23 maggio 2007

Un paese alla mercè di sè stesso

Un amico mi ricorda giustamente due diversi modi di come si possano gestire le cose, nello specifico, ci ricorda come agi il Presidente Reagan nel 1981 con lo sciopero nazionale dei controllori di volo accanto a come agi il Presidente Shirac (che con simpatia chiama amichevolmente Shitrac, lol:) nel gestire gli scontri nelle periferie parigine l'anno scorso.

I remember as soon as Reagan was elected there was a national flight controller strike in most of the airports across the USA. The strike was crippling America. Reagan went on national television and said: " Those flight controllers currently on strike who do not return to work tomorrow will have their contracts terminated with immediate effect." The strike ended in 24 hours.

I remember last year, when youths across France were burning cars continuously for a month. Shitrac went on national television and said: "Please, please stop! France is hurt by your actions. Look at me. I'm crying."They ignored him and carried on burning cars, and then he tried to appease them.

Ecco, non so come i due Presidenti avrebbero agito nella situazione di ieri e oggi in Italia, dove sia gli assistenti che i controllori di volo hanno prima annunciato e poi effettivamente realizzato uno sciopero selvaggio che ha lasciato a terra centinaia di aerei e migliaia di viaggiatori.
Una cosa è certa, qualcosa avrebbero fatto o perlomeno detto, in Italia invece sembra proprio che bloccare il paese con scioperi indiscriminati lungo tutto l'anno sia una cosa normalissima, tanto che il governo si limita a esprimere malinconicamente la speranza che vengano rispettate le fasce orarie di sicurezza e poi stop, come se nulla fosse, e questo nonostante la compagnia Alitalia sia ancora controllata dallo stato, che nè quindi responsabile da entrambe le parti!Insomma lo stato pietoso del nostro paese è dimostrato anche dalla totale subalternità del governo e delle istituzioni alle agitazioni di qualsiasi gruppo sindacale o di categoria, sia che rappresenti milioni di persone o che rappresenti solo sè stesso, non importa, basta che si alzi la voce.
Purtroppo le scene desolanti di turisti e passeggeri costretti a bivaccare negli aeroporti della penisola non miglioreranno di certo le condizioni degli scioperanti, ma avranno la sola conseguenza di dare l'ennesima mazzata al turismo italiano condizionato dalla totale inefficenza e inaffidabilità dei servizi basilari, normali in tutti i paesi.Più di una volta sono stato testimone del fatto che diversi turisti stranieri, magari in Italia per la prima volta, rimangono schifati ed estenuati da questi scioperi selvaggi di cui nessuno poi capisce le vere ragioni, visto che ormai hanno una cadenza quasi regolare e una frequenza impressionante lungo tutto l'hanno, e sconsolati ti dicono che "questa è l'ultima volta che veniamo in Italia".
Infine spiace poi vedere come oltre ai disagi si aggiungano le ripercussioni pesanti nei confronti di chi, ad esempio, deve spostarsi per andare ad assistere ad un evento già pagato, come i tifosi del Milan per la finale di Atene, i quali rischiano di perdere in un sol colpo i soldi del viaggio, del soggiorno e del biglietto dello stadio (tutti e tre non certo economici) oltre che al piacere di assistere e sostenere la propria squadra del cuore; insomma, un caso particolare di sciopero che non brucia solo montagne di soldi, si calcola diverse decine di milioni di euro in sola mezza giornata, ma anche i sogni delle persone: noi italiani, si sa, non ci lasciamo sfuggire mai niente.
E per concludere (no, non me ne sono affatto dimenticato, come farei!), visto che prima della seminale di Champions League contro il Manchester il sottoscritto ha portato parecchio bene, un grande e sincero forza Milan per stasera!