20 luglio 2007

Totti e il suo annunciato addio alla Nazionale. Purtroppo o per fortuna?

Finalmente questa telenovela di Totti e la Nazionale è giunta al termine. Ad un anno dalla vittoria della Coppa del Mondo in Germania, il capitano della Roma ha rotto gli indugi e le polemiche dichiarando il suo addio definitivo ai colori azzurri.
Vorrei premettere quanta stima calcistica abbia chi scrive del campione romanista, talento italiano puro che tanto ha dato al nostro calcio.
Premetto questo perchè ho sentito tante critiche sciocche circa la provenienza ciociara di Totti e tutto ciò che ne consegue.
Entrerei nel merito delle motivazioni date da Totti nella conferenza stampa però, perchè molte cose meritano quantomeno una replica alla luce del fatto che tutti abbiamo seguito la faccenda e possiamo perciò ricordare a Totti alcune, diciamo cosi, imprecisioni nel suo ragionamento.
Leggiamo dalle sue dichiarazioni: «La parola "finita" è brutta, ma ho preso questa decisione di concludere il capitolo nazionale per vari motivi fisici e non tecnici. Ho valutato per un anno dopo il mondiale cosa fare e ho deciso di chiudere con la nazionale per non creare problemi al gruppo e allo staff azzurro. Mi dispiace, ma la salute è la cosa più importante», ha detto il capitano della Roma in conferenza stampa a Trigoria. Che ha aggiunto che la sua squadra ha la priorità.
«Il mio problema principale - ha spiegato Totti rispondendo alle domande dei giornalisti - è fisico. con i problemi che ho a ginocchio, caviglia e schiena non posso giocare contemporaneamente per la Roma e la maglia azzurra. Ho dovuto constatare che più di un tot di partite all'anno non riesco a fare. A qualcosa devo rinunciare e purtroppo devo rinunciare alla nazionale perchè alla Roma non posso, la Roma ha la priorità».
«Nessuno mi ha mai trattato male - ha detto il capitano giallorosso - e lascio con un bilancio di un Mondiale, un secondo posto agli Europei e il titolo con l'under 21. Ho deciso circa un mese e mezzo fa, mia moglie Ilary non voleva e prima ho sentito, nell'ordine, Riva, Abete ed il ct Donadoni».

Noi ci limitiamo a fare presente al signor Totti che i problemi fisici che tanto reclama come causa unica della sua scelta non sembrano aver poi tanto aver compromesso la stagione appena trascorsa, tanto che pur avendo una placca nella caviglia dal marzo 2006 è riuscito a vincere nell'ordine i Campionati del Mondo in Germania, la classifica di capocannoniere nella serie A italiana e infine la ciliegina sulla torta della Scarpa d'oro come miglior marcatore in europa nella passata stagione, insomma mica briciole....chissà senza la placca!?
Secondariamente ricordiamo bene quando Totti stesso si dichiarò disponibile per le partite fondamentali dell'Italia ai prossimi europei 2008 a partire dalla sfida del prossimo settembre contro la Francia.
Evidentemente quindi i problemi fisici sparivano nelle occasioni di gala per Totti, che lasciava spazio ai compagni durante il lavoro sporco del girone qualificatorio salvo poi ripresentarsi e dire "scusa fammi posto" al momento della vetrina internazionale durante le sfide clou.
Non c'è che dire, evidentemente qualcosa è cambiato, ma ciò che risulta chiaro è il fatto che sia del tutto comprensibile che il ct Donadoni si sia più volte stizzito di questa faccenda.
Lo possiamo capire perchè nei confronti di tutti gli altri compagni della nazionali sarebbe una enorme mancanza di rispetto oltre che una clamorosa mancanza di dignità personale e professionale accettare che Totti decida come e quando mettersi a disposizione della sua nazionale, come effettivamente il campione fa nel suo club dove è praticamente libero di fare il bello e il cattivo tempo essendo l'idolo indiscusso calcistico della capitale.
Il fatto che Totti sia abituato a giocare a Dio a Roma, in sostanza, non significa che lo possa fare
anche in Nazionale dove, lo ricordiamo, ci dovrebbe essere una squalifica per chi rifiuta o evita una convocazione.
Totti preferisce passare più tempo con la famiglia, Ilary e i pupini, anche se non capiamo bene come qualche partita con la nazionale spalmata durante l'anno avrebbe impedito loro di trovare lo stesso tempo, o perlomeno non più di quanto lo faccia il suo impegno con la Roma.
Ricordiamo infatti il capitano dichiarare prima della partita di ritorno dei quarti di Champions League di come " sia molto più importante ed emozionante per lui questa partita con la Roma che la finale vinta con l'Italia in Germania", peccato che poi Totti abbia preso ben 7 goals (uno dei passivi più pesanti di sempre nella storia della competizione) dai red devils tornando a casa con le orecchie basse basse. De gustibus.
Non sappiamo dire per certo se questa decisione sia benedetta o maledetta per la nazionale, quello che conosciamo è il ricordo di Totti e di ciò che ha fatto vincere: nell'ordine, un europeo perso in finale nel 2000, un modiale fallimentare nel 2002, un europeo fallimentare nel 2004, uno sputo in faccia a un calciatore danese con susseseguente reprimenda internazionale, e un mondiale 2006 vinto più che altro per la forza e la compattezza del gruppo che per un suo effettivo contributo.
Concludiamo infine dicendo e ribadendo la perdita che i colori azzurri subiranno senza un campione del calibro di Totti, ma convinti che la nazionale saprà sopperire a questa mancanza con rinnovato slancio, tipico del nostro calcio che si esalta nelle difficoltà.

