28 maggio 2008

L'uomo che vinceva sempre

E così, a quanto pare, l'allenatore più vincente della storia degli esauriti dopo Helenio Herrera (e già questo la dice lunga sul palmares centenario di questa casa di recupero per sistemi nervosi sfasciati che risponde al nome di Internazionale) viene esonerato.
Non è bastato, all'insaziabile presidente petropolitano ("altro che pirla: è che il Moratti è troppo signore", si diceva un tempo, dai bar di periferia fino ai salotti buoni della Tv), arrivare per ben due anni consecutivi nelle prime sedici regine d'Europa, né conquistare tre scudetti consecutivi fra i quali - perché lui non è mica un pirla, ma è un signore - non ha alcuna esitazione a porre in cima alla lista dei preferiti quello del 2005/2006, strappato alla concorrenza con i denti (!) e gli occhi iniettati di sangue (che per questo erano Rossi).
Pare che il prossimo domatore di cavalli a maneggiare il frustino presso il Centro di smistamento stampelle e scatoloni di Appiano Gentile sarà Josè Mourinho.
Faccia da vero schiaccia-tope modello Rocco Tano, carattere tutt'altro che accomodante - almeno secondo radio mercato -, The Special One, come viene soprannominato dagli esperti dopo la seconda bottiglia di assenzio tracannata al buio, sembra avere tutti i requisiti necessari per consentire ai bookmakers inglesi di quotare alla pari lo scoppio della prima rissa nello spogliatoio nerazzurro già durante il pre-campionato o - al più tardi - durante la prima trasferta in pullmann ai primi di settembre, che coinciderà con la prima, grande e insanabile spaccatura della squadra in due fazioni. I fedelissimi della sosta in Autogrill, prevalentemente comunitari, contro la banda dei sudamericani, inflessibili sostenitori del trancio chili e salsiccia da Spizzico.
Lo stipendio da sei milioni di eurelli belli belli a stagione da versare a Mancini fino al 2012, non sembra turbare più di tanto il petroliere Onesto, che alla proposta di chiudere la partita con una buonuscita secca di circa otto milioni di euro, sempre secondo radio mercato, si sarebbe sentito rispondere di andare affanculo lui, Mourinho, i sudamericani e lo Spizzico.
Staremo a vedere.Se non altro, però, da questa dura presa di posizione da parte del mito vivente di Jesi, sembrerebbero prendere corpo le prime conferme sui motivi del divorzio anticipato e dei dissidi con alcuni giocatori durante la stagione appena terminata.
Evidentemente anche il Mancio preferiva di gran lunga il Capri e il Fattoria ai sapidi triangoloni di pizza ipercalorica, preludio di intere notti passate a dormire (poco e male) su un fianco.
Quale sia il menù preferito da Moratti, invece, nessuno lo sa con certezza.
Ma una certezza, sul petroliere, ce l'abbiamo eccome, e mica da oggi.
Deve avere davvero un bello stomaco, quell'uomo.

da Ju29ro

Moratti, non così

Gli espertoni della Pravda rosa troveranno certamente un modo di spiegare il licenziamento di quello che secondo loro è "l’allenatore che vince sempre". Noi, meno esperti, siamo molto tristi. Moratti e Mourinho sono certamente capaci di regalarci nuove vette surreali, ma il prossimo anno gli indossatori di scudetti altrui avranno un allenatore vero, uno che sa vincere anche contro gli avversari e che certamente acquisterà giocatori capaci da aggiungere a quelli soffiati con la circonvenzione di incapace (e dico circonvenzione di incapace, volendo pensare bene)

