09 dicembre 2008

Dialoghi su Farsopoli

LEZIONE 4

Ovvero, come mettere a tacere il calciopolaro convinto in X lezioni.

Prefazione.

Sul fatto che calciopoli (o Moggiopoli come alcuni esaltati sono arrivati a chiamarla) sia stata un’immensa farsa messa in atto sulla scena del Carro di Tespi mediatico, ormai nessun essere dotato della facoltà di ragionare in modo autonomo nutre alcun dubbio.

Nonostante ciò, la maggioranza dei non juventini (e, duole dirlo, anche parte della tifoseria juventina) continua a sostenere la validità di quella vicenda. Se in molti casi ciò è semplicemente attribuibile a mancanza di informazione, è pur vero che sarebbe riduttivo non prendere in esame altri aspetti alla base di certe “convinzioni”.

A questo proposito, emblematico è il caso proprio degli juventini assertori della validità di Calciopoli. Volendo, per forza di cose, tralasciare la possibilità che siano in malafede, per capire il fenomeno dobbiamo esaminare il comportamento di questi juventini "dal volto pulito" quando li si mette al corrente di notizie illuminanti in merito alla vicenda calciopoli.
Consideriamo come premessa che la Calciopoli ufficiale al tifoso juventino dice che, in un modo o nell’altro, le sue vittorie non sono pulite, e anzi, non contano nulla.
Bene, quando a questo tifoso "pulito" si fa notare che ciò non è vero, ci si aspetterebbe da parte sua un sospiro di sollievo o quantomeno una richiesta di approfondimento. Invece, nulla di tutto ciò accade, semmai esattamente il contrario: chiusura, ripetizione dei soliti luoghi comuni, insomma, il contraddittorio da parte di costui per sostenere le SUE ragioni.
Quindi, come notavamo sopra, non basta la mancanza d’informazione per spiegare il fenomeno di cui stiamo discutendo.

Non ci avventureremo nei meandri dei risvolti di natura psicologica alla base di tale comportamento, risvolti sui quali non saremmo in grado di argomentare, né entreremo, in questo lavoro, nello specifico degli atti processuali nel modo in cui siamo abituati a fare da due anni. Faremo qualcosa di leggermente ma sostanzialmente diverso: ci sforzeremo di ragionare con la mente dei soggetti di cui sopra (il cui discorso si amplifica quando si ha a che fare con dei non juventini), mettendo al muro le loro "argomentazioni" semplicemente seguendo il loro "filo logico".

Il lavoro si snoda attraverso la disamina di tutta una serie di situazioni legate a Calciopoli, che prenderemo in esame una per una ed in ordine sparso. Ad ognuna di esse daremo il nome di lezione n° x, dove "lezione" è da intendersi nell’accezione del tipo "ricevere una lezione, ricevere una bella lezione" se ci si riferisce al misitificatore, e ciò perché egli verrà messo a tacere senza via di scampo. Mentre "lezione" può essere intesa nell’accezione scolastica se chi legge lo fa per imparare come mettere a tacere il suo interlocutore.

L’ordine sparso è una scelta voluta in quanto, innanzitutto, non esistendo alcun criterio logico che stia alla base di calciopoli, pare una scelta emblematicamente doverosa, ma anche perché quelle lezioni vanno intese singolarmente, come se ci si trovasse in un bar ed in maniera sciolta si affrontasse questo o quell’argomento.

Ogni singola lezione sarà presentata sotto forma di dialogo tra il mistificatore (M) ed il sostenitore (S) della realtà. Perché la scelta di quei nomi? Avremmo più semplicemente potuto scrivere antijuventino e juventino, ma abbiamo visto che tra gli antijuventini si sarebbero andati a collocare anche degli juventini. Non solo, scrivendo juventino si sarebbe data l’idea di una faziosità che non abbiamo bisogno di mettere in campo per fare valere le nostre ragioni, da quanto cristalline, lineari e lampanti sono, tanto che, senza volerci vestire dell'aureola di coloro che detengono la Verità, ci siamo permessi di autodefinirci sostenitori della realtà.

Chiunque sia in grado di smentire la definizione che ci autoattribuiamo si faccia avanti.
Una bella lezione è già pronta per costui.