29 giugno 2007

Patetici idioti

Che questo fosse il paese del libro cuore, dei preti e dei comunisti, del volemosebbene e del tengofamiglia lo sappiamo da sempre, ma sono rimasto colpito e stupito quando ho letto che dopo la morte violenta di Chris Benoit, Italia1 ha deciso di cancellare il wrestling dalla sua rete.
Stupito perchè pensavo che in quella tv il cervello funzionasse, viste le polemiche italiche paternalistiche e moraliste che già in passato avevano investito questo sport superate con buon senso.
Invece mi hanno davvero deluso, perchè dichiarare che "nel rispetto del pubblico dei più piccoli che non può correre il rischio di confondere la realtà con la fantasia, perchè finché si trattava di botte tra personaggi al confine tra i supereroi dei fumetti e i protagonisti dei cartoni animati, tutto funzionava nei giusti canoni dello spettacolo e del divertimento. Quando poi la cronaca nera più efferata contamina la nostra proposta, allora Italia Uno non ci sta più", mi sembra davvero al limite del ridicolo e del patetico.
Oltre alle implicazioni orribili circa la libertà di scelta del telespettatore che in Italia viene costantemente calpestata, visto che nessuno è ancora riuscito a confutare il fatto che ogni essere umano è libero di non accendere la tv, il fatto ecclatante e che rende perplessi è il fatto che seguendo la stessa logica perversa del direttore di Italia1, anche altre trasmissioni non dovrebbero essere più trasmesse e alla lunga lo schero rimarrebbe del tutto nero, senza rispetti violati, ma senza nient'altro da vedere.
Vogliamo farci due risate sopra? E facciamocele. Allora, perchè mandano ancora in onda la Santa Messa (che Dio ci protegga:) quando si è venuto a conoscenza di fatti di pedofilia e cronaca nera, anzi nerissima, tra le fila del clero romano con la copertura financo del Vaticano?
Questo è un quesito che ci poniamo dopo che Mediaset sembra avere fatto lo stesso ragionamento, ma avendo solo cancellato il tanto bistrattato wrestling lasciando invece in onda la tanto amata trasmissione religiosa.
A seguire il ridicolo e paternalistico trattamento di Italia1 anche questo dovrebbe avvenire, e di questo passo dopo qualche giorno la tv sarebbe svuotata di tutti i programmi, perchè, ascoltate bene cittadini, non sia mai che potrebbe essere offesa la vostra sensibilità!
Mediaset ci hai deluso, pensavamo foste un'azienda un po' meno immischiata in costumi medioevali e statalisti, sul mercato più o meno a tutti gli effetti, invece vi meritate l'Ignobel per l'ipocrisia e l'oscurantismo, oltre che una marea di pernacchie da tutti i telespettatori che si incazzano quando sentono che c'è sempre qualche signorotto o politico moralista che decide cosa e se guardare qualcosa.
Patetici, fortuna che ci sono ancora quei cattivoni di Sky.