19 maggio 2008

Calciopoli permanente

Ibrahimovic sigla una doppietta e consegna agli esauriti lo scudetto, dopo essere rientrato in fretta e furia dalla "mutua" concessa dall'Asl 13 (più 1 cartone, 1 comodino e 1 sudditanzàto-ma-in-buona-fede, mica come una volta) di Via Durini, per via degli acciacchi che ne avevano sconsigliato l'impiego durante l'ultimo mese e mezzo. E poi dicono che Milan Lab sia stupefacente. Alex Del Piero sigla una doppietta e per la prima volta nella sua carriera, a quasi 34 anni, vince la classifica dei cannonieri eguagliando il numero di reti (21) messe a segno in quel celeberrimo campionato '97/'98, quello del primo scudetto rubato dai Truffatori ai beniamini di Mimmo Brescia. internet casinos
Quando il primo giocava nella Juventus, nelle stagioni 2004/2005 e 2005/2006, il secondo finiva molto spesso in panchina; e il fatto che quando succedeva Del Piero non la prendesse bene, non spostava i termini della questione: il primo sarebbe stato il futuro, mentre lui lo era stato dieci anni prima. Alla Juve, allora, si lavorava così.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul ruolo sostanziale che calciopoli ha ricoperto nella stesura del copione della storia del calcio italiano, a partire da quell'anno zero che è stato il 2006, se ne faccia una ragione. Non si sforzi troppo, cioè, di cercare altrove motivazioni, idee o talismani che giustifichino l'improvviso risveglio degli esauriti dallo storico torpore che ne accompagnava i successi al ritmo di uno ogni vent'anni. online casino
Più che agli esauriti stessi, i quali umanamente non hanno alcun interesse a rivangare o approfondire quelle che dal loro punto di vista di tifosi festanti non sono altro che inutili sfumature, mi rivolgo ai tifosi della Juventus, e più precisamente a quelli di serie A, secondo la classificazione recentemente varata dal presidente inutile Giovanni Cobolli Gigli.
Signori miei: calciopoli, in qualche modo, la stiamo ancora vivendo. Non solo nella pochezza di una squadra - la nostra - che mantiene una parvenza di nobiltà conquistando il terzo posto in classifica solo sullo slancio di autentici fenomeni come Del Piero, insieme a pochi altri comunque tutti appartenenti alla stessa combriccola pre-farsa. online casinos
Calciopoli la stiamo ancora vivendo, paradossalmente, anche quando assistiamo alle imprese di autentici fenomeni come Ibrahimovic a Parma, che stanno a dimostrare quale fosse la reale provenienza di quei 91 punti conquistati dalla Juve nel 2006 insieme al secondo scudetto consecutivo, conquistato senza gli optional di penalizzazioni, saccheggiamenti di campioni altrui o - peggio - eliminazioni prima del via di avversari diventati insopportabili.

Non è difficile da comprendere. Basta applicarsi un pochino.

da Ju29ro

14 maggio 2008

ESCLUSIVO INTERCETTAZIONI DA TRENTO: CALCIO SCOMMESSE, ADESSO TREMA ANCHE L'INTER!!!

Calcio scommesse: adesso trema anche l`Inter

(AGM-DS) - 14/05/2008 23.18.32 - (AGM-DS) - Milano, 14 maggio - Chi di intercettazioni ferisce, di intercettazioni ferisce. Sembrano infatti tornare di gran moda le chiacchierate telefoniche compromettenti che riguardano il mondo del calcio. E in questo caso chi ci potrebbe rimettere e` l`Inter, che dalle intercettazioni, durante il caso Calciopoli, aveva guadagnato uno scudetto (tolto alla Juventus `moggiana` e riassegnato al club di Massimo Moratti).

Questa volta, secondo quanto risulta a `Radiocor`, sono esponenti dell`Inter a essere coinvolti in una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire. Si tratta infatti di intercettazioni seguite dai Carabinieri di Trento che riguarderebbero anche scommesse effettuate da giocatori neroazzurri sulla vittoria dello scudetto 2006/2007, in seguito conquistato dalla squadra di Mancini. A confermarlo sono state fonti vicine agli inquirenti.

Gli stessi inquirenti stanno nel frattempo cercando di chiarire i contenuti di conversazioni che, a causa delle parole utilizzate, lasciano pensare alla volonta` di nascondere i reali significati delle affermazioni intercettate. Le intercettazioni sarebbero scaturite dall`indagine per traffico di droga che riguardava il procuratore sportivo Donato Brescia.

Gli esponenti dell`Inter che sarebbero stati intercettati sono il vice-allenatore Sinisa Mihajlovic, il tecnico Roberto Mancini e il capitano Javier Zanetti. I tre comunque non risulterebbero indagati. Niente male per una squadra che domenica, a Parma, si gioca una stagione in 90`.


http://www.datasport.it/leggi.aspx?id=5019842

12 maggio 2008

Torna la Juve e torna la vera Inter. Anno nuovo, vita vecchia.







Ma quale gatto nero di Figo di Christian Rocca

La squadra che perde sempre, l'allenatore che "vince sempre" (copyright di quei geni della Pravda rosa), il presidente che spende sempre e il picchiatore che piange sempre sono stati davvero sfortunati. Ora sono tutti lì a pensare che c'entri la storia del gatto nero di Figo, come raccontata da Vittorio Feltri. No: menzogna, diffamazione, ingiustizia. Fategli incontrare un avversario qualsiasi, preferibilmente non a tavolino, e loro vi dimostreranno come sempre di essere i soliti.

