07 maggio 2007

E' Sarkozy, ovviamente, nonostante le lacrime di tutti i media internazionali

Ha vinto Nicolàs Sarkozy, come era evidente a tutti gli esseri umani dotati di semplice buonsenso, tranne che ai media internazionali.
Perchè a leggere i giornali europei e a seguire un telegiornale italiano sembrava che in Francia ci dovesse essere un plebiscito per la socialista Royal, perchè è donna, perchè la patatina tira e per altre amenità varie, insomma, solo perchè aveva la casacca de sinistra.
Sarkozy era il cattivone fascistone di turno che sfidava il migliore dei mondi possibili, quello socialista, e pazienza se la stragrande maggioranza dei francesi continuasse a votare per lui, tanto lui rimaneva un brutto sogno da scacciare, perchè bisognava lasciar la strada alla donna col sorriso, non si sa perchè, ma era cosi.
Di Sarkozy personalmente non ho una valutazione particolarmente favorevole.
Innanzitutto, e pecca più grande e irrimediabile, è francese, il che perlopiù mi da molto fastidio, ma soprattutto mi stupisce come è riuscito in campagna elettorale a farsi appoggiare sia dai liberisti di tutte le patrie lisciandogli il pelo parlando per la prima volta in Francia di competizione e merito (sic!), sia dai più beceri statalisti e parassiti dello stato che in quanto clientela fornitrice di voti vanno ovviamente rassicurati e foraggiati con abbondanti lisciate di pelo in salsa anticapitalista: ricorderete la frase comica di Sarko di un mesetto fa, "io voglio moralizzare il capitalismo senza dover essere etichettato come anticapitalista".
Invece te la becchi tutta quell'etichetta mio bel franzose, perchè nonostante la tua avversaria di plastica fosse non solo invotabile per qualunque essere animato dotato di un pur minimo livello cerebrale, e persino per un francese!, ma anche un mostro in termini di proposta politica e di presentazione mediatica, dato che sostanzialmente la donnina in rosso proponeva ai francesi di non cambiare assolutamente nulla col naturale messaggio di tutte le sinistre: "ci pensa lo Stato",
ecco nonostante questo avversario autolobotomizzato, le ombre su Sarkozy restano tutte.
Restano perchè non credo nemmeno per un secondo che il neo presidente promuoverà un'economia di mercato piena, o che la smetterà di proteggere spudoratamente le aziende nazionali col più becero colbertismo, o che avrà il coraggio di fare realmente ciò che ha detto cioè di tagliare lo stato e tagliare le tasse.
Sarko resta un francese di destra, e come tale sarà statalista in salsa nazionalista: perlomeno non avrà il coraggio di ampliare lo stato e di socializzare ancora di più la già ampiamente collettivizzata economia francese, cosa che un candidato qualsiasi socialista avrebbe sicuramente fatto senza vergogna, il che ci fa piacere, ma è il solo punto positivo, per difetto per giunta.
In politica estera non capisco gli entusiasmi dei filoamericani di noantri, quando il neo presidente non ha fatto assolutamente passare il messaggio che sarà il nuovo alleato degli Stati Uniti in Europa, in più non si è capito se le sparate che ha fatto una settimana si e l'altra pure sulla politica internazionale (ndr. Afghanistan e clima del pianeta) fossero un reale parto della sua mente normodotata o solo una risposta al suo avversario pagliaccio che riusci nell'ardua impresa di spararle addirittura più grosse e ridicole.
Per concludere, Sarkozy ha vinto e questo ci fa piacere visto che se avesse vinto la donnina in rosso tutto il mondo avrebbe spernacchiato l'Eliseo, ma sull'ottimismo di tanti anche qua in Italia ci andrei mooolto cauto, perchè la collocazione internazionale della Francia e le sue strategie di lungo termine non sono affatto cambiate, come è ovvio, e perciò aspettarsi virate o stravolgimenti vari vagheggiati dai sognatori e menestrelli idealisti locali è quantomeno utopico e scollato da qualsiasi realtà.
Quello che mi fa sorridere molto il giorno dopo la vittoria di Sarko è il musone di tutti gli intellettualoni e giornalistoni che per mesi avevano tirato una spudorata campagna elettorale a una candidata davvero imbarazzante, solo perchè ovviamente era socialista, il che si sa è prerequisito per entrare nel paradiso dei salotti e dei palazzi italiani.
Mi fa davvero sorridere come fino a ieri leggevi i titoloni su Segolene, nome peraltro alquanto insopportabile da ascoltare abbinato al faccione del donnino, entusiasti di nonsochè e leggere oggi articoloni strappalacrime su come la Francia abbia perso un'occasione d'oro e su come sia arrogante il neo eletto, non una parola è mai stata scritta su ciò che i due francesi avevano millantato durante i mesi scorsi, solo e sempre la solita nauseante italica corsa a chi è più de sinistra.
E come puntulamente accade, la realtà, in questo caso gli elettori francesi, tutti perdono la corsa in modo vergognoso e oggi il silenzio e i musoni dominano giornali e tv.
Ma tranquilli, da domani l'Italia tornerà di sinistra, di nuovo col sorriso dopo l'ennesima sconfitta.
Uscendo dalla polemica strettamente politica c'è una notizia sportiva correlata che riguarda il giocatore francese del Barcellona Thuram e Sarkozy stesso, infatti dopo essere venuto a conoscenza delle ultimei dichiarazioni di Thuram il Presidente del Barcellona, Joan Laporta, avrebbe rilasciato un'esclusiva dichiarazione ai nostri microfoni, cito testualmente: "Thuram, ma và ciapè i rat! Pensa a giugà, pirla!".

Per una disamina più attenta sugli effetti sulla politica estera francese di Sarkozy si invita a leggere il pezzo di Andrea Gilli per Epistemes.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

thanx for the link. :)

andrea

ps: how's life?

2:50 PM

 
Blogger GeorgeWalker said...

figuriamoci Andy,prima ho scritto sto post bischero poi ho letto il tuo post serio,cosi mi son detto,allora ho proprio ragione:)
Io tutto bene,se non fosse che mi son fatto la varicella (terribile!) che non avevo fatto da piccino mannaggia a me!!
Keep up the good job Andy!!

best,
Matt.

3:13 PM

 

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