27 giugno 2007

Lutto WWE: ci ha lasciati Chris Benoit

Chris Benoit, uno dei lottatori più amati e più esperti dell'universo WWE è morto in circostanze tragiche nella sua abitazione di Fayetteville, Georgia, dove viveva da qualche tempo insieme alla moglie e al figlio più piccolo, Daniel, di soli sette anni.
Le circostanze della morte sono purtroppo drammatiche e danno spazio a pochi dubbi: stando alle prime ricostruzioni da parte di Tommy Pope, lo sceriffo della contea di Fayette, uno dei primi a presentarsi sul luogo del delitto, si tratta di un caso di duplice omicidio e suicidio.
Benoit avrebbe prima ucciso moglie e figlio, e poi qualche ora più tardi, si sarebbe tolto la vita. Il coroner ha ordinato l'autopsia sui corpi delle tre vittime del dramma famigliare ma qualcosa di più sicuro si saprà soltanto nel corso del prossimi giorni.
Benoit, che sarebbe dovuto comparire sabato, a in un house show di Raw, e domenica, nella pay per view "Vengeance, Nights of the Champions" per puntare al titolo mondiale Ecw in un fatal four way match, già da sabato aveva chiamato i dirigenti della WWE per avvertire di un'emergenza a casa, e che sarebbe rientrato solo a situazione risolta. Stando alle sue dichiarazioni suo figlio stava poco bene.
Qualche ora dopo Benoit avrebbe chiamato alcuni amici e in particolare Richard Hering, uno dei responsabili dello staff di pubbliche relazioni della WWE. Proprio Hering avrebbe chiesto alla polizia di Fayette, lunedì mattina, di sincerarsi delle condizioni di Benoit.
L'ingresso nella villa del wrestler è stato problematico: Benoit, grande appassionato di cani, aveva lasciato in libertà i suoi rottweiler nel giardino che circonda la villa. Dopo un paio d'ore di tentativi la polizia è entrata e tutta l'area è stata cintata come "crime scene".
Non appena appreso quanto era accaduto, Vince McMahon in persona, cancellando di fatto anche la bizzarra vicenda della sua presunta morte, ha invitato il pubblico presente all'edizione di Monday Night Raw a tornarsene a casa: niente live. Solo uno show privato, a porte chiuse, di commemorazione con i wrestler in lacrime. Benoit, che nel backstage veniva affettuosamente definito "the Senator", il senatore, era molto amato e considerato tra i suoi colleghi.
Come appassionato di wrestling sono, credo come tutti voi appassionati, sconvolto da questa vicenda.
Avevo intervistato Benoit non molto tempo fa e avevo avuto con lui uno scambio i e-mail non più di dieci giorni fa. L'intervista l'avete vista su queste stesse pagine on-line fino a domenica. Sicuramente c'è qualcosa da dire, e sicuramente c'è qualcosa che posso scrivere. Ma ora ho solo voglia di starmene qui, tranquillo, a guardare le sue foto e i suoi video e preparare una trasmissione dedicata a lui, se mi riesce.
Vi prego di perdonarmi ma non sempre le parole vengono quando dovrebbero.

Stefano Benzi

22 giugno 2007

Silvio, lascia il tuo posto a questo qui

Comunque la si pensi su Montezemolo credo che le sue parole di accusa contro la politica, il sindacato e le tasse non possano che far piacere a noi liberisti italiani.
Nonostante anche le recenti parole siano destinate a rimanere soltanto parole, come ogni cosa in Italia d'altra parte, credo che l'immagine di antipolitico liberale che il buon Montezemolo si è voluto dare possa costituire una buona opzione per il tanto auspicato cambio di leadership in Forza Italia, dove un Berlusconi ormai stanco, scafato e forse stufo dei palazzi non riesce più a programmare un lungo futuro, politico s'intende, davanti a sè.
Personalmente non mi eccito più di tanto alle parole di politici e politicanti italiani, visto che da liberista preferirei di gran lunga essere lasciato in pace dalla politica e dallo stato in senso lato, ma quando un italiano importante come Montezemolo spende parole cosi dure contro la politica e i politici, governo e opposizione, per i sindacati che rappresentano solo i privilegi e i fannulloni e contro le tasse che in Italia sono ad un livello insopportabile, c'è da sperare che prima o poi dalle parole si possa sperare di passare ai fatti.
Riproponiamo le ultime dichiarazioni di Montezemolo dal Corriere:

Un attacco durissimo e su più fronti: il sindacato in primo luogo, ma anche governo e opposizione. Il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, davanti agli industriali di Reggio Emilia, non ha risparmiato accuse. Ma certamente la frase che farà più discutere è quella sul sindacato, proprio nel giorno del gelo fra il ministro dell'Economia e i sindacati sull'uso del tesoretto e le pensioni. «Le nostre proposte sono più popolari fra i lavoratori che nel sindacato» che ci sembra rischi di «diventare espressione della pubblica amministrazione, dei pensionati e anche di qualche fannullone».