18 luglio 2007

Unito al lutto degli amici brasiliani

E' stato un terribile incidente, nell'aereo della compagnia TAM sulla tratta Porto Alegre - San Paolo c'era moltissima gente e alla fine il triste conto del disastro sarà altissimo. Le ultime parole del copilota prima dello schianto contro l'hangar "gira, gira, gira..."
Le pessime condizioni atmosferiche e la pista corta hanno contribuito a questa terribile tragedia.
Per chi scrive, da sempre innamorato del calcio nonchè dei brasiliani e dello spirito brasiliano in senso lato, è un vero dolore.
In Brasile si era appena finito di festeggiare una "Copa America 2007" vinta domenica scorsa in Venezuela tra mille difficoltà e critiche dal tecnico della seleçao Dunga contro gli storici rivali e strafavoriti dell'Argentina con un perentorio 3-0 senza le stelle del futbòl bailado verdeoro Kakà, Ronaldo e Ronaldinho, insomma, un po' la stessa gioia di noi italiani l'estate scorsa in Germania.
Per chi mastica un po' di portoghese consiglio di collegarsi al sito di Globo per informarsi meglio, una delle televisioni più seguite in Brasile.
Nel caos di questa tragedia emerge la storia della squadra di calcio del Gremio, che si è salvata dal disastro per via della decisione all'ultimo del tecnico, che per evitare il traffico aereo nella capitale paulista dove si trovavano, e da dove sarebbe poi decollato l'aereo, per affrontare il Goiàs, ha optato invece per la tratta verso Brasilia.
Questa tragedia ha improvvisamente precipitato questo stupendo paese in un triste lutto, per questo i miei pensieri e le mie preghiere si uniscono a quelle degli amici brasiliani.

In loving memory of the ones who died in this terrible tragedy.
God bless.

10 luglio 2007

Campioni del Mondo, un anno dopo


Non so voi, ma io ancora godo.
Se ripenso a quella notte pazzesca passata insonne, eccome se godo!
E' vero è passato già un anno, ma ancora ho nelle orecchie il popooopooopooo e mi sembra ieri.
Che gioia indescrivibile!!!

08 luglio 2007

INCREDIBILE!! Le speranze di noi selvaggi liberisti nelle mani di Lamberto Dini!!

