05 aprile 2007

Realismo Politico Classico: Introduzione a Morgenthau

Qualunque studente che inizi un corso di studi in Relazioni Internazionali non potrà che imbattersi, presto o tardi, in uno di quei testi che costituiscono i pilastri della sua disciplina.
Tenterò di fornire ai lettori interessati un'agile schema interpretativo del testo di uno dei maestri del realismo politico classico contemporaneo.
Sto parlando del testo che costituisce sicuramente un pilastro del pensiero del realismo politico classico, ovvero "Politics Among Nations: The Struggle for Power and Peace" di Hans J. Morgenthau, scritto nel lontano 1948, ma ancora uno di quei testi pathbreaking nella sua disciplina: difficilmente Morgenthau lascia un sentimento neutrale tra gli social scientists, pensate al "Principe" del Machiavelli basato sulle vicende del cinico condottiero Cesare Borgia, non ne sentirete mai giudizi sbiaditi.
Personalmente non lo consiglierei come testo di approccio per gli studenti ad inizio corso per il semplice motivo che è un testo pesantissimo nei suoi riferimenti storici e filosofici tanto quanto nei ragionamenti di scienza politica pura e, non essendo questi argomenti disconnessi, non andrebbero trattati distintamente.
Morgenthau è stato uno dei giganti del pensiero internazionale, avendo influenzato e insegnato molte, direttamente o attraverso i suoi testi, delle ultime generazioni di scienziati politici.
"Politics Among Nations" è molto aderente al pensiero della classica e pura Realpolitik, e introduce la questione della struttura e della teoria all'inizio del testo.
Morgenthau, lungo tutto il suo lavoro, si sforza nel lavorare contro l'idea che la politica internazionale in particolare, e la politica più generalmente, possa essere semplicemente derivata da spunti filosofici o astratti, e deve perciò affondare nelle relazioni imperfette e molto umane di volta in volta. Traccia poi sei principi che guidano questo realismo politico:

1. Ci sono leggi oggettive che governano la politica, che discendono nella natura umana.
2. La forza principale che guida la politica internazionale è il conetto di interesse definito in termini di potere.
3. Questo concetto chiave è universalmente valido e oggettivo, ma non ha lo stesso significato fissato una volta e per tutte.
4. Il realismo politico è consapevole del significato morale dell'azione politica.
5. Il realismo politico rifiuta di far equivalere i principi morali di una data nazione o un dato periodo storico con le leggi morali complessive che governano l'universo.
6. Il realismo politico mantiene un distacco e un'integrità di sostanza intellettuale, mentre riconosce altre strutture e le correlazioni della politica con altri campi.


Morgenthau procede attraverso una lunga discussione di questi principi come una puntellatura delle sue teorie, prima di andare al "sodo" della politica internazionale. Include poi un saggio sulla metodologia scientifica e il modo in cui questa può essere applicata alla politica, e le limitazioni di tale metodologia. Morgenthau quindi procede a discutere sulla politica tramite i seguenti capitoli principali:

- Politica Internazionale come una Lotta per il Potere
Questo include uno sguardo al potere politico, l'imperialismo sotto diverse forme, questioni sullo status quo, prestigio, e ideologie politiche. Prendiamo l'imperialismo come esempio: Morgenthau esamina le ragioni per le tendenze imperialistiche (guerra vittoriosa, guerra persa, e debolezza, percepita o reale); i fini ultimi dell'imperialismo (che potrebbe essere impero globale ed egemonia, impero continentale, o meramente una preponderanza locale); e i differenti metodi di imperialismo (militare, economico, culturale).

- Potere Nazionale
In questa sezione, Morgenthau discute questioni militari, politiche, di popolazioni, di sentimento nazionale, di risorse naturali e di qualità di governo per determinare le strutture del potere nazionale, ed esamina i problemi riguardanti il nazionalismo. Discute anche i tipici errori di analisi politica, quelli che fraintendono il carattere assoluto di potere, il carattere permanente del potere, e la fallacia dei singoli fattori isolati(geopolitica, nazionalismo, militarismo, etc.).

- Limitazioni al Potere Nazionale: Equilibrio di Potere
- Limitazioni al Potere Nazionale: Moralità internazionale e Opinone Pubblica Mondiale
- Limitazioni al Potere Nazionale: Diritto Internazionale

Morgenthau continua a discutere in questi capitoli i vari fattori che tengono le nazioni in scacco. La prima sezione affronta questioni di equilibrio di potere, inclusi modelli di competizione e diretta opposizione; differenti metodi di equilibrio di potere; e le incertezze e i caratteri illusori degli equilibri di potere. La sezione seguente discute della forza dei fondamenti filosofici e della moralità come deterrente, come la tensione tra moralità personale e politica, moralità nazionale ed internazionale, e moralismo universale e universalismo nazionalistico. La sezione finale di queste discute gli aspetti legislativi, giuridici e di esecuzione del diritto internazionale, e le limitazioni del diritto internazionale dovuto a questioni di sovranità, come le limitazioni all'applicazione.

- La Politica Internazionale nel Mondo Contemporaneo
Per questo capitolo, dobbiamo affidarci principalmente alla ricostruzione del pensiero di Morgenthau fornita da Kenneth Thompson che ha curato l'edizione del testo, date la necessità di aggiornamenti. Le questioni affrontate precedentemente sono portate in risalto come una struttura per la discussione dell'equilibrio di potere, la scomparsa del colonialismo, i relativi declini delle potenze esistenti, e i problemi sullo sfondo del secolo nel quale la guerra totale è diventato lo standard.

- Il Problema della Pace: Pace attraverso la Limitazione
- Il Problema della Pace: Pace attraverso la Trasformazione
- Il Problema della Pace: Pace attraverso l' Accomodamento

Questi tre capitoli finali esaminano questioni come il disarmo, la sicurezza e le politiche internazionali, risoluzioni giudiziali, alleanze (guardando ai successi e ai fallimenti delle passate alleanze ed organizzazioni), culminanti in una schietta discussione delle Nazioni Unite, sia in termini teorici (la Carta ONU) che di pratica attuale. I problemi di trasformazione includono possibilità di uno statalismo globale, di decentramento amministrativo su scala mondiale, e di sfere interdipendenti di cooperazione e unità. Il capitolo finale si occupa della diplomazia, come una forza tanto reale quanto in declino nella politica contemporanea.

Morgenthau sembra prendere verosimilmente un esempio da Tucidide come dalla Seconda Guerra Mondiale. Questo rende il suo testo piuttosto difficile per il tipico studente all'inizio di un corso undergraduate, che non hanno ad oggi di certo le nozioni storiche per apprezzare al meglio tali riferimenti. Il ragionamento di Morgenthau è acuto ed elegante, e ancora di enorme influenza oggigiorno. Per contestualizzare il seguito del suo pensiero si potrebbero contare esponenti come Kissinger e la Thatcher tra quelli che aderiscono generalmente alle tesi di Morgenthau.

Per niente adatto ai deboli di cuore, ma un testo che sarà prezioso all'audace che volesse esplorare un testo che è davvero formativo di molto del pensiero politico e diplomatico a partire dagli anni Quaranta attraverso gli anni Ottanta, perciò con un impatto sugli eventi e sulle organizzazioni ancora importanti oggi. Al contrario, è vivamente consigliato ai seguaci del cinismo più puro, fornirà loro le fondamenta teoriche e metodologiche che cercano.

2 Comments:

Blogger Libertyfirst said...

Interessante!

11:01 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

per fortuna Lib!:)

10:05 AM

 

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