GOVERNO - Ma il numero uno di Confindustria è duro anche con il governo: «C'è una classe di governo che ha come mestiere creare problemi agli imprenditori». Governo che Montezemolo vede incapace di affrontare i temi della sicurezza: «Non ci sono piaciuti i tempi e i modi in cui si è affrontata la sostituzione dei vertici delle forze dell'ordine» aggiunge il presidente della Fiat, commentando l'avvicendamento ai vertici della Guardia di Finanza e le modalità di decisione di sostituzione del capo della polizia Gianni De Gennaro. «Se la ripresa c'è stata questa dipende fondamentalmente, se non esclusivamente dalle imprese, eppure il paese fa fatica a fare il tifo per le imprese. C'è un'inaccettabile cultura anti industriale» ha aggiunto ancora Montezemolo.

OPPOSIZIONE - A Montezemolo non piace nemmo questa opposizione, in particolare chi ha attegiamenti propagandistici, con un riferimento esplicito alla Lega: «In Italia serve un'opposizione che faccia meno propaganda e abbia un progetto politico. A noi non piace vedere show come quelli delle forze politiche (la Lega nord a Montecitorio ndr) che invadono i banchi del Governo. Quando il centrodestra era al governo - ha aggiunto il presidente di Confindustria - abbiamo sentito tante volte parlare i suoi esponenti del taglio dell'Irap. Non abbiamo visto un euro di Irap tolta. È necessario tagliare la propaganda e avere un progetto politico».

TASSE - Poi Montezemolo è tornato anche sul tema dell'imposizione fiscale: «Le tasse diminuiscono a tre condizioni, la prima è che le paghino tutti, perchè chi non le paga fa concorrenza sleale. La seconda è non pensare a recuperare l'evasione facendo accertamenti solo a quelli che le pagano. La terza, infine, è non fare una politica economica solo con le entrate senza tagliare mai la spesa pubblica. In Italia ci sono 18.000 membri di cda di società pubbliche. Tagliando la loro spesa si potrebbe reperire denaro per investimenti».

PENSIONI - Il presidente di Confindustria tocca successivamente anche il tema della previdenza: «Per quanto riguarda le pensioni, noi diciamo con chiarezza due cose. La prima è che la riforma Dini e la riforma Maroni consentono di raggiungere obiettivi di stabilitá finanziaria del sistema che non possono essere messi in discussione». «La seconda - conclude Montezemolo - è che bisogna guardare a cosa accade negli altri paesi europei: non possiamo essere il paese con la vita media più alta e quello dove si va in pensione prima di tutti gli altri. C'è il rischio che, tra poco più di venti anni, ogni lavoratore debba mantenere un pensionato. non è così che possiamo costruire il nostro futuro».

CONSIGLI PER GLI AQUISTI: Da non perdere assolutamente per noi selvaggi liberisti il libro di Oscar Giannino "Contro le tasse".