Dini stacca la spina al governo: "Voto no anche con la fiducia"

Sulle prime, Lamberto Dini usa l’arma dell’ironia. «Abolire lo scalone previdenziale e sostituire le minori spese con i risparmi della pubblica amministrazione? Con cosa, con il taglio dei telefonini e delle auto blu?». Ma dura poco. «Queste cose, però, le dicono i collaboratori del presidente del Consiglio. Voglio sentire Prodi in persona dire le stesse cose. Così come l’ho sentito l’altra sera in tv dire che vuole abolire lo scalone. Per farlo, però, deve andare prima in Consiglio dei ministri. E poi venire in Parlamento».
Ora circola l’ipotesi di introdurre la modifica previdenziale nella legge finanziaria...
«Non credo che il sindacato sia d’accordo. Comunque, l’abolizione dello scalone costa. E questi mancati risparmi devono avere coperture sicure; che non possono essere certo i proventi della lotta all’evasione o la riduzione dei cellulari della pubblica amministrazione. Ma questo è compito delle Commissione Bilancio e della Presidente della Repubblica. E se l’accordo per l’abolizione dello scalone non sarà soddisfacente, lo emenderemo per ripristinare l’aumento dell’età pensionabile. Una cosa è certa...».
Cosa?
«Che se il governo ricorre al voto di fiducia sulle pensioni, su un provvedimento non condivisibile, non la voteremo e non parteciperemo al voto. Sarebbe un insulto a tutti quei senatori della maggioranza che dissentono dall’eliminazione di questa riforma strutturale».
Scusi, presidente, ma perché parla al plurale? Si riferisce ai suoi colleghi che hanno firmato con lei una lettera contro l’abolizione dello scalone?
«No, in Senato il numero dei parlamentari della maggioranza contrari all’eliminazione dello scalone è più ampio, saremo una decina con idee liberaldemocratiche. E non possiamo lasciarci insultare con la richiesta di un voto di fiducia sulla finanziaria. Non possono tapparci la bocca. Su questo sono inamovibile, e con me altri».
Ma a Palazzo Madama si può formare un gruppo parlamentare con dieci iscritti... State pensando di fare un gruppo a parte? Ad uscire dall’Ulivo?
«Sono in tanti che mi stanno chiedendo di avviare un’iniziativa di questo tipo. Non mi interessa, io faccio parte della maggioranza. Eppoi, noi saremmo sempre pronti a votare la fiducia a Prodi ogni volta che la chiederà; ma non su qualsiasi provvedimento che elimini lo scalone, senza sostituirlo con altri risparmi da ricercare all’interno del comparto “previdenza“. Vede, il ministro Pecoraro Scanio dice: Dini sta consegnando il Paese in mano a Berlusconi. Gli rispondo: non voglio, e farò qualunque cosa per impedirlo, che Prodi consegni l’Italia in mano alla sinistra antagonista...».
Voleva dire, ai Centri sociali?
«Non sono la stessa cosa».
Un banco di prova lo avrete fra poco, quando a Palazzo Madama arriva il decreto sull’utilizzo del tesoretto...
«Un grave errore prevedere l’aumento della spesa. Per carità, giustissimo aumentare le pensioni minime: anche perché il costo è sostenibilissimo. Ma questo governo non fa che far crescere la spesa poi rincorsa da maggiori entrate. Credo che farebbe male il ministro dell’Economia a sottovalutare i richiami che arrivano dalla Bce, dal Fondo monetario e Commissione europea al Dpef: viene rallentata la riduzione del deficit e non c’è alcun riferimento alle riforme strutturali».
Come quelle sulle pensioni, magari...
«Vede, se viene eliminato lo scalone aumentano i costi del sistema previdenziale, che già assorbono il 15,5% del pil. Conservare lo scalone e aggiornare i coefficienti è l’unica soluzione possibile per frenare la spesa. Possono esistere anche soluzioni alternative; per esempio, come quella di aumentare l’età pensionistica delle donne. Comunque, nella maggioranza, ed anche nel governo, si sta allargando l’idea che sarebbe un errore l’eliminazione dello scalone. Lo dicono Rutelli, lo dice Franceschini, ed anche il presidente del Senato, Marini...».
Insomma, tutta la Margherita...
«Non è vero. Su queste posizioni di ragionevolezza per il futuro dei più giovani, sulla sostenibilità della spesa previdenziale, c’è anche Piero Fassino e Massimo D’alema. Anche lui è contrario all’eliminazione dello scalone. E lo ha detto pubblicamente».
Se il governo fosse un’azienda, Margherita e Ds sarebbero gli azionisti di maggioranza di un consiglio di amministrazione presieduto da Prodi. Se gli azionisti di maggioranza dicono una cosa, e l’amministratore delegato ne fa un’altra - come sulle pensioni - cosa succede?
«L’amministratore delegato va a casa».

