31 gennaio 2008

Come faccio capire a uno straniero cosa sta succedendo in Italia?

E' da quando è caduto il Governo Prodi che me lo sto chiedendo. Come cavolo lo spiego ai non italiani cosa diavolo sta succedendo?
E più la crisi avanza, meno ho una risposta da darmi e da dare.
Ieri Napolitano ha incaricato Marini di verificare la possibilità di formare un governo finalizzato alla realizzazione di una nuova legge elettorale, testuali parole.
Ora, ammesso che abbia capito qualcosa, se io dico questo a uno straniero qualsiasi, dopo che ha saputo che il governo votato nel 2006 è caduto, questo mi chiederà subito stupito almeno 3 cose.
Uno: ma perchè se è caduto Prodi non andate a votare un altro governo come si fa dappertutto? Due: e poi chi è sto Marini e chi lo ha votato per essere premier?
E tre: cosa c'entra la legge elettorale col fatto che è caduto Prodi?
A queste tre domande io stramazzo a terra e chiedo pietà, perchè se vado a leggere la Costituzione Italiana, non c'è scritto nulla di ciò che Napolitano ha prima ritenuto uffciale e formale, e poi doveroso.
Nè è scritto che il Presidente deve consultare tutti i partiti, nè tantomeno è scritto che se cade un governo il Presidente deve trovarne a tutti i costi un altro non eletto pur di non sciogliere le camere. Non è poi previsto che il Presidente incarichi un esecutivo con un solo scopo, peraltro indicato da lui stesso, visto che sarebbe una decisione parecchio oltre i limiti dei poteri affidati al Presidente dalla Costituzione.
Non mi pare neppure ci sia una legge che proibisca al Presidente di sciogliere le camere a due soli anni dalla loro formazione, quindi mi trovo nella impossibilità totale di dare una risposta alle 3 domandine.
Il problema grosso sorge quando questo amico straniero mi chiede allarmato: ma se tutte queste alchimie politiche di palazzo non sono previste nella vostra Costituzione, come mai nessuno obietta niente? Perchè se è vero che il Presidente dev'essere il custode della Carta, è altrettanto vero che non può forzarne il testo fino a stravolgerne radicalmente il dettato.
Cosa dire allora? L'Italia non è forse un paese democratico? Il Presidente della Repubblica sta oltrepassando i suoi poteri costituzionale al fine di decidere la vita politica del paese?
Ma no, direte voi, sono solo i lasciti arzigogolati della prima repubblica, quando il palazzo decideva tutto e i cittadini non avevano libertà di scelta.
E secondo voi il mio amico sarà sollevato da una risposta simile???
Io per niente, e se ci riflettete su, neppure voi.

E PUR DI NON FAR VOTARE GLI ITALIANI A LA REPUBBLICA DIVENTANO PURE LIBERISTI COME NOI ADESSO!!!

24 gennaio 2008

L'INCUBO E' DAVVERO FINITO



21 gennaio 2008

Cronaca di una crisi senza fine

STAPPIAMO UN PRODINO!!!
"156 senatori con il centrodestra, 158 con il centrosinistra. Poi se ne è andato Turigliatto: 157 pari. Poi se ne sono andati tre mastelliani. Scendono a 154. Fisichella sta lì lì e sono 153. I diniani sono attestati su un granitico forse.
Potrebbero scendere a 150.
Nemmeno se Napolitano nomina 14 senatori a vita si salvano.
Prodi a casa e fateci votare" ha dichiarato il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace."

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E figuriamoci!
Andreotti: "Voterò la fiducia, non vedo alternative"
"Al voto parteciperò e voterò la fiducia. Non vedo alternative". Lo annuncia il senatore a vita Giulio Andreotti che aggiunge: "C'è una vecchia regola che di che ogni Governo è peggiore di quello precedente e, quindi, meglio tenersi quello che c'è. Non appartengo a nessuna coalizione, al dibattito non parteciperò ma voterò la fiducia".