15 giugno 2007

L'estenuante odissea del Dal Molin

Non c'è pace per la realizzazione del progetto per la nuova base militare statunitense di Vicenza. Infatti ieri una nota dell'ambasciatore americano a Roma, Ronald Spogli, ha fatto sapere che "Gli Stati Uniti hanno ricevuto dall'attuale governo italiano il nulla osta scritto che autorizza il progetto per il Dal Molin, ora inizia la parte attuativa." Questa ultima notizia ha scatenato un nuovo putiferio all'interno dell'ala sinistra della maggioranza di governo e ha suriscaldato gli animi del movimento contro l'ampliamento della base che da mesi e mesi continua a minacciare azioni violente appena fuori dalla base, movimento sostenuto ovviamente da tutte le sigle politiche comuniste, verdi, noglobal eccetera eccetera.
La cosa assurda è che dopo la decisione del governo del marzo scorso sembrava definitivamente chiusa la questione, ma invece alla notizia che partirà effetivamente l'attuazione della base, i contrari continuano a battagliare e a opporsi, inoltre diversi membri al governo continuano a essere contrare e a mostrare sdegno per la decisione presa dal loro stesso governo, siamo all'assurdo come al solito.
Stupendo è il fatto che le polemiche più segnatamente politiche all'interno della maggioranza di centrosinistra vengano fuori ancora dopo che Prodi in prima persona ha confermato per due volte e per iscritto all'ambasciatore Spogli il via libera alla fase attuativa, oltre che a dare la conferma in prima persona direttamente al Presidente Bush.
Insomma, va bene che in Italia (vedi TAV, inceneritori, discariche, inceneritori, etc..) non bisogna mai dare nulla per fatto e per scontato fino a un secondo prima che accada, ma ci sembra davvero che stavolta abbiamo toccato un nuovo record del ridicolo, perchè a questo punto non capiamo più su cosa diavolo si fondi l'alleanza di governo tra il centrosinistra, visto che all'interno del governo tutti dicono si a Prodi mentre fuori sulla stampa e in tv diversi esponenti al governo si sbugiardano e dicono che non sono favorevoli e che continueranno a protestare, a protestare contro sè stessi quindi, visto che sono sia quelli che prendono effettivamente le decisioni sia quelli che le contestano e le combattono.
Ridicolo e patetico, speriamo solo che finisca tutto senza tragedie viste le premesse non molto rassicuranti da mesi fino all'altra notte, dove pochi imbecilli violenti si sentono autorizzati a commettere crimini e disastri protetti più o meno di nascosto da esponenti politici.
Intanto il Generale in carica alla base Ederle, Frank Helmick, ha reso noto il punto di vista americano e le reali funzioni del futuro Dal Molin dalle pagine online della rivista delle forze armate americane "Stars and Stripes", per chi volesse tenersi aggiornato sulle impressioni e le notizie direttamente dalla parte dei militari americani è una facile fonte di informazione.