Il commento di Massimo Zampini per VecchiaSignora.com

Sono a casa, devo finire un lavoro, e la giornata di campionato mi interessa relativamente.Accendo distrattamente Quelli che il calcio. L'Inter segna, il Siena pareggia, l'Inter segna, il Siena pareggia. La scena, non so perchè, mi sembra di averla già vista.Un paio di amici romanisti mi chiamano per chiedermi una previsione sul minuto del rigore che assegneranno all'Inter. Eccoci, mancano 12 minuti. Ho sbagliato, lo ammetto, pensavo aspettassero un pò di più. Ad ogni modo c'è un contrasto fasullo, ed ecco l'attesissimo rigore. Anche questa scena, non so perchè, mi sembra di averla già vista.Qui i campionissimi d'Italia si superano. Cruz, Maicon e Materazzi danno vita a un vero show. Alla fine il protagonista è sempre lui. Tutti pazzi per Materazzi, cantano così, no?Bruno Gentili, uno dei tanti professionisti Rai di cui è impossibile conoscere la squadra del cuore, è quasi in lacrime. L'Inter sta dominando, dice. Beh, allora è proprio sfortuna, caro Bruno. Riuscire a dominare contro un Siena così affamato non è da tutti.Mancini è disperato e se la prende con il mondo, Moratti fa gesti scomposti in tribuna. Materazzi piange, a maggio gli capita spesso. Anche queste 3 scene, non so perchè, mi sembra di averle già viste.Finisce 2-2, anche se l'Inter reclamava un altro rigore. Ma se non te lo vogliono far vincere, caro nerazzurro, non c'è proprio niente da fare. Come 6 anni fa, contro quella banda di truffatori comandata da Poborski.La Juve sta perdendo con il Catania. Comincio ad essere arrabbiato sul serio, per tanti motivi. Primo, abbiamo un nome da rispettare, una storia da difendere, al di là degli obiettivi. Secondo, così salviamo il Parma, e l'ultima giornata chi la segue più..Al gol di Alex esulto con rabbia. Finalmente, ora vi riconosco. A casa nostra, non deve venire a passeggiare nessuno.Cobolli e Blanc esultano in tribuna, dimenticandosi forse che in un campionato normale, con una Juve normale, dovrebbero essere con le radioline a sentire il risultato della rivale per lo scudetto, magari da giocarsi all'ultima giornata, e non a guardare nel nostro stadio la partita meno interessante della domenica.Mancini davanti alle telecamere ci ricorda che l'Inter ha fatto 7 tiri, il Siena solo 3. Ecc. Ecc. Ecc.Anche questa scena, non so perchè, mi sembra di averla già vista.Materazzi va in tv e chiede scusa. E anche questa scena, non so perchè, mi sembra di averla già vista. Stavolta sono semplici scuse a un compagno di squadra, altre volte erano scuse, stentate, a un rivale steso con un pugno, vabbè, ma cosa cambia.L'Inter vincerà lo scudetto, ne sono convinto. E a dire il vero, visto come è arrivato, e considerato quale sia la squadra rivale, mi interessa davvero poco.Ma questa esilarante giornata di campionato, voglio dedicarla a qualcuno.A te, tifoso interista, che forse ieri hai capito tutto. O meglio, ti sei ricordato tutto. Perchè prima della farsa del 2006, "non so più come insultarvi" lo scrivevi alla tua squadra, ai tuoi dirigenti, e non a Moggi e compagnia. E ieri dai, dopo un paio d'anni in cui giornali, sentenze farsa e scudetti esilaranti te lo avevano fatto quasi dimenticare, ti sei ricordato tutto.E allora se sei onesto come dici, ridacci quello scudetto del 2005, quello dei 15 punti di distacco. Sul campo, non lo avresti vinto neanche se fossi arrivato in testa all'ultima giornata. La storia parla chiaro, dai, ridacci lquelo scudetto.La dedico a te, tifoso romanista. Che dopo 30 anni in cui ti lamenti per un fuorigioco di 5 centimetri, dopo una vita che racconti a tutto il mondo che ti rubavamo gli scudetti, finalmente ti appresti a fartene rubare uno davvero. E sarai ancora più arrabbiato, forse. E capirai cosa vuol dire perdere con un dubbio arbitrale contro una squadra vera, e cosa vuol dire perdere con 10 errori arbitrali, contro una squadra fasulla. Mi spiace, ma te lo sei meritato.La dedico a te, tifoso juventino. Perchè il posto che ti spetta, alla penultima giornata, non è quello di tifoso della Roma, del Catania, del Parma o della Fiorentina. Alla penultima giornata, di solito, senza psicodrammi, senza rigori farlocchi, senza insulti reciproci tra giocatori, allenatore e presidente, tu sei lì impegnato a preparare la festa. E gli altri, ancora una volta, a spegnere la tv, per non vederci felici. Non la gioia per un gol col Catania in una partita senza senso.A te, tifoso juventino, alla penultima giornata spettano le invasioni di campo, i gavettoni di Del Piero, gli scherzi di Ferrara, le mutande di Buffon. Sono passati solo due anni, ma per noi sono una vita.Forza Juve. I love football.