02 aprile 2007

Telecom e il mercato in Italia

Dopo che Prodi fu pizzicato con le mani in pasta in Telecom tramite l'amico e consigliere Rovati, che prontamente ebbe il buon gusto di dimettersi, le frasi ufficiali che provengono da Palazzo Chigi sono "Non c’è nessuna preclusione a investimenti stranieri in Italia nel settore telecomunicazioni" ha ripetuto ancora pochi giorni fa Prodi durante la sua visita in Brasile, e ancora "E’ un problema che riguarda esclusivamente Telecom e non il governo".
Peccato che le reazioni di diversi ministri del suo esecutivo siano molto meno pacate appena saputo della notizia che investitori stranieri sarebbero interessati all'acquisto della maggioranza delle azioni di Olimpia che controlla Telecom siano di tutt'altro tenore, ed anzi premano il Premier affinchè "il governo si riunisca subito per reagire istituzionalmente" incalza il ministro delle Infrastrutture Di Pietro, e ancora "il governo faccia una verifica immediata" ribatte il ministro Ferrero mentre il ministro delle Comunicazioni Gentiloni e quello dello Sviluppo Bersani si dicono "sconcertati e preoccupatissimi".
Insomma, checcè ne dica il Premier, il Governo italiani è interessato affinchè Telecom non esca dalle mani di, meglio ancora se fedeli, capitali italiani, non a caso le offerte degli investitori stranieri di ieri vengono dopo quelle fatte dai gruppi bancari italiani Mediobanca e Generali, guardacaso entrambi molto vicini a Romano Prodi, peccato che il prezzo per azione garantito a Tronchetti Provera fosse molto più basso di quello garantito oggi dagli americani e dai messicani.
Dopo la privatizzazione di Telecom nel 1999 sotto il Governo D'Alema la storia intricata tra Telecom e i governi di centrosinistra sembra continuare e non possiamo prevedere se il Governo si astenga dall'interferire negli affari di un'azienda privata italiana nonostante pochi mesi fa rimase scottato alla notizia di piani più o meno artigianali per una ri-pubblicizazione della rete Telecom, ma certamente le dichiarazioni di molti ministri non lasciano dubbi circa il fatto che questo esecutivo sia ostile a determinate scelte dell'azienda.
Ci sentiamo solo di rimarcare un semplice ragionamento di Daniele Capezzone sperando che non rimanga lettera morta: "la politica tenga giù le mani da Telecom, lasci fare al mercato. E nessuno tiri fuori un’altra volta la favola dello straniero che arriva, coro che in questo Paese è servito solo a impedire soluzioni di mercato".

Da leggere, sempre sullo stesso argomento, il bel post di Phastidio.

2 Comments:

Blogger Jinzo said...

A proposito di telecom e Bersani:
che ne dici delle tariffe telefoniche che si stanno già alzando in seguito alle liberalizzazioni fasulle?
Ieri sera Bersani è stato punito dalle Iene.

10:45 AM

 
Blogger GeorgeWalker said...

non ho visto le iene,perchè hanno smascherato il dirigismo demagogico del Bersani?
Se han fatto capire che invece di ridurre il fatturato delle aziende per legge agendo sui costi come ha fatto il libberale era molto più liberale abolire la tassa di concessione governativa che guardacaso corrisondeva al costo di ricarica per le prepagate,han fatto un bel lavoro,magari la gente si sveglia e capisce che stanno giocando con i consumatori.
Le aziende è logico che si adattino al regime fiscale esistente,se Bersani gli taglia la capitalizzazione sui costi loro ritoccheranno le tariffe,lo capisce anche un bambino.
ti saluto

11:00 AM

 

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