22 dicembre 2008

Al primo posto, Er go' de Maicon

Ok, facciamo finta di non avere visto la tv e letto i giornali. Fingiamo quindi di non sapere che hanno cercato in tutti i modi di equiparare un fuorigioco di 20 cm, a metà del primo tempo, sulla fascia laterale, con difesa avversaria al completo a difendere, a uno di un metro, con soli giocatori interisti in area, a cinque minuti dalla fine, a dieci metri del portiere. Pur di nascondere l'ennesima farsa del nuovo calcio pulito, alcuni hanno addirittura provato a dire che il gol di Amauri era in fuorigioco. Ma sì, perchè no.
E quello di Legrottaglie, scusate? Avete visto che è saltato con le braccia larghe? Perchè non lo ha fatto notare nessuno???

Sta a vedere, insomma, che la danneggiata della domenica è l'Inter. La vera vittima è Maicon, che poteva allungare di due punti in classifica ma alla fine non ha potuto per colpa di quel cross di Marchionni, partito in fuorigioco. E' possibile anche questo, nel calcio di oggi, visto il livello di obiettività e libertà dei media nostrani.
Vabbè, allora ho spento la tv e ho provato così, tanto per giocare, a pensare agli errori arbitrali più clamorosi, più inspiegabili, del nuovo millennio, in questi primi 9 anni (2000-2008), era cupola Moggi compresa. A chi provasse ad eccepire che se si partisse dal 98 la classifica sarebbe diversa, rispondo subito che sono d'accordo: anch'io, in effetti, considero il fallo di West su Kanchelskis (non sanzionato con l'espulsione) da galera, e ricordo bene il fallo di West su Inzaghi in area di rigore nell'Inter-Juve dell'andata, ma voglio partire dal 2000, quindi passiamo oltre. Lacio perdere anche i 10 aiuti avuti dall'Inter consecutivamente l'anno scorso, sennò poi si prendono tutta la classifca e non c'è più gusto.

Il criterio, com'è giusto che sia, è la prospettiva dell'arbitro o del guardalinee, capire quanto fosse facile per lui decidere bene in quel frangente. Quindi, va premesso, i fuorigioco di 10 cm o i rigori visti al decimo replay non li citiamo neanche. Le moviole, come sempre, a noi non interessano.

Insomma, ecco la classifica che ho pensato mentre voi vi facevate il sangue amaro vedendo Galeazzi che parlava di par condicio negli errori arbitrali.

Quinto posto
2000: il gol di Cannavaro.
L'arbitro l'uomo cupola De Santis, che, tanto per farci un regalino, dà al Parma un bel calcio d'angolo che non c'è, all'ultimo minuto. I giocatori della Juve protestano, chiedendo la rimessa. De Santis è irremovibile ma, coraggioso come gran parte degli arbitri italiani, appena vede una mezza caduta in area non si fa sfuggire l'occasione e fischia una punizione per la Juve per un fantomatico fallo su Kovacevic. Sfortuna vorrà che il pallone venga poi colpito di testa dal buon Cannavaro per insaccarsi alle spalle di Van Der Sar. L'episodio diventerà leggenda, come tutti i suoi simili in favore della Juve. La settimana, seguente, gli ultrà laziali avrebbero messo a ferro e fuoco la città di Roma, lamentando la morte del calcio pulito. La domenica successiva, quando il calcio giocato perde davvero, lasciando strada a una decisione esclusivamente politica, gli stessi ultrà ne festeggeranno la resurrezione.

Quarto posto
2002: i mitici due rigori di Collina in Venezia-Roma.
Episodio leggendario. La scudettata Roma di Capello, a poche giornate dalla fine, va sotto di due reti in casa del già pressochè retrocesso Venezia. Ma se si ritrovano il miglior arbitro del mondo e la miglior squadra del mondo, il feeling nasce spontaneo. La Roma non riesce a segnare neanche a porta vuota, e allora ci pensa lui, il fuoriclasse di Viareggio. Inventa dal nulla due rigori per la Roma a pochi minuti dalla fine, su due falli probabilmente commessi dai giocatori giallorossi. Li trascina al 2-2, purtroppo il tempo è poco, la fantasia comincia a difettare e non sa più come risolverla. Strano, che accadano cose del genere, in epoca moggiana, proprio a una rivale scudetto della Juve. Ma ovviamente, per i romanisti, i rigori erano nettissimi. D'altronde, se li ha concessi il miglior arbitro del mondo, non c'è da dubitarne.

Terzo posto
2008: Reggina-Juve, il Dondarini show.
La Juve torna in serie A, e già nel girone di andata viene presa in giro su quasi tutti i campi, sin dalla seconda giornata, a Cagliari (a proposito, ripensando a quell'arbitraggio di Tagliavento ho capito meglio le dichiarazioni di Cellino, che ha ovviamente grande stima degli arbitraggi post calciopoli). Tra i tanti episodi indimenticabili, c'è un Reggina-Juve in cui Dondarini non assegna quattro (sì, 4) rigori limpidi alla Juventus, fischiando però inesorabilmente il contatto tra Sissoko e Amoruso all'ultimo minuto. La giornata, già di per sè memorabile, passerà alla storia per i geniali interventi di Tardelli ("capisco tutti gli errori, ma quello che proprio non capisco è... come si fa a non avere espulso Legrottaglie?") e Dossena ("non vorrei che alla fine questi errori li pagasse il Toro nel prossimo derby") in una Domenica Sportiva versione cult.

Secondo posto
Napoli-Juve, e il rigore su Lavezzi
Il top di quell'anno è comunque il solare rigore fischiato da Bergonzi per l'anticipo di Chiellini su Lavezzi. Ancora peggio del secondo su Zalayeta, basti dire che lo stesso Bergomi si è indignato, e non ha gioito per una sconfitta della Juve. Festa rovinata anche per lui, tanto il bravo Bergonzi aveva esagerato a rispettare le consegne.



Primo posto, indiscutibile. :
Er go' de Maicon.
Sarà necessariamente leggenda. Doppio fuorigioco, e sul secondo sono in 5. Non c'è un difensore che ostacoli la visuale, non c'è alcun margine di errore. Il tutto, sul pareggio, a 5 minuti dalla fine. Mourinho corre e abbraccia Maicon, dimenticando di festeggiare il guardalinee, straordinario. In tv, coraggiosamente, fanno notare che il gol decisivo, forse, è in fuorigioco. Forse, però.
Episodio unico, irripetibile. Tranne per il 95% dei media italiani, che hanno subito trovato l'episodio identico, anche se un pò meno netto, anche se nel primo tempo, anche se sulla linea del fallo laterale. La par condicio è rispettata, il nuovo calcio è pulito, non c'è più alcun disegno.
Soprattutto, e questo è il segnale che ora tutto funziona, da tempo non si verificano più aiuti decisivi, come le ammonizioni mirate di Nastase e Gamberini.

Buon anno Juve, non ci pensare.

Forza Juve. I love football.


di Massimo Zampini per VecchiaSignora.com