Ma chissenefrega!
Damiano: "Al lavoro fino all'ultimo minuto"
''Fino all'ultimo minuto saremo al lavoro'', un lavoro ''entusiasmante'', attraverso il quale ''si cambia anche un pezzo del paese''. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano.
"

La Repubblica senza vergogna
A Palazzo Chigi fax di sostegno a Prodi
"Il popolo dei fax si è mobilitato per sostenere la linea di Romano Prodi e la sua volontà di far assumere le sue responsabilità al Parlamento in questa fase critica per il governo. Centinaia di fax - affermano i collaboratori del premier - stanno giungendo a Palazzo Chigi e sono tutti di sostegno al presidente del Consiglio.
"

E figuriamoci! / 2
Andreotti: "Non vedo clima di elezioni, Mastella ci ripensi"
"Secondo me non c'è clima da elezioni, non vedo assolutamente il clima per non andare avanti nella legislatura". E' questa l'impressione del senatore a vita Giulio Andreotti. - "Spero che l'uscita di Mastella dal governo sia un fatto provvisorio - ha aggiunto - e che si superi, perché non mi pare che ci siano le ragioni di fondo perchè Mastella lasci il governo".


Sincerità quella bella cosa
Russo Spena: "Credo che al Senato Prodi non ce la farà"
"Credo senza ipocrisia che al Senato non ce la faremo ad avere la maggioranza". Ne è convinto il capogruppo del Prc a Palazzo Madama, Giovanni Russo Spena. "Chi ha staccato la spina - aggiunge Russo Spena al temine della conferenza dei capigruppo - si è preso la responsabilità di portare il paese in una situazione caotica. Vedremo quello che accadrà, ma allo stato dei fatti non vi sarà una legge elettorale buona e non vi sarà redistribuzione sociale a favore della povera gente, a favore di chi non arriva alla fine del mese".


Strani odori al Senato
Berlusconi: "Puzza di bruciato al Senato? Non credo proprio"
"Puzza di bruciato al Senato? Non credo proprio perché questo governo è finito nei fatti e non per un voto o due al Senato". Così il leader dell'opposizione Silvio Berlusconi replica a distanza al capogruppo della Lega Nord in Senato, Roberto Calderoli, che proprio oggi ha detto di sentire puzza di bruciato per quanto riguarda il prossimo voto in Senato."


E figuriamoci! / 3
Andreotti scommette su Prodi: "Al Senato ce la farà"
'''Dall'aria che si respira in questi giorni a Palazzo Madama non vedo nessun temporale in vista per Prodi. Sono pronto a scommettere sulla tenuta di questa maggioranzà darò il mio voto a Prodi. Mi pare che in questo momento non ci sia un alternativa già pronta per dire che è necessario mandare in pensione il governo attuale. E' per questo che domani voterò a favore di Prodì. Così il senatore a vita Giulio Andreotti ai microfoni di Radio Città Futura."


Richiesta di riscatto
Dini: "Ancora non so come voteremo domani al Senato"
"Noi abbiamo consigliato al presidente del Consiglio di non venire in Senato dove non ha più una maggioranza ma di recarsi al Quirinale a rimettere le dimissioni nelle mani del capo dello Stato". E' il senatore Lamberto Dini a rispondere così dai microfoni del Gr3. Per aggiungere subito dopo di non sapere ancora come voteranno domani sulla fiducia al governo."


Ommioddio! La Repubblica si scandalizza
Stretta di mano tra Prodi e Berlusconi
Prima di prendere parte alla celebrazione per il 60/o anniversario della Costituzione, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi si è diretto nella sala dove si trovavano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i due presidenti delle Camere, Fausto Bertinotti e Franco Marini, diversi esponenti del governo ed alcuni senatori a vita. Berlusconi, dirigendosi verso la sala, ha incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi. I due si sono fermati e si sono stretti la mano."


