30 aprile 2007

Un uomo, una squadra. Rino Gattuso

Di Rino "Ringhio" Gattuso tutto si può dire e pensare tranne che non sia uno di quei simboli calcistici e sportivi che travalicano l'appartenenza a un club e hanno un posto riservato nel cuore di tutti gli appassionati di uno sport vissuto con passione ed emozione.
Gattuso riesce a farti ridere dopo una partita passata a soffrire e prendere botte per la squadra con una semplice battuta e ti emoziona quando sul campo sembra interpretare i desideri dei tifosi e dei telespettatori che nella mente si ripetono che "bisogna metterli sotto, morderli e aggredirli" e Gattuso un secondo dopo entra duro in scivolata rubando un pallone impossibile e ridando animo a tutta la squadra e allo stadio che aspettava solo quello.
Insomma, Gattuso è uno di quei giocatori che ti fanno amare il calcio e che non puoi non sostenere, di qualunque squadra tu sia tifoso.
E' per questo che la lettera che ha pubblicato il Corriere scritta proprio da Gattuso nell'antivigilia di quella partita straorinaria che sarà Milan - Manchester United, semifinale di ritorno di Champions League dopo lo straordinario 3-2 dell'Old Trafford, per caricare i tifosi e chiedere il loro massimo sforzo per sostenere e spingere la squadra in un momento chiave della stagione del Milan rappresenta al meglio tutto ciò che Gattuso è e rappresenta per un tifoso di calcio.
Proponiamo la lettera di Gattuso come esempio di calciatore sportivo per eccellenza.

Cuore Milan

«Chiediamo aiuto ai tifosi»

Mercoledì sera il Milan giocherà un'altra sfida decisiva. Da quando indosso la maglia di questo grande club ho giocato tante di quelle partite ad alta tensione che ormai non le ricordo più tutte. Contro il Manchester di Cristiano Ronaldo, di Rooney e di Giggs noi rossoneri cercheremo di tenere alto l'onore del calcio italiano ma anche di rendere ancora più prestigiosa la nostra storia perché quattro semifinali nelle ultime cinque edizioni della Champions League non le ha giocate nessuno. E se riusciremo a rimediare alla sconfitta della scorsa settimana all'Old Trafford, avremo anche la possibilità di giocarci la terza finale. Tenuto conto di tutti i problemi che ci sono capitati addosso in questa annata disgraziata, possiamo ben dire che è quasi un miracolo essere arrivati fin qui. Il Milan è stato costretto a partire dai preliminari della Coppa campioni, a cambiare di colpo la preparazione, a richiamare dalle ferie noi campioni del mondo. Abbiamo pagato per colpe che non riteniamo di avere commesso, secondo me siamo stati vittime di un'ingiustizia. Come se non bastasse abbiamo dovuto fare i conti con tanti infortuni (Nesta, Kaladze, Kaká, Inzaghi, io stesso) ma, nonostante tutto, nessuno è ancora riuscito ad affondarci. Ora abbiamo la possibilità di mettere a segno un'altra impresa ma per eliminare uno squadrone come il Manchester avremo bisogno di qualcosa di speciale: l'aiuto dei nostri tifosi.

Noi ci metteremo orgoglio, passione ed esperienza. Però stavolta il nostro pubblico, che è sempre stato molto appassionato, dovrà superarsi. Voglio un'atmosfera come all'Old Trafford martedì scorso, calda e corretta. Il Manchester era in difficoltà e nella ripresa è stato tutto lo stadio a prenderlo per mano e a trascinarlo alla vittoria. Ecco, anche a nome dei miei compagni, chiedo che San Siro mercoledì ci dia la spinta e ci faccia volare verso la finale di Atene. Dateci una mano, tifosi rossoneri, sosteneteci anche in quei momenti di difficoltà che, contro grandi campioni come quelli di Alex Ferguson, non mancheranno. Vinciamo assieme questo nuovo assalto alla storia, andiamo assieme ad Atene. Se poi, nonostante la nostra voglia di stupire, il Manchester si dimostrerà più forte di noi, accetteremo con sportività il verdetto. In fondo qualcosa d'importante l'abbiamo già vinto. Ricordate infatti quel comunicato con cui l'Uefa, a inizio stagione, disse che avrebbe tenuto d'occhio le nostre partite e i nostri comportamenti? Io, come tutto lo spogliatoio, ci rimasi male. Ora però il più bel riconoscimento ai nostri sforzi e alla nostra correttezza è arrivato proprio dall'Uefa, da Michel Platini in persona. Ha detto che la partita dell'Old Trafford tra noi e il Manchester è stato il più bello spot per il calcio. Ci siamo presi una rivincita morale e a questo punto ci piacerebbe girare un nuovo spot, stavolta a parti invertite: a San Siro e con una nostra vittoria. E se voi, amici tifosi, ci darete la carica per novanta minuti, forse ce la faremo.

Rino Gattuso

30 aprile 2007