice e più comoda è quella di considerarsi sempre superiori agli altri. Si evita di perdere tempo ad imparare

6:02 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

1) la libertà dell'individuo non so se sarebbe più protetta alzando le spalle di fronte a una minaccia terroristica militare,se lei crede il contrario è libero di farlo,ma penso che i cittadini americani preferiscano il massimo della sicurezza in cambio di una cessione parziale di libertà individuali,soprattutto dopo l'11 Settembre.

2) sul fatto che la civiltà cosiddetta occidentale abbia da secoli una supremazia sulla scena politica mondiale non sono io a doverlo dire,è la storia e la realtà che lo insegna.Prendo atto che a lei,da occidentale penso,non lo apprezza.

Quando poi ha delle argomentazioni più attinenti al post provi a tornare.E comunque grazie per i suoi complimenti:)
saluti

9:09 AM

 
Blogger BlSabbatH said...

già già..l'11 settembre..buona "argomentazione"
http://www.luogocomune.net/site/modules/911/

10:54 AM

 

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