Tranquillo...mica c'è fretta!
Dini: "Ancora non so come voteremo domani al Senato"
"Noi abbiamo consigliato al presidente del Consiglio di non venire in Senato dove non ha più una maggioranza ma di recarsi al Quirinale a rimettere le dimissioni nelle mani del capo dello Stato". E' il senatore Lamberto Dini a rispondere così dai microfoni del Gr3. Per aggiungere subito dopo di non sapere ancora come voteranno domani sulla fiducia al governo."


Disperazione e Dignità
Dini: «Prodi mi ha offerto di tutto, anche il ministero di Grazia e Giustizia — ha raccontato il leader — ma io non posso vendermi per una poltrona»

Cemento scacciapensieri
Prodi: "Bene Napolitano, Costituzione è cemento del Paese"
"Ho apprezzato Napolitano", dice Romano Prodi, lasciando Montecitorio per avviarsi a Palazzo Chigi. "La Costituzione - sottolinea - è un grande cemento del Paese e un elemento di unità".


Cassandre italiane
Comitato promotore a Napolitano: "Voto solo dopo referendum"
Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore dei referendum, ha scritto insieme a Mario Segni e Natale D'Amico una lettera aperta a Giorgio Napolitano per chiedere l'indizione del referendum in una delle prime date utili, considerata l'eventualità di uno scioglimento anticipato delle Camere.


Prove tecniche di governo istituzionale
Berlusconi: "Prodi puà cambiare legge elettorale in una settimana"
Potrebbe essere lo stesso governo Prodi, "in una settimana" a cambiare, secondo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, "questa legge elettorale, spostando il premio di maggioranza del Senato dalle regioni a livello nazionale".

Pallaro o solo palle?
Pallaro non dovrebbe partecipare al voto domani
Secondo quanto si apprende, il senatore Luigi Pallaro, eletto nella circoscrizione Estero, non dovrebbe partecipare al voto sulla fiducia a palazzo Madama, previsto per domani sera alle 20

Il Pendolino di Mosca
Napolitano a Prodi: "Valutare fiducia al Senato"
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante il colloquio di stamane, avrebbe suggerito a Prodi di valutare l'opportunità di presentarsi o meno al Senato per il voto di fiducia. Il premier, a quanto si apprende in ambiente di governo, si è riservato di prendere ogni decisione dopo il voto a Montecitorio.


Hasta la victoria! Siempre!
Bossi: "O al voto o c'è la rivoluzione"
"Cade, cade. Può reggere alla Camera ma cade al Senato". È quanto ha dichiarato dal leader della Lega, Umberto Bossi. Che poi ha aggiunto: "O andiamo al voto o c'è la rivoluzione".


Incontri ravvicinati del terzo tipo
Bossi: "Prodi ha chiesto il voto a Maroni e Calderoli"
Secondo il segretario della Lega Umberto Bossi, il premier Prodi "ha chiesto il voto a Maroni e a Calderoli per sostenere la fiducia al governo".


This is the end. My only friend. The end.
Dini: "Non voterò la fiducia"
"I liberaldemocratici, al termine di una valutazione congiunta dell'ufficio politico presieduto dal senatore Lamberto Dini, annunciano che non voteranno la fiducia al governo". Lo afferma in una nota, a nome de partito, il senatore Giuseppe Scalera."


Magari Cossiga, magari!!
Cossiga: "Draghi premier svenderà industria pubblica"
"Sembra che Mario Draghi, già socio della Goldman & Sachs, nota grande banca d'affari americana, oggi governatore della Banca d'Italia sia il vero candidato alla presidenza del Consiglio dei ministri di un governo istituzionale", si legge nella nota diffusa dal portavoce del presidente emerito Francesco Cossiga. "E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era direttore generale del Tesoro, quel che resta dell'industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d'affari"

16 gennaio 2008

Il referendum elettorale è realtà!