13 giugno 2007

Credibilità quella sconosciuta

"E' evidente che tutto questo mi lascia perplesso, e uso una parola tenue. In passato ne ho usate di forti per esprimermi su questa follia tutta italiana".
Queste sono le parole di Amato sulle ultime scandalose scoperte dopo essere venuti a conoscenza delle intercettazioni tra politici dei DS e banchieri nella calda estate delle scalate bancarie.
Che questo sia tutto quello che il Ministro dell'Interno abbia da dire sull'argomento ci lascia sgomenti come se non avesse detto nulla, per un semplice motivo, cioè che guardacaso Amato è proprio un membro al governo dei DS, il che fa vertiginosamente scendere la credibilità delle sue parole verso lo zero assoluto.
Ma oltre ad essere non credibile, Amato dimostra anche di essere non molto affine alla trasparenza del potere politico nell'economia del paese, ma per carità, questo è un vizio di cui soffre tutta la classe politica italiana, e da sempre per giunta.
Se intercettazioni del genere fossero venute a galla nel periodo di Tangentopoli probabilmente a uscirne vivi politicamente sarebbero stati solo i valletti del Parlamento.
Circa il contenuto agghiacciante delle telefonate tra alcuni dei massimi esponenti dei DS e i banchieri molti hanno già detto tutto, penso sia pazzesco che gli assetti economico-finanziari del paese passino attraverso le losche strade della combine politica attraverso manovre corrotte il tutto sotto il silenzio e tenendo il paese all'oscuro di ciò che accade.
Ricordo sempre quanto i politici italiani critichino sempre il vituperato sistema economico americano delle lobbies e il conseguente sistema di pressioni sulla politica: ebbene, negli Stati Uniti tutti gli americani sanno chi finanzia e sostiene tra economia e politica, tutto è trasparente, può piacere o meno, ma tutti ne sono a conoscenza e la corruzione è scampata.
In Italia invece apprendiamo che le pressioni e i rapporti stretti tra politica ed economia ci sono eccome, ma anzichè saperne tutto per filo e per segno come oltroceano, qui nessuno sa nulla salvo poi scoprire gli altarini tramite stralci di telefonate intercettate dei politici interessati.
Questa si chiama mancanza totale di credibilità, si criticano gli altri per vizi inesistenti mentre in segreto si compioni gli atti di più bassa e vile corruzione.
E quello che è più agghiacciante e che fotografa meglio lo stato della corruzione e dell'allergia alla trasparenza del mondo politico italiano è il fatto che subito dopo queste intercettazioni c'è un sostegno da destra a sinistra al ddl Mastella che vuole limitare per legge il diritto di stampa allo scopo di garantire ai politici di continuare le loro attività corrotte in un comodo segreto garantito per legge.
E tutto questo avviene senza che nessuno, o quasi, dica nulla, è tutto normale, tutto all'italiana, anzi ci vengono a prendere pure in giro dei ministri in televisione che questa è la democrazia, che il pubblico è bene che non sappia le porcate che preparano gli amati politici italiani, che ci vuole una legge che impedisca la fuga di intercettazioni, ma se queste riguardano una valletta chissenefrega, solo i politici devono essere "protetti".
In tutti i paesi moderni e occidentali i politici e gli uomini pubblici non possono e non devono avere segreti e la loro vita privata è di dominio pubblico proprio a garanzia che i loro poteri non siano abusati all'oscuro di chi li vota, il popolo, e siccome i privilegi di cui godono sono enormi (in Italia poi sono stratosferici) il fatto di non avere privacy è ampiamente ripagato dai benefici, infine è lapalissiano che se non si commettono atti di cui vergognarsi non si deve avere paura che gli altri ne vengano a conoscenza.
Ma in italia come sempre tutto è portato all'assurdo, siamo al ribaltamento di ogni stato di diritto: dove la stampa dovrebbe essere il cane da guardia del potere politico, in Italia il Parlamento vota unanime a limitarne il diritto all'azione, e ci sono anche dei giornali a cui evidentemente sta bene cosi!
Succede anche questo, e ci permettiamo anche di giudicare gli altri paesi!!!
Ma la cosa più stupefacente è che l'unico che obbietta qualcosa a questo schifoso comportamento mafioso e corrotto sia Antonio Di Pietro, si proprio lui!, che riesce a dire la cosa più ovvia e civile (e anche liberale, diciamolo) in mezzo agli inciuci tra i poli che fremono per votare una legge che protegga tutti quanti in modo da poter continuare senza essere disturbati da magistrati e giornalisti a contrattare il futuro politico ed economico del paese scambiando favori e ottenendo altrettanti favori.
Chiudiamo con le parole che sente di dire chi scrive di fronte a questa ennesima ed avvilente tragedia democratica italiana, e lo facciamo riportando pari pari le parole del Ministro Di Pietro:
"Ancora una volta la soluzione che si profila è all’italiana: maggioranza e opposizione, ogni volta che si tratta di giustizia, di politica giudiziaria, insomma di far capire le cose che non vanno nel nostro paese, si dice "la soluzione è fare in modo che non se ne parli", e quindi i giornalisti non possano pubblicare il fatto.
Il vero problema non è pubblicare o non pubblicare intercettazioni, ma commettere o non commettere fatti di commistione fra politica ed affari. Quindi noi di Idv voteremo contro qualsiasi provvedimento che impedirà ai giornalisti di esercitare il loro lavoro di informazione".

09 giugno 2007

Paris, ti ospito io!!!

