
Non so quanta attenzione abbiano prestato i cittadini di TocqueVille alla campagna elettorale britannica e in particolare alle proposte politiche del nuovo leader dei Conservatori, nonchè in testa ai sondaggi tra i sudditi di Sua Maestà, David Cameron, ma certamente, come in altre occasioni, mi è capitato di imbattermi in entusiastiche apologie del giovane leader del centrodestra britannico da parte di diversi bloggers della città dei liberi. Il punto è che dei molti
endorsements sui Conservatori in generale e su Cameron in particolare, la maggior parte lo presenta come la ventata d'aria fresca liberale dopo la secolare dinastia labourista di Tony Blair: peccato che chi presenta in questo modo il giovane rampollo del partito d'opposizione abbia una evidente scarsa conoscenza di ciò che propone.
Proprio in questi giorni infatti, forte dei sondaggi che lo danno come Premier preferito dai britannici ad oggi,
David Cameron si è esercitato nel proporre nuove tasse sull'ambiente, nonchè delle fantomatiche proposte sulla restrizione fiscale e materiale alle emissioni e ai voli aerei in Gran Bretagna, responsabili a suo avviso del peggioramento del "riscaldamento globale" tanto di moda oggi.
Inoltre, non appagato, ha rimarcato la necessità di "dire ai cittadini la verità, e cioè dire le cose scomode", qualunque cosa questo significhi nella sua mente, e di conseguenza ha subito gelato le platee inglesi garantendo che a diminuire le tasse non ci proverà nemmeno per ischerzo, per non parlare della ormai lunga e imbarazzante campagna mediatica contro Blair accusato di privatizzare selvaggiamente il sistema sanitario nazionale, reo di non tener conto dei temi sociali di cui lui si fa orgoglioso paladino.
Ecco, per farla breve e comprensibile, Cameron sta molto chiaramente rincorrendo i labouristi da sinistra, altro che ventata d'aria liberale dopo Blair. Non è un caso se i maggiori quotidiani britannici più o meno di sinistra da mesi scrivano fiumi di inchiostro per spiegare come Cameron sia andato da destra a sinistra: un po' come stanno pateticamente facendo i principali e futuri leaders Repubblicani e Democratici oltreoceano da tempo, nel momento in cui l'era George Bush si appresta a tramontare.
Alla luce di questo, mi sorge un dubbio, perchè si continua ad esaltare questi personaggi che di liberale hanno poco o nulla?
Se volessi essere provocatorio potrei dire che forse è perchè tanto liberali gli elettori di centrodestra e molti bloggers poi non sono. Invece mi sforzo di dire che forse è perchè da tempo in Italia si guarda alla realtà politica più in termini di vantaggio tra destra e sinistra che di reali contenuti, al limite del ridicolo però, perchè si corre il rischio di diventare elettori militarizzati come la sinistra italiana ci ha magistralmente insegnato: nessun nemico a sinistra pur di vincere ad ogni costo, a scapito ovviamente di ogni possibilità di governare in modo decente nel ventunesimo secolo; ecco, sembra che in questo clima da stadio, anche nel centrodestra si sia sedimentata l'abitudine di guardare solo ai contenitori e alla vittoria della propria casacca e a dimenticarsi delle proposte politiche, arrivando a sostenere entusiasticamente coalizioni solo per l'etichetta che portano, copiando e ribaltando lo slogan, nessun nemico a destra.
Non penso davvero che questo tipo di logiche possano aiutare in qualche modo il cambiamento in senso liberale che tanti auspicano, anche all'interno di TocqueVille.
Se allora posso dare un consiglio ai liberali che in Italia si identificano più o meno convintamente nel centrodestra è quello di non guardare con le lenti deformate della politica domestica gli scontri politici all'estero. Guardare i contenuti è estremamente più importante, soprattutto in un periodo in cui tutti si dicono liberali e quindi nessuno realmente lo è; se poi pensiamo all'Italia la domanda diventa chi sa che cosa sia davvero un liberale, dove sappiamo esistere una coalizione che in 5 anni di governo è stata capace di privatizzare l'Ente Nazionale Tabacchi poi stop, e quella opposta che dopo soli 10 mesi al governo è riuscita ad aumentare le tasse tra slogan comunisti e contemporaneamente a prendersi il merito della flebile ripresa economica in atto.
Ebbene, se questo tipo di dibattito in Italia fa si che molti liberali, o sedicenti tali, si schierino in maggioranza, anche se è tutto da dimostrare, in partiti di centrodestra, non significa che si debba tifare stupidamente per tutto ciò che all'estero è di centrodestra.
La speranza è che i bloggers di centrodestra che si dicono liberali abbiano solo preso un grosso abbaglio con Cameron nella foga della passione politica giovanile, perchè se fossero realmente a conoscenza di ciò che propone sarebbe piuttosto inquietante e preoccupante anche alla luce della piega che il centrodestra italiano e la sua base elettorale, anche più giovane, sta prendendo dopo la sconfitta elettorale.
Perchè se i Conservatori britannici propongono più tasse e più stato in opposizione ai labouristi i liberali autentici non si dovrebbero schierare acriticamente con Cameron solo perchè gli altri hanno la cravatta rossa, visto che a noi in Italia il rosso non garba.
Se i Conservatori propongono certe nefandezze stataliste chi scrive si tiene felice felice qualche altro anno di dinastia Blairiana, che perlomeno certe sciocchezze demagogiche sull'ambiente e sulle tasse ce le risparmia, poi per carità, se i sudditi di Sua Maestà sceglieranno i nuovi Tories in versione socialista, amen, ma almeno non spacciate Cameron come il nuovo giovane leader della destra liberale, perchè di sciocchezze ne sentiamo già abbastanza dentro i nostri confini.
Una sola grande domanda sorge assistendo allo stato pietoso dei Conservatori britannici del ventunesimo secolo: dove è finita Margaret Thatcher?