La Corte Costituzionale ha finalmente comunicato di aver accolto tutti e tre i quesiti referendari.
Il voto dovrà avvenire, come prevede la legge, tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. A meno che il Parlamento venga sciolto, in questo caso si voterà nel 2009. Le motivazioni della decisione della Consulta dovranno essere depositate entro il 10 febbraio.
E' una vittoria per il comitato referendario del Professor Guzzetta e per tutti i sostenitori e i firmatari, tra cui anche tanti di noi. Una vittoria dei cittadini contro i loro inetti politicanti.

Cosa prevedono i referendum

PREMIO DI MAGGIORANZA
I quesiti 1 e 2 propongono di abrogare il collegamento tra liste alla Camera (questo 1) e al Senato (quesito 2). Secondo l'attuale legge elettorale, a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere alternativamente liste o coalizioni di liste. Se vincessero i sì ai referendum (e se fosse superato il quorum del 50% degli aventi diritto al voto), il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Ne risulterebbe un sistema elettorale che spingerebbe i partiti a puntare alla costruzione di un unico raggruppamento, incentivando una significativa ristrutturazione del sistema partitico. «Si aprirebbe, per l'Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica», spiegano i promotori. Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera e su base regionale al Senato ed è attribuito alla singola lista o alla coalizione di liste che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che alle ultime elezioni dell'aprile 2006 si siano formate «due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata». Abrogando la norma sulle coalizioni, inoltre, verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, le liste dovrebbero comunque raggiungere un consenso del 4% alla Camera e dell'8% al Senato. La lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.

CANDIDATURE MULTIPLE
Il terzo quesito vuole eliminare la possibilità che un candidato si presenti (e quindi venga eletto) in più circoscrizioni sia alla Camera che al Senato. L'attuale sistema prevede che ci si possa candidare e venire eletti in più zone d'Italia (lo fanno soprattutto leader e principali esponenti dei partiti) avendo poi la facoltà di scegliere in quale zona accettare l'elezione e, di conseguenza, far eleggere i candidati presenti in lista dietro di loro. Oggi la possibilitá di candidature in più circoscrizioni (anche tutte) conferisce, sottolineano i promotori del referendum, «un enorme potere al candidato eletto in più luoghi. Nell'attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa un terzo dei parlamentari che vengono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione».

15 gennaio 2008

Assholes of the world

Senza parole gente. Strepitoso.

08 gennaio 2008

Falsi miti sulla Sanità Americana / 2. Parla chi lavora nel sistema italiano

Dopo l'ormai vecchio post-vademucum che scrissi un paio d'anni fa sul sistema sanitario americano e sui veri e propri miti e leggende che circolano in Europa sulla bocca di più e meno esperti ho potuto leggere nei commenti una vera e propria discussione su cosa ci sia di vantaggioso o meno nel sistema pubblico rispetto a quello privato, e tra commenti pieni di ira politica piuttosto che di descrizioni di esperienze personali, poco tempo fa ho letto con molto interesse il commento di un lavoratore italiano anonimo del settore sanitario che molto ci ha illuminato.
Vi propongo interamente il suo commento nella speranza che il pragmatismo più che l'ideologia guidi le decisioni che in Europa e in Italia sarà necessario prendere per la non più sostenibilità dei sistemi sanitari pubblici nel medio-lungo periodo.

"Sono un infermiere, e lavoro in Italia. Credo che tutti i vantaggi che vengano qui descritti a proposito della sanità pubblica rispetto ai modelli privati come quello americano siano fondati. Ma c'è un però. Non voglio dire che il sistema americano non abbia le sue falle, voglio solo far notare quali sono quelle del sistema italiano.

In Italia teoricamente la sanità è gratuita e garantita a tutti, ma questa è solo una facciata legale che nasconde la vera natura pratica di come si concretizzano poi i servizi. Col nostro "dai tutto a tutti", unito per altro ad una crescente tendenza alla medicina preventiva (praticamente medici che non rifiutano nulla a nessuno per paura di esseredenunciati), in verità la sanità viene garantita, si, ma il contro è un prolungamento enorme delle liste di attesa, il peggioramento della prestazioni ecc...