In un sabato povero di eventi, perchè non venitemi a dire che le folle oceaniche di rimbambiti antitutto a Roma suscitano in voi qualche interesse fuorchè quello di sbadigliare o vomitare, voglio esprimere tutto il mio ideale conforto a Paris Hilton che si trova nuovamente in carcere dopo aver rifiutato gli arresti domiciliari e il carcere a pagamento.
Direte voi, ma perchè diavolo ha scelto di andare in carcere se poteva tranquillamente starsene un mesetto in quella reggia di casa che ha?
Questa domanda ce la siamo fatta un po tutti dopo aver visto che Paris si è rotta le palle dopo due giorni di cella.
La bella Paris aveva esordito dicendo di volersi assumere le proprie responsabilità, ovvero aver guidato senza patente in stato di ebbrezza, e di pagare il conto con la giustizia come tutti.
Poi sappiamo come è andata: lei esce, il giudice le ingiunge di tornare subito in carcere sollecitato dal procuratore e dai media sull'onda dell'incazzatura dei cittadini, e cosi la bella Hilton se ne torna in lacrime in cella, ahilei.
Ora io dico, stupenda Paris, ti asciugherei volentieri le lacrime e ti consolerei con gran piacere per il resto della pena che ti resta da scontare, ma la prossima volta fai come tutti i cristiani che si fanno i domiciliari quando possono, magari ti fai pure un reality, chessò, la prigionia dorata di Paris con la diretta delle tue faccende casalinghe.
E comunque Paris, se proprio non sai decidere dove scontare la pena, per la prossima volta io mi prenoto a ospitarti, con moooolto piacere!!!

PS: Non c'entra una fava, ma questo è grandioso!

05 giugno 2007

V come Vergogna

Fare lunghe analisi della bufera che si sta scatenando attorno allo scandalo degli abusi del viceministro Visco in questo momento mi sembra inutile, perciò mi limito a fare una breve riflessione sullo stato di corruzione materiale e morale di questo nostro disgraziato paese.
Sentendo e leggendo le incredibili dichiarazioni di questi giorni di tutto il mondo politico una sola cosa mi sono chiesto prima di tutto della questione Visco: ma perchè non si è ancora dimesso?
Perchè mi sembra davvero surreale il fatto che sia praticamente accertato l'abuso d'ufficio commesso, e nonostante questo Visco non senta la necessità, prima di tutto per il bene dell'istituzione che sta servendo, di rassegnare immediate dimissioni e di chiedere scusa al paese.
Inoltre trovo ancora più assurdo che siano in tantissimi a difenderlo a spada tratta, e cosa ancora più vergognosa il fatto che uno dei più importanti quotidiani italiani (evito le citazioni e i riferimenti per lo schifo) si sbilanci in patetici tentativi di ribaltare la situazione facendo apparire il Governo come vittima invece che come principale incriminato, oltretutto aleggiando ridicoli complotti massonici ai danni dei poveri governanti indifesi del centrosinistra: insomma, niente meno che una farsa tragicomica racchiusa in un balletto tra docili chirichetti pro o contro il governo che fanno la corsa a chi è più schiavo del padrone.
Tutto ciò è avvilente per il mestiere il giornalismo oltre che ad essere avvilente per l'essenza di ogni ordine democratico in cui la stampa dovrebbe essere il cane da guardia del potere politico.
Per esprimere la mia profonda vergogna di essere cittadino di un paese in cui accadono certe nefandezze, a prescindere dalla parte politica che se ne macchia evidentemente, mi limito a fare presente come in altri paesi, come la Svezia pochi mesi fa, è bastato che si scoprisse che un ministro non aveva pagato il canone per la TV di stato (!!!) perchè questi rassegnasse immediatamente le dimissioni e si scusasse pubblicamente per il danno recato alla credibilità delle istituzioni.
In Italia evidentemente la coscienza privata e pubblica è cosi profondamente corrotta ed irresponsabile che probabilmente nemmeno se il Presidente della Repubblica fosse sospettato di alto tradimento egli avrebbe il buon gusto di dimettersi.
Non so come andrà a finiri tutta la questione, perchè in questo paese non si sa come mai, ma tutto finisce sempre in un modo o ridicolo o allucinante, ma per il momento penso di esprimere il sentimento di molti quando dico che mi vergogno di appartenere in un paese dove accadono certe cose.
COME ROSICANO A REPUBBLICA...DA CREPARE DAL RIDERE!!!