dal Giornale.

02 luglio 2007

Daniele scappa da sto pollaio / 2

A quanto pare Daniele Capezzone ha ascoltato il nostro disperato appello del mese scorso quando lo incoraggiammo, nel suo più totale interesse e per la sua integrità fisico psichica, a lasciare al più presto quel pollaio di pazzi isterici.
Dopo le ultime purghe del Guru, ormai praticamente il Capezzone doveva chiedere il permesso anche per soffiarsi il naso o qualunque altra futile cosa se si trovava nelle sacre stanze pannelliane, il nostro Daniele è stato di fatto costretto a fare le valigie quando di punto in bianco gli è stato tolto d'imperio l'unico spazio rimastogli in RadioRadicale, cioè quello della lettura dell Sacre Scritture ogni domenica mattina non senza la severa supervisione del saggio Bordin, della serie che se il Guru lo avesse preso a calci in culo sarebbe stato più elegante.
Ebbene, dopo tutte queste gentili attenzioni, Daniele ha capito che non era proprio più cosa e cosi ha finalmente preso atto delle ostilità comunicando con un articolo al Foglio che il prossimo 4 Luglio, data appropriata, sarà il giorno della sua personale indipendenza dal Pollaio.
Stufo delle sciocche e maniacali mattane isteriche pannelliane come la fantomatica ricerca della moratoria perduta della pena di morte, Daniele ci ha illustrato il suo progetto per il suo futuro nella politica italiana.
Sostanzialmente Daniele punta “ad allargare la sfera della decisione individuale e privata e a diminuire la sfera della decisione pubblica e collettiva, l’iniziativa nasce da una consapevolezza politica, quella del dirigente radicale che non accetta l’idea che nel paese “la dimensione liberale e liberista debba necessariamente restare minoritaria”.
Non c'è che dire, avrà il nostro appoggio, visto che quando ci si agita l'esca profumata della libertà individuale sotto al naso, noi liberisti selvaggi abbocchiamo come Salmoni.
Non sappiamo che fine farà il Guru assieme ai suoi seguaci e tutto il baraccone, e nemmeno ce ne frega più di tanto, ma una cosa ci teniamo a ripeterla, non ne possiamo davvero più di Pannella, nel suo complesso si intende, ne abbiamo le palle piene di vederlo, sentirlo, sapere che è in sciopero della fame a 40 cappuccini al giorno.
Diciamo che la sua smania di protagonismo mediatico celato dietro a patetiche quanto completamente inutili lotte politiche frutto unicamente della fame chimica autoindotta ci è simpatica grossomodo quanto le zanzare ad agosto.
Guru fai la cosa più utile nella tua vita, vai in pensione, tanto anche quella te la paghiamo noi, come quegli spot irritanti e insopportabili sulla pena di morte che hai costretto a far mandare in onda alla rai dopo avere fatto a fette i coglioni pure a loro.

BREAKING NEWS: E' con trepidante attesa e fermento che apprendiamo che a breve Jinzo rilascerà il suo primo ed esclusivo commento ufficiale sulla defenestrazione di Capezzone dal PollaioRadicale.
Si pregano i gentili lettori di rimanere sinotizzati per non perdersi le grasse risate che si sprigioneranno.