Praticamente in Italia viene dato tutto, si, ma a chi arriva per primo, quando non ce n'è più non ce n'è più per nessuno. Devi avere la fortuna di stare male nel momento buono.

Da non dimenticare poi che in un regime sanitario totalmente pubblico, chi lavora negli ospedali è paragonabile a chi lavora in comune, e con questo ho detto tutto... stipendio assicurato, spalle coperte e nessun incentivo a lavorare bene, tanto via non ti manda nessuno.

E pensate che ora con l'aziendalizzazione va molto meglio... negli anni successivi al 78 questo metodo di falsa elargizione generalizzata delle prestazioni sanitarie ha oltretutto creato un buco enorme nelle casse dello stato.

Magari non tutto, ma qualcosa dal modello sanitario americano dovremo imparare di sicuro."

Nota del titolare: Magari non tutto, ma gran parte di quello che il nostro amico infermiere ha scritto sarebbe bene che i soloni che si riempiono la bocca di uguaglianza e diritti se lo ricordassero. Sappiamo bene che a parole i sistemi pubblici vogliono garantire tutto a tutti, ma che poi, nella realtà concreta, non riescono a garantire un servizio decente solo che a pochi fortunati, privilegiati e magari raccomandati individui, lasciando la gran parte della popolazione al verde grazie alle sacre tasse e con le orecchie che fischiano per le stronzate sul bene comune che si devono sorbire dai soliti politici.
Quegli stessi politici che pur di non seguire nessun esempio che anche solo vagamente odori di americano (qualunque cosa questo significhi) continuerebbero a tassare all'infinito i cittadini solo per puro gusto ideologico.
Per il bene delle generazione future che già scontano il prezzo delle scelte scellerate del passato e del presente in Italia e in Europa è bene sbarazzarsi di questi individui inetti a qualsiasi cosa e sperare che il pragmatismo guidi le scelte dei prossimi anni nella speranza che più che mantenere in piedi baracconi statali per ragioni elettorali e ideologiche, si guardi più all'interesse di chi fruisce di quei servizi, visto che se qualcuno se lo fosse dimenticato, un sistema sanitario dovrebbe servire a fornire servizi, e non a garantire posti di lavoro come succede in Italia.

UPDATE: Proponiamo un'altra tesimonianza diretta e reale delle situazioni perverse che un sistema sanitario pubblico come quello italiano può far passare ai propri cittadini. Un lettore ci ha riportato la propria esperienza dei disservizi assurdi della sanità pubblica italiana, che alla fine di una vera e propria Odissea lo hanno costretto a rivolgersi a strutture private per disperazione e sfiducia.

"E' come avere l' assicurazione della macchina, se fai un incidente sei coperto.
In Italia no, paga lo stato (cioè tutti noi attraverso le tasse).bene: solo che devi metterti in lista di attesa e uno che sta male non può aspettare vero, invece loro senza spiegazioni ti dicono fra tre mesi o quattro o cinque ecc.mia sorella l' anno scorso si è operata e ha dovuto sborsare € 5000 per operarsi oppure aspettare mesi e mesi di attesa.Io gli ho consigliato di pagare altrimenti finiva male, lei mi diceva che era già in lista perché l' ospedale aveva preso i dati. ma ci siamo spostati a Bologna e anche li si doveva aspettare, allora abbiamo fatto l' operazione a pagamento. Ora tutto bene, ma il più bello lo sai quale è? che per correttezza quando siamo ritornati in città, siamo andati in ospedale e volevamo disdire la prenotazione di attesa per liberare la lista e dare il posto. Troviamo un' altra persona di turno, controlla ,controlla, controlla, la prenotazione non esisteva. A me ci sono voluti 6 mesi di lavoro per curarsi è stata dura."