04 giugno 2007

Benvenuto Claudio!

We did it, at last. Claudio Ranieri è ufficialmente il nuovo allenatore della Juventus, con un contratto triennale. E' proprio il caso di dirlo, alla fine la Juve c'è l'ha fatta a delineare ed illustrare il proprio futuro dopo le dimissioni shock di Deschamps.
Sono stati giorni strani e confusi, e soprattutto inediti a noi tifosi della Juve, abituati a sapere le novità all'ultimo da una società che fino alla scorsa rovente ed infausta estate si era sempre mostrata rigida e impenetrabile alle orecchie e agli occhi dei media e dei tifosi.
La nuova dirigenza ha invece lasciato trapelare tutto quanto: trattative, litigi, rifiuti, pareri, in un uragano di dichiarazioni, smentite, rumors e indiscrezioni.
Ecco, queste sono lezioni che spero vengano imparate, basta parole al vento, è sufficente prendere delle decisioni ed andare in pubblico solo una volta che queste siano definitive, soprattutto perchè la Juventus non è solo una squadra di calcio, ma anche una società quotata in borsa, con tutto quello che questo comporta in termini di responsabilità aziendale.
La scelta di Claudio Ranieri è soddisfacente a mio parere per due principali e semplici motivi.
Il primo è che una scelta legata al passato della squadra sarebbe stata un'ammissione di sconfitta per la nuova dirigenza, che ha messo la faccia sul rinnovamento di immagine dopo i disastri della ormai decaduta Triade.
Secondo, perchè Ranieri sembra essere l'uomo giusto al posto giusto al momento giusto, perchè ha dimostrato di saper aggiustare le squadre in corsa anche nelle situazioni più difficili, perchè ha già esperienza internazionale unita alla capacità di reggere le pressioni che allenare un grande club comporta e infine perchè ha l'immagine e il carisma perfetto per la storia e lo stile della Juventus.
Sono a conoscenza che molti juventini nostalgici del passato e della Triade avrebbero preferito un ritorno al passato, meglio se con il buon Lippi, ma io non sono tra questi ed anzi sono dell'idea che fosse necessario dare un taglio netto e definitivo con tutti i passati recenti, a tutti i livelli di gestione, e per questo faccio i complimenti per la scelta alla nuova dirigenza.
Per questo do il benvenuto a Claudio Ranieri, sicuro della sua competenza e professionalità, augurandogli tutto il successo possibile alla guida della squadra che amo fin da bambino.
Buon lavoro Claudio! Forza Juve!

01 giugno 2007

Thou shalt not commit adultery


Dopo tutto il battage mediatico che la galassia cattolica italiana aveva scatenato alla notizia che il programma di approfondimento "Annozero" avrebbe dedicato una puntanta al tema dei preti pedofili nella Chiesa Cattolica trasmettendo anche il tanto criticato documentario della BBC "Sex crimes and the Vatican", per fortuna la trasmissione ha potuto finalmente essere trasmessa ed è stata data la possibilità ai telespettatori di farsi un'idea da sè.
La serata è stata a mio modesto parere molto ben gestita, unici nei sono stati l'orario di messa in onda del documentario che avrebbe potuto benissimo essere messo in apertura per sensibilizzare il numero maggiore di persone, senza premesse ed introduzioni paternalistiche ed odiose al solo scopo di disinnescare la straordinaria carica del documento in questione.
Al posto di Santoro, a cui però faccio davvero i miei complimenti, avrei avuto un po' più di coraggio e avrei iniziato direttamente col pezzo, in modo molto scenico ed emotivo, ad esempio senza alcuna introduzione e sigla, brutalmente con uno sfondo nero poi con la scritta "non commetterai atti impuri" quindi sfumando sul documentario, ma siamo in Italia, e quando si tratta di certi temi si sa, il regime stringe la vite.
Un altro appunto da fare è la fin troppa presenza del cosiddetto "contradditorio", perchè da difendere c'era ben poco, viste le sconvolgenti testimonianze dirette che venivano proposte, a cui rispondere con cavilli giuridici di diritto romano è stato davvero avvilente e penoso assistere.
L'aver ospitato in studio l'autore del documentario è stato molto apprezzabile visto che egli stesso è stato una vittima degli abusi, e il fatto che gli sia stata data la possibilità di confrontarsi direttamente con un alto prelato vaticano è stato corretto alla luce del fatto che molte volte ha tentato invano di comunicare con la Santa Sede.
Conoscevo già il contenuto di massima del documentario avendolo visto a spezzoni su YouTube qualche mese fa, ma l'avevo già scordato, cosi sono stato nuovamente scioccato dagli orribili crimini raccontati dalle vittime, ma ciò che ancora più è orribile è sapere come pochissimi dei preti responsabili di quei crimini stiano effettivamente scontando il carcere, mentre moltissimi sono tuttora a piede libero e nella maggior parte dei casi protetti dalla Chiesa e dalle comunità locali che barbaramente e mafiosamente si chiudono a riccio proteggento gli abominii a cui abbiamo assistito.
Devo candidamente ammettere di essermi commosso non poco e di aver provato una forte rabbia nell'ascoltare la testimonianza diretta della ragazza in studio che ha raccontato lucidamente i crimini perpetrati nei suoi confronti in tenerissima età nella sua parrocchia da un prete che definire animale è fare grande offesa alla suddetta onorabile categoria, il quale apprendiamo essere mentre scrivo libero.
Sulla replica di Mons. Fisichella stendo un velo pietoso visto che l'unica cosa umana e civile da fare sarebbe stata dichiarare che da ora in poi la Chiesa avrebbe condiviso tutte le informazioni e avrebbe lasciato lavorare la giustizia senza interferenze e purtroppo nulla di ciò è stato detto, faccio invece i complimenti a Santoro che è riuscito, isolatamente ahimè, a far emergere il senso di schifo e rabbia di fronte a questi crimini spesso taciuti e impuniti con la compartecipazione della Chiesa, alzare un po' più la voce era necessario, perchè in questo paese le vittime sembrano essere sempre zittite mentre i carnefici portati sempre a martiri.
In ultima analisi direi che è un bene che sia andato in onda un documento su cui da eccepire c'è pochissimo, praticamente nulla, c'è solo la vergogna di sapere che evidentemente al mondo ci sono persone più uguali di altre e categorie più protette, a cui è permesso commettere i crimini più abominevoli con impunità spesso totale.
Questo fa schifo, è bene, anzi benissimo che si sappia, e dovrebbe fare schifo in primis ai cattolici che prima di adorare i sacerdoti farebbero bene a ricordarsi del Dio in cui credono, quello che per quei crimini proverebbe le stesse cose che proviamo noi.
Amen.

REPLICA RIDICOLA AL GIORNALE

Tra quelli de "Il Giornale" evidentemente si è talmente zelanti nel difendere le accuse di pedofilia che inchiodano la Chiesa Cattolica in tutto il mondo che non ci si premura nemmeno di documentarsi su cio di cui si scrive, guardare e leggere l'articolo di oggi per per credere:
"[..]...La trasmissione di Raidue si è rivelata un attacco frontale di cui l'inchiesta della Bbc dal titolo «Sex, crimes and the Vatican» (Sesso, crimini e il Vaticano) è stata sostanzialmente un pretesto."
Peccato per lo sbadato Stefano Filippi che, nella foga, sbaglia a tradurre il titolo del documentario della BBC, perchè infatti non c'è nessuna virgola tra Sex e crimes, e di conseguenza la traduzione non sarà quella strampalata "sesso, crimini e il Vaticano", ma bensi un molto più circoscritto e preciso "Reati sessuali e il Vaticano".
Altro che Santoro, qui l'autogol è tutto del Giornale!
Ridono anche i bambini della prima elementare.